Il premier spera nell’aiuto della Chiesa per vincere nel Lazio

Il presidente del Consiglio è preoccupato. Dopo il pasticciaccio della lista Pdl a Roma, Berlusconi ha paura di perdere la Regione Lazio. Si è pertanto affrettato a giurare fedeltà al Vaticano

di Sabina Sestu

Se la Regione Lazio dovesse cadere nella mani della radicale Emma Bonino, il Pdl perderebbe non solo la Regione ma anche tutta la sua credibilità: questo l’esito temuto dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Se ciò accadesse il Vaticano non glielo perdonerebbe.

È stato Gianni Letta a informare il premier  a riguardo. Da qui la decisione del leader del Pdl di giurare piena fedeltà ai valori “non negoziabili” espressi dal cardinal Bagnasco, presidente della Cei.

Non è improponibile, a questo punto, pensare che Berlusconi stia usando le parole della Chiesa come mossa politica per recuperare il gap che si è creato in seguito allo scandalo delle liste elettorali di Roma. 

 L’anomalia italiana riemerge tutta in queste strane elezioni, dove, di fatto, il presidente del Consiglio si ritrova a esprimere solidarietà all’istituzione religiosa più influente, travolta, in questi giorni, dal terribile scandalo della pedofilia.

“Non è un mistero che nei Sacri Palazzi abbiano vissuto malissimo quello scivolone che rischia ora di far vincere Emma Bonino nel cuore della Cristianità” racconta un ministro. L’Italia dovrebbe essere uno Stato laico e aconfessionale, dove gli interessi dei cittadini dovrebbero prescindere dal senso moralizzatrice della confessione religiosa prevalente. Ma dopotutto la nostra democrazia non è  mai stata totalmente slegata dagli affari religiosi.

Il cardinal Angelo Bagnasco

Per la Bonino, da anni impegnata a combattere contro il perbenismo e la continua interferenza della Chiesa nella vita sociale e politica del Paese, sono sempre le “solite cose”. Non siamo, infatti, davanti al primo caso di ingerenza, platealmente orientata a entrare nel merito della politica. In Piemonte,  le Mura Pontine sono intervenute per scongiurare la riconferma della candidata del Pd Mercedes Presso:  l’arcivescovo di Torino, il cardinale Severino Poletto, pur affermando esplicitamente di essere super partes, ha di fatto invitato i cattolici a votare “guardando ai valori fondamentali della nostra fede“.

Silvio Berlusconi, in occasione delle imminenti elezioni regionali, si è premurato di inviare una lettera al Pontefice, in cui ha espresso solidarietà per il momento di crisi che la Chiesa sta affrontando sul caso dei preti pedofili. Intento evidentemente ispirato all’ esigenza di raggiungere un successo elettorale e alla volontà di accreditare il Governo italiano come principale supporto di Benedetto XVI nello scacchiere europeo.

L’appello della Cei, d’altro canto, arriva giusto in tempo per tamponare gli effetti deleteri della campagna elettorale del Pdl. Il ministro cattolico Maurizio Sacconi, infatti, non ha potuto che tirare un sospiro di sollievo per l’appello del cardinal Bagnasco “a votare per quelle forze politiche che sono state molto chiare sul tema della vita“. Appello che, invece, non deve sorprendere, secondo Gianfranco Rotondi, un altro ministro cattolico,  “perché coerente con l’impostazione di questo Pontificato: la Chiesa ha voglia di esserci e di dire la sua, anche in campagna elettorale. E nessuno questa volta può dire che sia stato Berlusconi a tirare i prelati per la tonaca”. Insomma, nonostante tutto, siamo ancora ben lontani da una Chiesa dedita solo alla cura delle anime.

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