Il Partito della Nazione è il nuovo centro?

Mentre nel paese impazza appaltopoli, le coalizioni di centro – destra e centro – sinistra si trovano ad affrontare l’anarchia interna e la crisi economica non accenna a placarsi, Pierferdinando Casini lancia un nuovo partito con l’idea di riformare il paese

di Sabina Sestu

Verso il Partito della Nazione

La convention per creare il nuovo partito del “grande centro”, si terrà a Todi dal 20 al 22 maggio. Si deve ancora studiare il percorso del nuovo soggetto politico. Non si sa ancora quali saranno i nomi illustri che aderiranno all’idea casiniana. Per ora ciò che è certo è che il partito sarà aperto a «tutti gli italiani che ci stanno». Tutti possono contribuire all’iniziativa.  E Lorenzo Cesa, per dimostrare che il nuovo progetto politico sarà qualcosa di totalmente diverso rispetto alle esperienze del passato, azzera tutte le cariche dell’esecutivo nazionale dell’Udc.

«Il Partito della Nazione non potrà essere il restyling dell’Udc – spiega Casini,  leader dell’Unione dei Democratici Cristiani – deve essere qualcosa di profondamente diverso. Il gesto di Cesa di azzerare gli incarichi è la dimostrazione che si vuole fare sul serio per interpretare un sentimento nazionale diffuso. C’è bisogno di ricostruire un sentimento nazionale». Che ci sia da ricostruire e rimodernare la politica italiana se ne sono accorti in tanti, non tanto tra i politici, quanto fra le intellighenzie nostrane ed estere. Ma non è certo che il nuovo soggetto politico di ispirazione casiniana sia la risposta giusta alla crisi politico -istituzionale che il nostro Paese si trova a fronteggiare.

«È arrivato il momento di dar vita ad un nuovo partito che parli il linguaggio della riconciliazione nazionale, della responsabilità. Un partito dell’unità nazionale, della Nazione – afferma deciso Cesa – che rimetta insieme il Paese e lo guidi verso il futuro modernizzandolo, riformandolo, facendolo crescere. L’Udc da sola non può realizzare un compito tanto ambizioso». Affermazioni chiare e decise quelle di Lorenzo Cesa, segretario dell’Udc, ma sono davvero sincere? È davvero lui uno degli uomini giusti per portare l’Italia fuori dall’impasse politica in cui da decenni il Paese si è insabbiato? Sotto processo nel 1993 per concussione. Condannato in primo grado nel 2001 per corruzione aggravata e nel 2006 per truffa a associazione a delinquere nei confronti dell’Unione Europea. Ha usufruito della prescrizione ideata dal governo Berlusconi.

Lorenzo Cesa e Pierferdinando Casini

Il nuovo partito nasce con gli uomini, i vizi e i difetti del passato, all’orizzonte non si profila nulla di moderno e riformato, per usare le parole del segretario Cesa. Si capisce come mai non abbia riscontrato grande entusiasmo tra il pubblico questo nuovo partito del “predellino”, il cui intento sarebbe quello di fondare una forza trasversale, capace di realizzare una riforma del Paese. Una forza “centrale” che sblocchi il quadro politico e rinnovi l’Italia. Ottime idee che però avrebbero bisogno di soggetti politici nuovi, puliti e giovani. «C’è bisogno di ricostruire un sentire comune tra tutti gli italiani, c’è bisogno di una grande pacificazione nazionale, c’è bisogno anche di fare proposte di buon senso. C’è la retorica del qui va tutto bene – continua Casini – noi pensiamo che purtroppo qui non vada niente bene, per cui non c’è da conservare l’esistente, ma c’è da cambiare. Chi governa e anche chi è all’opposizione, il che è più singolare, pensa che tutto vada bene. Noi non pensiamo che le cose vadano bene così».

Casini, nella trasmissione In mezz’ora condotta da Lucia Annunziata,  ha parlato di un «esecutivo di salute pubblica». Ha poi specificato meglio il suo intento: «Naturalmente chi ha vinto le elezioni è nelle condizioni di aprire una fase nuova. Non la vuole aprire? Peggio per lui. Il governo tecnico – puntualizza – non è stato mai da me evocato. Ho parlato di governo di ricostruzione nazionale, chiamatelo come volete, mi interessa la sostanza. C’è bisogno di una pacificazione tra le forze politiche e di fare riforme strutturali importanti che fino ad oggi non vengono fatte e non c’è la forza politica di dire qualcosa di impopolare agli elettori, per cui affrontare questa realtà significa fare un percorso diverso».

Che l’Italia abbia bisogno di un cambiamento politico netto lo dimostrano i continui scandali che periodicamente investono il nostro Paese. Ma c’è bisogno di volti nuovi, soggetti che siano completamente slegati da questa lottizzazione della politica e dall’attaccamento alle poltrone. Gli impasti proposti da Casini non sembrano la soluzione ai problemi reali.


FOTO/ via http://media.panorama.ithttp://api.ning.com; http://spinningpolitics.files.wordpress.com

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