Il nuovo libro di Andrea Camilleri: Un covo di vipere – la recensione

 

Il nuovo libro di Andrea Camilleri

Un covo di vipere – la copertina

E’ uscito in tutte le librerie il nuovo libro di Andrea Camilleri che vede come protagonista il commissario Montalbano: Un covo di vipere (Sellerio 2013, «La memoria» € 14,00).

Quando viene ucciso con un colpo di pistola in piena faccia Cosimo Barletta, per Montalbano sembra essere un caso di omicidio come tanti: difficile, per certi versi, forse destinato a seguire un percorso lungo per arrivare a una soluzione, ma tutto sommato banale. La vittima si è forse meritata quella fine orrenda: usuraio, senza scrupoli e donnaiolo della peggior specie. Di quelli che le femmine le cercano ancora ragazzine, a dispetto dell’età che avanza e le conquistano a colpi di soldi o di ricatti.

Un personaggio come Cosimo Barletta aveva molti nemici e ognuno di questi ha beneficiato della sua morte: dalle diverse donne costrette a rapporti sessuali durante i quali venivano persino fotografate a loro insaputa, fino ai padri di famiglia rovinati da prestiti di denaro a interessi insostenibili. Il caso è complicato, ma chiaro e lampante, quasi scolastico. Ma forse non tutto è quello che sembra a un primo sguardo: innanzitutto la vittima ha il volto devastato da un proiettile, ma non ha perso sangue. Come scopre l’iracondo dottor Pasquano infatti, il decesso è avvenuto per avvelenamento precedente al colpo di arma da fuoco. Gli assassini da cercare sono quindi due.

Intanto, anche il figlio della vittima, il succube Arturo Barletta, era finito nella tela degli strozzini, nella totale indifferenza del padre, il quale si apprestava addirittura ridurgli la quota di eredità, rischiando di distruggerlo definitivamente. Ma il testamento non si trova. Non solo: Arturo non è l’unico personaggio a muoversi all’interno del nucleo famigliare del defunto. Qual è il vero volto della figlia, bellissima e misteriosa? L’orfana distrutta e inconsolabile? La virago che ricalca esattamente l’insensibilità disumana del padre? O nasconde altri segreti che la legano al delitto?

Salvo Montalbano dovrà infilare la mano nel covo di serpi di legami famigliari profondi, indecifrabili e sordidi per riuscire a sbrogliare una matassa molto più complicata di quanto non apparisse a un primo sguardo. Da un lato non potrà fare a meno di indagare nella perversione privata di Cosimo Barletta, vecchio satiro e ricattatore della cui morte il commissario non sembra affatto dispiaciuto. Dall’altro dovrà comprendere i legami, prevalentemente di odio e rancore, che legavano la vittima ai suoi parenti, consanguinei o acquisiti che fossero. E quando infili la mano in un nido di serpenti, difficilmente la potrai ritrarre senza passare dai morsi e dal veleno.

Il nuovo libro di Andrea Camilleri

Andrea Camilleri letterefilosofia.it

Ogni volta che esce un nuovo romanzo di Andrea Camilleri ambientato in Sicilia, risulta difficile non immergersi anima e corpo nel mondo caldo della sua terra e dei personaggi dipinti da uno dei più grandi autori italiani, con la loro umanità, fatta di qualità e difetti, ma priva di mezze misure. Questi aspetti sono ancora più accentuati nelle avventure del commissario Salvo Montalbano, antieroe per eccellenza della letteratura contemporanea, ricco di vizi e virtù come ciascuno dei lettori che lo adora e che in lui si identifica. Allo stesso modo è difficile non provare naturale simpatia verso il goffo Catarella o il puntiglioso Fazio, oppure non restare affascinati dalla cucina della domestica Adelina e dall’arguta arte dell’insulto del dottor Pasquano.

Ma in questo caso ci troviamo di fronte a qualcosa di più: dopo la trama assai poco realistica del precedente Una voce di notte (Sellerio 2012, «La memoria» € 14,00) e il pessimo romanzo Il Tuttomio (Mondadori 2013, «Scrittori italiani e stranieri» 16,00 €), Camilleri scrive uno dei migliori gialli di tutta la sua sconfinata produzione artistica. Costruisce infatti una trama credibile, avvincente e ricca di colpi di scena, dentro la quale il lettore resta avvinghiato senza poter uscire fino alla soluzione finale.

Non solo: l’autore siciliano entra, come forse non aveva mai fatto, nelle pieghe della parte più perversa della psiche umana e nei meandri di sordidi rapporti famigliari che lasciano, al termine della lettura, un sapore di amaro disgusto, fino a provare pietà per i personaggi di una storia in cui non si lascia spazio per distinguere davvero l’innocenza dalla crudeltà, l’ingiustizia dalla perversione. Un covo di vipere non è solo un romanzo: è un libro che tocca la sociologia, la psicologia e la formazione. Un romanzo insomma di assoluto rilievo nel panorama della letteratura italiana contemporanea.

Andrea Camilleri. Un covo di vipere. Sellerio 2013, «La memoria» € 14,00

Daniele Leone
@DanieleLeone31

Foto in copertina: www.dagospia.com

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