Il Premier furioso, Renzi abbaia contro Barroso

Non sono andate giù le parole di Barroso sulla Legge di Stabilità a Matteo Renzi, che da Bruxelles ha reagito duramente

barroso

Le parole di Barroso, che ha espresso tutto il suo disappunto nei confronti della scelta da parte del governo italiano di rendere pubblica la lettera confidenziale della Commissione europea sulle deviazioni della bozza sulla Legge di Stabilità, hanno ottenuto immediata risposta da Matteo Renzi che da Bruxelles ha contrattaccato, sminuendo il punto di vista del presidente della Commissione Europea.

IL CONTRATTACCO – Così si è espresso Renzi: «Ci sono due questioni. Rispetto al merito non c’è problema: stiamo discutendo di una differenza di uni o due miliardi di euro su una manovra da trentasei miliardi, su un bilancio del Paese da novecento miliardi. Il problema dei due miliardi che in teoria potrebbero essere necessari corrisponde a un piccolissimo sforzo. Diverso è se la discussione è sul metodo: sono stupito che il presidente Barroso si sia sorpreso, perché la lettera è stata anticipata qui da un importante giornale internazionale, il “Financial Times”, e poi dallo scoop di un importante giornale italiano; si sono individuati i cinque Paesi che avrebbero ricevuto la lettera, ed è ciò che è accaduto».

BASTA LETTERE SEGRETE – A questo punto il presidente del Consiglio ha voluto sottolineare il suo punto di vista sulla faccenda: «Allora se questo è il tema, penso sia venuto il momento della “open transparency” totale. Penso che sia finito in questo palazzo il tempo delle lettera segrete. Con l’Italia l’“open data” sarà totale: noi vogliamo che sia chiaro tutto ciò che viene da Bruxelles, che ci sia la chiarezza più ampia, anche perché è l’unico modo per aiutare i cittadini a capire».

GRANDE MANOVRA – E a proposito della manovra del governo, questo è il messaggio lanciato agli italiani: «Ai cittadini italiani dico che non c’è da preoccuparsi: si tratta di far capire che abbiamo fatto una grande manovra per ridurre le tasse, e siccome tante volte dall’Europa ci hanno chiesto di ridurre le tasse, ora che l’abbiamo fatto non sarà certo una discussione sui decimali e sulle virgole a bloccare il percorso di cambiamento del nostro Paese».

Gian Piero Bruno

@GianFou

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