Il Natale che non c’è

Austerità reale o di facciata? Brevi considerazioni sulla festività che si avvicina

di Domenico Aloia

Christmas Mother and childIl Natale è alle porte. Come ogni anno non si fa che parlare di quanto gli italiani spenderanno per il pranzo del 25 e per i regali piuttosto che focalizzarsi sulla ricorrenza religiosa, il cui significato, presi dalla frenesia della vita quotidiana e dalla voglia, almeno per qualche giorno, di buttarci alle spalle i problemi, viene dimenticato.

Ogni anno perlomeno le dichiarazioni e gli intenti della gente sono improntati alla sobrietà economica, ma poi a stringere si finisce per riempirsi la casa di inutili voluttuosità che probabilmente finiranno in qualche scaffale a prendere polvere, e i pranzi e le cene saranno sempre più luculliane per il ludibrio dei presenti, ma anche per l’impoverimento dei portafogli.

Per rendere un po’ più sensate le spese e dare loro un senso come sempre si parla di regali “utili”o “intelligenti” come se quest’ultimi fossero a zero spese. I motivi che inducono la gente a rilasciare dichiarazioni dai toni minimalisti sono dovuti alla crisi economica che, in maniera più o meno maggiore, attanaglia un po’ tutti e ad una sorta di riguardo nei confronti delle popolazioni che rispetto a noi soffrono veramente (questo spesso è vero solo nelle intenzioni, perché in molti sono caritatevoli nelle intenzioni mai poi nei fatti si smentiscono da soli). Ma purtroppo su quest’ultimo aspetto ogni anno si rilasciano dichiarazioni spesso di facciata.

Che la crisi quest’anno porterà a ridurre le spese ‘natalizie’ è vero anche se, stando ai sondaggi, la percentuale di coloro che si dicono improntati all’austerità si è ridotto rispetto allo scorso anno e oltre il 50% degli italiani non crede che ci saranno differenze negative rispetto al 2008. Addirittura è in aumento il numero di persone che ritiene questo Natale migliore di quello passato.

xmas presentComunque i telegiornali non hanno risparmiato il consueto balletto di cifre sulle spese natalizie (si dice che in Italia si spenderemo circa 20 miliardi di euro per i regali, mediamente tra i 100 ed i 300 euro a famiglia) di cui potremmo benissimo fare a meno. Ma è pur vero che certe notizie vanno diffuse per creare una sorta di stacco con gli accadimenti più crudi e drammatici che quotidianamente riempiono oltre la metà dei tg e delle pagine dei quotidiani.

Inoltre buona parte degli italiani (oltre il 60%) ha dichiarato di spendere la tanto agognata tredicesima (mai come in questo periodo di crisi) in regali ed eventi mangerecci.

Si rischia in questo modo di farsi sfuggire quello che, nella visione cristiana, è il vero valore del Natale, improntato cioè ad una maggiore austerità, non solo di facciata, ma concreta nei fatti e nelle intenzioni. La speranza è che almeno quest’anno più gente decida di cambiare ‘registro’, rivisitando la propria scala valoriale e riposizionando in cima anche quell’integrità morale che a volte sembra persa. A questo poi si potrebbe aggiungere la voglia di rivivere il Natale secondo la fede cristiana, visitando presepi o andando in chiesa con una maggiore consapevolezza del profondo significato spirituale della festa. Pensando un po’ meno a tutto ciò che contorna la festività ma che, volenti o dolenti, serve a dare quel qualcosa in più che rende magico il Natale.

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews