Monday, May 21, 2012

Il mondo di Steve McCurry al Macro di Roma dal 3 dicembre

Post di francescadorothy data: dicembre - 2 - 2011

Roma – Scattare una bella foto è questione di tecnica, esercizio e fortuna, ma scattare una foto che sia travolgente è questione di sentimento e il sentimento letteralmente trabocca dalle immagini di Steve McCurry che raccontano storie da tutto il mondo e sono raccolte al Macro Testaccio di Roma in una mostra aperta dal 3 dicembre fino al 29 aprile.

Sharbat Gula, ragazza afgana al campo profughi di Nasir Bagh vicino a Peshawar, Pakistan, 1984

Un allestimento innovativo, curato dall’architetto e designer leccese Fabio Novembre che ha anche concepito il percorso concettuale della mostra: la vita, in tutte le sue fasi, dalla nascita alla morte, con tutto quello che, tra i due momenti, travolge gli esseri umani. Le fotografie, scattate in luoghi e tempi diversi, raccontano attraverso decine di volti e di paesaggi la storia di ogni essere umano, diverso eppure uguale ai suoi simili, nella sofferenza e nella gioia, nella vita e nella morte.

Steve McCurry ci ha abituati a immagini tridimensionali, in cui i colori della realtà ci “schiaffeggiano” costringendoci al confronto con la varietà del mondo, forse anche perché McCurry il mondo lo ha girato tutto più di una volta, portando angoli sperduti del globo nelle nostre comode case, avventurandosi dove la maggior parte dei comuni mortali non oserebbe andare, aspettando con pazienza il momento giusto, l’istante in cui il soggetto, dimentico della macchina fotografica, rivela il suo vero sé.

Nonostante il principio di indeterminazione di Heisenberg – quello che dice che nel momento in cui si osserva un fenomeno si influisce sul fenomeno stesso – sembra che McCurry sia bravissimo nel mimetizzarsi, nel fondersi con l’ambiente in cui si trova a lavorare, nel cogliere l’attimo e la sua vera essenza.

Dalla guerra ai monsoni, dalla malattia alla fede, dalla distruzione alla bellezza gli scatti proposti rivelano molto anche di chi ha scattato la foto: la solitudine, l’attesa, la curiosità, l’amore, la passione di chi dedica la sua vita alla fotografia. Impossibile, invece, immaginare i pensieri che affollano la mente del fotografo in quei momenti, quello che prova, a parte l’attrazione verso il soggetto della foto.

Oltre alle immagini catturate in Medio ed Estremo Oriente, in Sud America e a New York, McCurry presenta, proprio in questa occasione, alcuni suoi scatti inediti dedicati al nostro Paese in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, immagini bellissime, evocative, ma forse troppo “perfette”: la rappresentazione dell’essenza dell’italianità, ma non della sua condizione.

Presente al vernissage, McCurry risponde ad alcune nostre domande e ci spiega anche il perché le immagini in mostra raccontino un’Italia “atemporale”, quasi avulsa dalla realtà.

Che cosa la spinge verso un luogo?

S.McC.: Non c’è un motivo particolare, deve essere un luogo che mi affascini, che mi interessi, che susciti in me delle sensazioni. Può essere l’India, può essere Roma, può essere qualsiasi posto, purchè mi dica qualcosa, mi interessi e credo che questo valga non solo per un fotografo, ma anche per uno scrittore o per un giornalista.

Lei si trova spesso in zone pericolose, per esempio in aree in cui c’è un conflitto in corso. Come ha imparato, col passar del tempo, a mimetizzarsi senza però mettere troppo a rischio la sua vita?

S.Mc.C.: Quando ti trovi in un posto pericoloso la prima cosa che devi fare è trovare una persona che conosca bene il luogo, che faccia da traduttore, che conosca le usanze e la cultura, la situazione e questo ti aiuta molto, perché è importante fare affidamento su qualcuno che conosca la lingua, la geografia e i pericoli della zona in cui ti trovi e che ti guidi. Questa è la prima cosa da fare, questa alla fine è la regola numero uno, la regola numero due, la regola numero tre, quattro, cinque…

Venezia, Italia, Marzo 2011

In questa mostra, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, presenta anche delle foto che ha scattato in vari luoghi del nostro Paese, immagini stupende, ma sono forse un po’ didascaliche, da cartolina, rappresentano sì la cultura italiana, il nostro modo di vivere, ma come mai non ha pensato di proporre la parte ferita dell’Italia, la vita di tutti i giorni di persone che devono affrontare non pochi problemi come per esempio l’emergenza rifiuti a Napoli o la ricostruzione a L’Aquila? Non ha mai pensato di fare col nostro Paese quello che fa spesso nelle regioni più pericolose e povere del mondo, mettendo a nudo certi temi?

S.Mc.C.: Sono stato a Napoli, ma per comprendere certe situazioni italiane è necessario trascorrere molto tempo, giorni, settimane, sul posto e scavare in profondità e semplicemente non ho avuto il tempo per andare così a fondo. Sono stato anche a L’Aquila, l’ho fotografata, ma per una serie di ragioni, legate soprattutto alla selezione delle foto che ha curato Fabio – Fabio Novembre, il curatore della mostra (Nda) – cercando di scegliere delle immagini che funzionassero nel complesso, che potessero formare un insieme armonioso. Non nego che certe situazioni siano importanti e complesse, ma in questo momento della mia vita ho voglia di fotografare, di raccontare, più la bellezza che le problematiche di un luogo. In questa fase della mia vita è questo il mio modo di sentire, di percepire e di voler raccontare.

Mostra da visitare in ogni caso, un viaggio appassionato e travolgente per chi cerca la bellezza e per chi sa coglierla anche dove sembra non esserci, per chi non ha paura di guardare il volto della sofferenza umana.

La mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico, dalla Sovraintendenza ai Beni Culturali, dal Macro e da Civita.

Steve McCurry è al Macro Testaccio – La Pelanda, in piazza Orazio Giustiniani 4 a Roma, dal 3 dicembre 2011 al 29 aprile 2012. Orari: dal martedì alla domenica 15.00-23.00; chiuso il lunedì, 24, 25, 31 dicembre 2011 e 1° gennaio 2012; aperto lunedì 26 dicembre 2011, 9 e 23 aprile 2012. Biglietto: intero € 10, ridotto € 8. Per ulteriori informazioni consultare il sito http://www.stevemccurryroma.it/.

Francesca Penza

In homepage: Burma, Febbraio 2011
VN:F [1.9.11_1134]
Rating: 10.0/10 (4 votes cast)
VN:F [1.9.11_1134]
Rating: +5 (from 5 votes)
Il mondo di Steve McCurry al Macro di Roma dal 3 dicembre, 10.0 out of 10 based on 4 ratings

Articoli correlati:

  1. Il mondo variopinto di Steve McCurry
  2. Il talento italiano si mostra al Palazzo delle Esposizioni e al Macro di Roma
  3. Uno sguardo al futuro? Al Macro Testaccio è possibile
  4. 21 Dicembre 2012. Fine del mondo o Era dell’Acquario?
  5. Il mondo nelle immagini del Che
Condividi su

Risposta

Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

  • WebTV

    Francesco Totti incontra i manifestanti della Sigma Tau

    Un gruppo di scioperanti bloccano il pulman che trasporta i calciatori della Roma. I manifestanti sono operai della Sigma Tau che protestano contro i tagli al personale. Il capitano Totti scende, e parla con Loro

    Guarda altri video

Formula 1, Sarà un addio per Robert Kubica?

Le condizioni di salute del pilota polacco non sarebbero migliorate. Ad affermarlo è stato Roger Benoit, corrispondente del quotidiano elvetico Blick


Terremoto in Emilia: allarme sciacallaggio

Sms falsi, auto che annunciano scosse e persone allertate da sciacalli, per depredare le vittime della calamità


Dimagrire con la saliva di una lucertola

L’estate è sempre più vicina e cresce la frenesia del dimagrimento


Amministrative 2012: Pizzarotti a Parma, Orlando a Palermo, Doria a Genova

Più bassa l’affluenza rispetto al primo turno. Il Pd sembra prevalere


Aiutaci a crescere

Associazione EcoRisveglio




Articoli correlati:

  1. Terremoti in Veneto e Lazio
  2. 28 febbraio 2010: Festival antismog in pianura padana
  3. Terremoti: le zone a maggior rischio sismico
  4. Terremoto tra Genova e Piacenza: rischio sciame sismico
  5. Ancora sciame sismico nel messinese
Close