Grillo: i suoi no sono niente di nuovo

Grillo

Beppe Grillo (s2.stliq.com)

Roma – Solo due giorni fa il tono di Grillo sembrava leggermente conciliante, pur nel deciso «Nessun Alleanza», ma lo Tsunami non è destinato ad arrestarsi. L’onda si abbatte nuovamente su Pier Luigi Bersani, appellato col 47 del morto che parla, definito «stalker politico». Beppe sul suo blog ha così scatenato una polemica contro il PD in risposta alla ventilata e sperata ipotesi di un’intesa, ribadendo la necessità di valutare proposta per proposta, come sul modello Sicilia.
Il No sembra, dunque, irremovibile e inaugura divisioni alla base dello stesso movimento. In appena un giorno sono state raccolte oltre centomila firme per una petizione online promossa da Viola Tesi, sedicente elettrice del Movimento, che invita all’apertura: «Dobbiamo scongiurare qualsiasi ipotesi di alleanza PD-PdL, e non permettere alla minoranza di Monti di condizionare gli equilibri parlamentari. Possiamo respingere il ritorno di Berlusconi e costringere Bersani ad accettare le sfide che i suoi stessi elettori vorrebbero raccogliesse». L’ipotesi è quella di appoggiare il PD in maniera programmatica, votando riforme di comune interesse e assecondando l’operato del governo. Ma i fedelissimi rinnegano ogni petizione, ogni Viola Tesi, ogni alleanza, convinti ad evitare la contaminazione con la vecchia morente politica. Vogliono il colpo di grazia, loro.
E l’affermazione mortale arriva prontamente, cinguettata: «Se proprio Pd e PdL ci tengono alla governabilità possono sempre votare la fiducia al primo Governo M5S». Il tweet, al solito politicamente scorretto, alimenta la polemica: tornano le accuse d’irresponsabilità, alcune rinnegazioni degli elettori e le stanche risposte di Bersani.
Tuttavia, non bisogna sorprendersi che per la nuova legislatura Grillo offra simili soluzioni, entrambe provocatorie, apparentemente praticabili, ma sostanzialmente suicide. Da un lato valutare proposta per proposta, fingendosi una forza politica da 15 % in un consiglio regionale, salva la vocazione ‘anti inciucio’ e protegge dalle accuse di essere  «contro il mondo»: nessuno sembra ricordare che il Parlamento Italiano non è il consiglio regionale della Sicilia e che il M5S, da primo partito Italiano, non può ignorare le responsabilità della propria forza. Dall’altro avanzare velleità di governo, per quanto provocatorie, premia i grillini  più ortodossie atterrisce gli altri schieramenti: poco importano le elezioni, tanto si è votato col porcellum…

grillo tweet (corriere.it)

Corriere.it

Ma ‘Il governo cinque stelle’ rischia di non essere solo la boutade che fa andare su tutte le furie un Bersani stremato. C’è chi, persino da prima del tweet di Grillo, ventila l’ipotesi. Lo scrittore Sandrone Dazieri, da dichiarato anti grillino, sul proprio blog scrive di vedere un governo cinque stelle come “il male minore”, data la possibilità del Centro Sinistra di far cadere il governo quando lo ritenesse opportuno, recuperando paradossalmente il peso politico che tutti sembrano dimenticare. La fantapolitica diventa negli scritti degli opinionisti quasi un esercizio di logica, nei tweet di Grillo il sintomo di una mania di potenza o, nei migliori dei casi, di preoccupante superficialità nella crisi.
Quando un No tanto violento garantisce l’ingovernabilità, i grillini doc si difendono dalle accuse d’irresponsabilità, avanzando l’alibi della coerenza. Di fatti un simile atteggiamento è perfettamente in accordo con la natura del Movimento, con gli intenti dichiarati nelle piazze stracolme. Grillo ha sempre inneggiato al crollo del Sistema, alla fine della carriera politica dei vecchi parlamentari, scavando l’abisso tra Partiti e elettori. Non sta, dunque, continuando a far propaganda – una simile interpretazione sarebbe sommaria – , sta mettendo in atto l’idea fondamentale del Movimento. Più che per i punti di un programma politico, infondo non inconciliabile con quello del Centro Sinistra, il voto al Movimento ha significato un no al Sistema. Ora che questo no decreta la crisi, non lo si può continuare ad ignorare.

Fabrizio De Gregorio
@fadegregorio

FOTO || www.liquida.it , www.corriere.it

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