Il Napoli Teatro Festival chiude? Nel dubbio qualcuno festeggia…

NAPOLI - «Non si uccidono così neanche i cavalli». È la conclusione della lunga nota firmata da Carlo Cerciello, fondatore del Teatro Elicantropo di Napoli, che circola da stamattina su Facebook. In via ufficiosa – sempre secondo la nota di Cerciello – la rassegna Napoli Teatro Festival Italia, cofinanziata dall’Unione Europea, avallata dalla Presidenza della Repubblica e dal Ministero per i Beni Culturali, starebbe per chiudere i battenti all’alba della sua quarta edizione, nonostante solo due mesi fa in un incontro al Palazzo della Confindustria Campana fosse stato preso un impegno concreto in direzione opposta dal direttore Renato Quaglia. Una nota furibonda quella del regista partenopeo, che riferisce di aver ricevuto la notizia dagli ex-lavoratori del Napoli Teatro Festival licenziati in blocco, molti dei quali ancora in attesa delle spettanze risalenti all’edizione 2010. Un licenziamento che segue, sempre secondo Cerciello, alla decisione della Regione Campania di bloccare i fondi della Comunità Europea già stanziati per l’edizione 2011, una «sospensione ricattatoria».

FESTA D’ADDIO. MA L’ADDIO NON C’É… - Il direttore dell’Elicantropo sarebbe stato invitato da alcuni colleghi ad una “serata di addio” con la quale il Festival avrebbe salutato definitivamente la città, ma la domanda di Cerciello è rabbiosamente chiara: «Perché una serata d’addio se non è stato ufficializzato alcunché? Perché questo silenzio generale?». La fine (per ora ipotetica) del Napoli Teatro Festival si anniderebbe secondo Cerciello dietro due parole semplici e dirette: «ricatto politico».  Un ricatto fatto di tagli al Fus, blocco dei fondi regionali, chiusura del Teatro Trianon e «ricatto economico […] ai danni del Teatro Mercadante, volto ad ottenere attraverso uno spoil sistem di bassa lega, la sostituzione del direttore artistico con un nuovo direttore gradito al governo». Uno sfogo rabbioso quello di Carlo Cerciello, ma altrettanto autorevole, per la verve e la competenza riconosciuti dagli addetti ai lavori al vulcanico e passionale regista partenopeo.

Il Real Albergo dei Poveri, una delle location riadattate appositamente per il Napoli Teatro Festival (it.wikipedia.org)

TRE ANNI DI SUCCESSI - Il Teatro Festival Italia illumina dal 2008 i palcoscenici di Napoli, mietendo straordinari successi di pubblico e critica nonostante le purtroppo immancabili imperfezioni dell’organizzazione made in Naples. La rassegna ha proposto anteprime nazionali e mondiali di altissimo livello e ha dato spazio ad artisti e compagnie da tutto il globo, offrendo alla città una ribalta ben diversa da quella quotidiana di una Napoli legata a doppio nodo alla criminalità e soffocata dai miasmi della spazzatura. Il Festival, in questi tre anni,  ha inoltre comportato un impatto positivo sia a livello culturale che economico, come dimostrato da uno studio frutto della triplice collaborazione tra Università Federico II di Napoli, Bocconi di Milano e Confindustria Campana. La notizia della possibile chiusura sta viaggiando nel web alla velocità della luce ed i primi appassionati stanno già urlando la propria indignazione. Una smentita ufficiale sarebbe più che gradita, ma se qualcuno pensa già a festeggiare allora la speranza rischia di morire ancor prima di sdraiarsi sul letto di morte. Assieme all’incanto di una città che, almeno per un mese, cerca di brillare di luce propria e non riflessa.

Francesco Guarino

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