Francesco inaugura il pontificato: ‘il potere è servizio’

papa messa inaugurale francesco

Il Papa con il pallio, uno dei suoi simboli (avvenire.it)

Città del Vaticano – Una piazza gremita ha accolto papa Francesco per la celebrazione eucaristica dell’inaugurazione del ministero petrino, che ormai da Paolo VI sostituisce l’intronizzazione del pontefice romano.
Un’omelia intensa, questa volta letta e senza intermezzi, ma ricca di spunti: incentrate sulla custodia, le parole di Francesco hanno definito il potere come «servizio».

Prima della messa – Il Papa ha salutato la folla, attraversando la piazza su un’auto scoperta; due brevi pause per salutare e benedire un bambino e un disabile, quindi la preghiera sulla tomba di s. Pietro.
Prima dell’inizio della celebrazione papa Francesco ha ricevuto l’omaggio e la fedeltà dei cardinali, oltre ai segni del suo ruolo pontificale: il pallio e l’anello del pescatore. Questo, a differenza dei predecessori, è argento anziché in oro, a testimoniare ancora una volta la semplicità del nuovo vescovo di Roma.

L’omelia – «Non dimentichiamo mai che il vero potere è servizio», ha detto il Papa durante la sua omelia, un’orazione incentrata sulla custodia, come compito di Giuseppe e, ora di tutti i cristiani. Il fulcro della custodia ha attraversato tutto il testo, toccando da vicino anche i temi della politica e dell’attualità: «siamo custodi l’uno dell’altro e dell’ambiente – ha detto – non lasciamo che segni di distruzione e di morte accompagnino il cammino di questo mondo», toccando anche tasti più intimi quando ha esortato a non «avere paura della bontà e nemmeno della tenerezza».
L’attenzione di Francesco si è concentrata anche quest’oggi sui «più poveri, più deboli e più piccoli», citando il Vangelo di Matteo, spiegando che «solo chi serve con amore sa custodire».
Messaggio programmatico molto forte, non c’è alcun dubbio, soprattutto quando chiude: «custodire ogni persona, specie la più povera: ecco un servizio che il vescovo di Roma è chiamato a compiere», ribadendo anche che «tutti siamo chiamati per far splendere la stella della speranza». «Aprite l’orizzonte della speranza e aprite uno squarcio di luce in mezzo a tante nubi» sono state la parole che hanno ribadito l’importanza per la Chiesa di agire in un momento storico di estrema difficoltà, sia per i suoi comportamenti passati e presenti, sia per la complessa congiuntura internazionale.

La piazza – «È proprio un padre per noi tutti», ha detto una signora in piazza, intervistata su Rai 1. Papa Bergoglio sembra aver già toccato il cuore dei cristiani, se è vero che raccoglie favori anche al di fuori della Chiesa; cancellate le ombre sul suo passato, dimostratesi solo voci infondate, rimane aperto solo lo scetticismo delle frange più tradizionaliste del laicato cattolico.
Numerose le autorità presenti, compreso il presidente Napolitano, Mario Monti e i nuovi Presidenti delle due Camere. Molti anche gli ospiti pervenuti dall’estero, da Angela Merkel al padre-padrone dello Zimbabwe, Mugabe.

Se nel tono ricorda papa Luciani, la personalità e l’attenzione sembra quasi quella di Giovanni XXII: la speranza per un pontificato è grande e già qualcuno lo appella “il papa della tenerezza“.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio 

[youtube]http://youtu.be/6o5k7t7dE58[/youtube]

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