Il nuovo libro di Diego De Silva – Mancarsi

Il nuovo libro di Diego De Silva

Mancarsi - la copertina

E’ uscito in tutte le librerie il nuovo libro di Diego De Silva, Mancarsi (Einaudi 2013, «l’arcipelago Einaudi» 10,00€).

Irene è una donna molto bella, ancora in grado di piacere agli uomini, con un matrimonio finito alle spalle: lei cerca una felicità che quel rapporto ormai non le dava più. Lo ha capito definitivamente una sera, dopo un lungo periodo di indizi e di dubbi sempre ricacciati dove facevano meno male, guardando l’orologio a muro della cucina: è stato lì che ha voluto parlare a suo marito e abbandonare una vita che non le dava più emozioni. Non ha aspettato un minuto di più: sapeva che la notte l’avrebbe costretta a indietreggiare di nuovo, rifugiandosi nella calma piatta e rassicurante di una relazione ormai consumata dallo scorrere logorante del tempo.

Ora Irene frequenta un bistrot in cui quasi tutti gli uomini, stabili o di passaggio, non hanno occhi che per lei, pensando che una donna sola sia necessariamente alla ricerca di una compagnia, qualunque forma e sostanza essa abbia. Il luogo è popolato di varia umanità e i maschi Irene ha imparato da tempo a catalogarli: il modello George Clooney, incapace di accettare il passare del tempo, il goffo prototipo di Johnny Depp, o lo sfacciato Colin Farrell. Si siede sempre allo stesso tavolo, di fronte a un poster di Buster Keaton che le piace in modo particolare, a leggere e a respingere i corteggiatori improvvisati che si avvicinano a tentare la sorte.

Nicola è vedovo: la moglie, un’insegnante di inglese, è morta tragicamente tempo prima, investita da un camion mentre andava in bicicletta. La disgrazia lo ha sconvolto, ma il dolore per la scomparsa della consorte si è presto accompagnato a un altro strano sentimento: il senso di colpa. Ma non perché avrebbe potuto fare qualcosa per lei, tutt’altro: perché non si sente disperato come vorrebbe. L’evento non ha fatto altro che squarciare un velo sui suoi sentimenti: da tempo ormai non sopportava più tante minuzie delle dinamiche di coppia e dei comportamenti della moglie, indizio di un macigno più grande da sopportare. Il loro amore era finito quando lei era ancora in vita e la morte gli ha solo disvelato la cruda verità.

Resta un altro pensiero a tormentarlo: con la moglie era solito cenare una volta alla settimana in un bistrot vicino a casa, sempre allo stesso tavolo, proprio di fronte a un poster di Buster Keaton che da sempre lo aveva colpito. Una sera, poco tempo prima della tragedia, in quel locale la moglie, in un gioco macabro, aveva ipotizzato la propria morte. Dall’incidente non era più entrato in quel luogo, temendo che i fantasmi di un lutto tutto da superare lo assalissero. Solo una volta, contrariamente alla sue abitudini, decide di recarvisi e di occupare il solito tavolo, per affrontare il passato e fissare una volta di più il volto dell’attore sul manifesto.

Il nuovo libro di Diego De Silva

Diego De Silva espresso.repubblica.it

Diego De Silva nel suo ultimo racconto Mancarsi (Einaudi 2013, «l’Arcipelago Einaudi» 10,00€) abbandona il personaggio dell’avvocato Vincenzo Malinconico, protagonista dei suoi ultimi tre romanzi e immagina un racconto che potrebbe definirsi d’amore, ma sarebbe fuorviante: non è una classica storia che racconta l’incontro tra due persone, i loro tormenti e la loro felicità. De Silva scrive invece una storia che potremmo definire con un neologismo di «preamore»: narra cioè tutte quelle situazioni necessarie, ma non sufficienti, a fare incontrare due cuori in cerca di felicità.

L’autore segue nelle loro vicende i due protagonisti e ne rende edotto il lettore, narrando con pazienza i trascorsi episodio dopo episodio, lasciando che Nicola e Irene scoprano lentamente le carte del passato, le vicissitudini e gli ostacoli incontrati in questa ricerca della felicità. Lo fa cambiando stile e narrazione riga dopo riga, pagina dopo pagina: a volte il narratore è esterno, altre è uno dei due personaggi. In alcuni passi lo stile è pesante, senza punteggiatura, tanto da ricordare lo stream of consciousness di James Joyce. In altri momenti invece l’autore è ironico e pungente, dimostrando di saper maneggiare le parole come se le possedesse.

In conclusione, Mancarsi  è un bel racconto che forse sottende una visione pessimistica relativa al matrimonio, ma certamente entusiasta della vita, delle sue sorprese e di una felicità che si può trovare dietro angoli che non abbiamo mai esplorato, ma che improvvisamente emerge e tutto travolge, anche nel momento più buio.

Daniele Leone

@DanieleLeone31

Diego De Silva. Mancarsi. Einaudi 2013, «l’Arcipelago Einaudi» 10,00€

Foto di copertina: caffeletterariolugo.blogspot.com

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