Il popolo delle partite Iva insorge contro Equitalia

Cagliari – Un carro funebre  trasporta la salma dell’economia isolana. Ad accompagnarlo verso la sua ultima destinazione un corteo silenzioso di circa 50.000 orfani, il popolo delle partite Iva. Un cartello reca l’annuncio funebre: “Per la scomparsa delle partite Iva a causa delle vessazioni di Equitalia e dello Stato“. Un vero e proprio delitto compiuto dallo politica, che attraverso Equitalia ha strangolato e continua a soffocare migliaia di commercianti, artigiani e piccoli imprenditori. Giunti da ogni angolo della Sardegna, gli agonizzanti piccoli imprenditori, hanno sfilato per le strade del capoluogo per mostrare la loro indignazione, amarezza e frustrazione contro il braccio armato dell’Agenzia delle Entrate.

Il funerale lo vorrebbero però fare a Equitalia, prima di essere fagocitati dal buco nero della tassazione senza fine. La carretta ormai non si riesce più a tirarla, ma Equitalia e Inps continuano a non mollare la presa e a stare sempre alle calcagna della piccola imprenditoria sarda. Le banche da molto tempo hanno chiuso i cordoni della borsa, e all’orizzonte si profilano nuvoloni sempre più neri e il fallimento sempre più vicino. Mesti e silenziosi, i manifestanti si sono radunati alla Fiera, piazzale Marco Polo, intorno alle 9,30 e si sono poi diretti verso viale Diaz. Muti, come si conviene a un corteo funebre, fino al Consiglio regionale dove hanno mostrato tutta la loro rabbia e il loro dolore per essere stati totalmente abbandonati dal Governo. E infatti davanti al palazzo regionale hanno allestito una forca in legno su cui sono stati appesi due manichini. Uno, vestito con abito elegante e le orecchie d’asino, rappresentava Cappellacci, come è stato specificato dal cartello. Mentre l’altro, con indosso un abito da operaio, portava un cartello recante la scritta: “giovane artigiano, stanco, logorato, mortificato, assassinato dallo Stato“.

 

Via Roma bloccata dai manifestanti

L’imprenditoria sarda già da tempo ha mosso le sue rivendicazioni attraverso il movimento Artigiani e commercianti liberi (www.artigianiecommercianti.com). Sono stati chiesti una moratoria fiscale di tre anni, il blocco delle cartelle Equitalia, dei pagamenti del mutui e il condono. Equitalia è creditrice nei confronti  delle imprese sarde di un ammontare di circa tre miliardi di euro, troppi per la fragile economia isolana. Il traffico cittadino è andato in tilt già dalle prime ore del mattino. È stato bloccato il lato porto di via Roma, mentre venti camion hanno seguito il corteo silenzioso fino al momento dell’urlo liberatorio e collettivo che serviva a scuotere il palazzo della politica. Mentre circa quaranta manifestanti hanno simbolicamente occupato l’aeroporto di Cagliari – Elmas. Hanno fatto sit-in nel terminal arrivi, mostrando ai passeggeri cartelli che spiegavano le ragioni della protesta contro Equitalia. Mentre sei manifestanti si sono incatenati ai dissuasori del traffico e affermano di volerci rimanere sino a quando Giulio Tremonti non li ascolterà. «Il ministro deve venire in Sardegna per risolvere i casini in cui ci ha messo», ha urlato a squarciagola Andrea Impera, uno dei coordinatori del Movimento Artigiani.

Abbandonati dalla politica, da cui sono provenute solo promesse ma nessun risultato, i manifestanti hanno dato sfogo alla loro rabbiosa ironia attraverso i vari striscioni. “In Egitto ci mangia Mubarak, in Tunisia Bel Ali’, in Libia Gheddafi, in Italia ci mangiano in troppi”, recita uno dei più sarcastici. Ugo Cappellacci, governatore della Sardegna, non ha partecipato alla manifestazione. È volato a Roma, infatti, dove ha convocato il Coordinamento delle Regioni a Statuto Speciale «per stabilire una linea comune contro i tagli della manovra finanziaria nazionale che penalizzano le Autonomie speciali». Ma il Presidente della regione sarda è scappato a Roma perché ha avuto paura dei manifestanti o perché non è riuscito a fare finora gli interessi del popolo sardo che rappresenta?

Sabina Sestu

 

Foto: locali.data.kataweb.it; www.agenparl.it

Preview: 3.bp.blogspot.com

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