Il nucleare e le energie rinnovabili in Europa

Roma – Il terremoto in Giappone che ha causato il terribile incidente nucleare presso la centrale di Fukushima, ha causato una serie di reazioni – secondo alcuni nate su un’onda emotiva – che porteranno a conseguenze importanti per i piani energetici europei.

La prima decisione che ha fatto scalpore l’ha presa Angela Merkel, dichiarando che la Germania abbandonerà il nucleare entro il 2022, anche se sono molti gli scettici convinti si tratti solo di una decisione strategica atta a imbonire l’elettorato e che non troverà un seguito nella realtà.

Ma qual è la situazione energetica in Europa? Esaminiamola nello specifico con l’aiuto di una tabella riassuntiva:

 

Paesi(in ordine alfabetico)

 

Impianti  in funzione

Energia nucleare sul totale della produzione  

Impianti in costruzione

 

Impianti smantellati

Belgio 7 91% 1
Bulgaria 2 38% 2 4
Finlandia 4 37% 1
Francia 58 85% 1 11
Germania 17 32% 19
Gran Bretagna 19 9% 26
Lituania 1 80% 1
Olanda 1 2% 1
Rep. Ceca 6 20%
Romania 2 10%
Russia 31 17% 8 5
Slovacchia 5 69% 3
Slovenia 1 41%
Spagna 8 50% 2
Svezia 10 57% 3
Svizzera 5 37%
Ucraina 15 46% 2 4
Ungheria 4 32%
Totale 196 14 80

Dalla tabella è facile rendersi conto di come l’Italia sia circondata da Paesi che usano l’energia nucleare, tanto che sono 27 le centrali nucleari entro duecento chilometri dai confini italiani. Oltre a questa vicinanza geografica, il 12% del fabbisogno energetico del nostro Paese è coperto dall’elettricità prodotta dagli impianti nucleari oltrefrontiera.

A costruire gli impianti in tutto il mondo – e anche in Europa – è un numero ridotto di aziende che si contendono gran parte del mercato occidentale: in Francia c’è l’Areva – quella a cui sarebbero commissionate alcune delle centrali del nostro Paese – la General Electric e la Westinghouse negli Stati Uniti, Toshiba e Hitachi in Giappone.  Oltre a questi giganti dell’energia e della tecnologia altre imprese si trovano in Russia – dove trentuno centrali servono a coprire solo il 17% del fabbisogno energetico – Cina e Corea.

Per quanto riguarda le energie rinnovabili, nella fattispecie l’energia solare, eolica, geotermica e idrica, risulta più difficile una quantificazione esatta in quanto le diverse fonti sono spesso integrate su uno stesso territorio e, nella maggior parte dei casi, anche geograficamente la situazione è piuttosto frammentaria.

Nella tabella solo alcuni dati su rielaborazione Legambiente e Comuni Rinnovabili del 2011, in riferimento allo scorso anno:

Solare termico

Solare fotovoltaico

Eolico
Paesi mq mq/abitanti MW kW/abitanti MW
Austria 4330000 0,517 37 0,004 1011
Danimarca 484080 0.087 5 0,001 3800
Francia 1994772 0,031 789 0,012 5660
Germania 12899800 0,157 18000 0,220 25217
Gran Bretagna 476020 0,007 67 0,001 5204
Grecia 4076200 0,361 350 0,031 1208
Italia 2014875 0,033 3200 0,053 5797
Olanda 774345 0,046 64 0,001 5204
Spagna 1865036 0,041 3550 0,077 20676

Il dato certo è che in molti Paesi le energie rinnovabili stanno prendendo piede sempre più, soprattutto alla luce dei costi energetici e della tutela dell’ambiente e del genere umano, punti su cui il nucleare non è certo in vantaggio.

Nonostante in molti sostengano il nucleare perché più economico, c’è da dire che il calo del costo energetico – e quindi delle bollette – non è necessariamente legato all’impiego dell’energia nucleare: il peso delle nostre bollette – tra le meno trasparenti in Europa – non è da imputare al reale costo dell’energia, ma a una serie di canoni che fanno levitare i prezzi.

Il nucleare in realtà ha dei costi elevatissimi, visto che è necessario considerare il costo di un impianto nucleare dalla sua nascita al suo smantellamento, considerando la manutenzione continua e la necessità di mantenere sempre alto il livello di sicurezza degli impianti.

Gli impianti necessari a sfruttare le energie rinnovabili, oltre ad avere dei costi di produzione e manutenzione inferiori rispetto agli impianti nucleari, sono più sicuri per l’uomo e per l’ambiente e, soprattutto, non hanno lo spinoso problema delle scorie radioattive.

In molti Paesi il futuro delle rinnovabili sembra essere l’offshore: la costruzione di parchi eolici al largo delle coste e quindi in zone ben coperte dai venti pressoché in qualsiasi momento dell’anno e della giornata, la versione ecologica delle piattaforme petrolifere in mezzo all’oceano.

Francesca Penza

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