Il panino senza pane: novità salutare?

Il Double Down, il panino incriminato

La catena di fast food statunitense Kfc (Kentucky Fried Chicken) ha da poco lanciato sul mercato un nuovo hamburger. Si tratta di un panino senza pane, ma che in compenso aggiunge un doppio strato di carne  alla sua composizione. L’hamburger in questione si chiama Double Down ed è realizzato con due pezzi di pollo fritto, all’interno dei quali vengono disposte due fette di bacon e formaggio. Si tratta forse di una novità più salutare per i fedeli consumatori di hamburger? Non a detta dei più noti nutrizionisti che si sono scagliati contro questo nuovo prodotto.

Negli Stati Uniti e in Canada non si sono verificate proteste, ma in Australia e in Nuova Zelanda le proteste si sono fatte sentire ancora prima dell’approdo del Double Down nei rispettivi paesi.

Gli attivisti antiobesità e gli specialisti nutrizionisti hanno criticato il prodotto in questione: contiene infatti una quantità di calorie e grassi elevata e nociva per la salute. Il panino senza pane secondo la ricetta originale pubblicata sul sito di Kfc contiene 520 calorie (pari a 2177 kilojoule) e 32 grammi di grasso. Si tratta di valori che superano l’apporto medio di kilojoule e grassi consigliati per ogni cibo. La tesi principale delle proteste dei nutrizionisti si basa più che altro sul controsenso delle affermazioni delle grandi catene di fast food: queste promettono infatti di impegnarsi a ridurre la quantità di grassi all’interno dei loro prodotti, utilizzando oli salutari ed evitando gli eccessi di sale; questo nuovo panino senza pane con un elevatissimo apporto di grassi e calorie sembra proprio essere in opposizione con queste parole.

L’importante nutrizionista Rosemary Stanton ha definito “orribile” il nuovo Double Down, mentre la sua collega Susie Burrel ha dichiarato che sarà necessaria più di un’ora di intenso esercizio per smaltire così tante calorie, molte di più di quelle di un normale hamburger.

La catena Kfc si difende, spiegando che il Double Down è da ritenersi un’alternativa valida per un pasto occasionale, da associare ad uno stile di vita equilibrato.

Il prodotto è stato lanciato dalla Kfc, nota catena di fast food

Chissà se oltreoceano riusciranno davvero a rispettare queste condizioni o se sarà necessario porre delle misure più estreme, come già richiesto preventivamente dai nutrizionisti per far si che le categorie più a rischio ne risultino in qualche modo protette. Chissà se questo sarà sufficiente a placare le proteste e a portare avanti la battaglia contro l’obesità, ma soprattutto, quale sarà la risposta europea a questa novità a quanto pare per niente salutare?

Sara Mariani

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