Il Millennium Development Goals Summit

Tassare le Transazioni Finanziarie per finanziare gli obiettivi del Millennio

di Plinio Limata

Ban Ki Moon
Ban Ki Moon, segretario generale Nazioni Unite

New York. Dal 20 al 22 settembre in scena il 65° Summit dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. 140 i Capi di Stato riuniti, l’obiettivo? Fare il punto sugli Obiettivi del Millennio che furono approvati 10 anni fa. Un passo indietro. Anno 2000, 55° sessione della Assemblea Generale, 189 i leader mondiali allora riuniti per lanciare i Millennium Development Goals (MDGs). Otto gli obiettivi fissati: (1) sconfiggere la miseria estrema e debellare la fame; (2) assicurare l’istruzione elementare a tutti i bambini; (3) promuovere l’uguaglianza dei sessi e i diritti delle donne; (4) ridurre la mortalità infantile; (5) ridurre di ¾ la percentuale di donne che muore di parto; (6) sconfitta delle malattie più mortali come HIV/AIDS e malaria – anche se per quest’ultimo la scadenza era già stata fissata precedentemente nel 2000; (7) sostenibilità ambientale dello sviluppo; (8) partnership per lo sviluppo. L’ultimo in particolare è quello “più economico”, che va dalla cancellazione del debito al trasferimento di tecnologie cruciali per la crescita, ma soprattutto si basa sull’impegno dei paesi ricchi di destinare lo 0,7% del PIL in aiuti, impegno che fino ad ora è stato disatteso da tutti, ad eccezione dei Paesi Scandinavi. La deadline? il 2015.

La cerimonia di oggi è stata aperta come da tradizione dal discorso del Segretario Generale Ban Ki-Moon, che ricordando ancora una volta la difficoltà, ma non l’impossibilità degli obiettivi, ha fissato la cifra degli aiuti necessari in 45 miliardi di dollari, sostenendo la necessità di non “poter bilanciare i bilanci sulle spalle dei più poveri”.

Il primo dei Capi di Stato a prendere la parola è stato Nikolas Sarkozy. Il Presidente francese ha rilanciato  l’idea di tassare tutte le transazioni finanziarie (TFT), e ricordiamo che tale proposta fu presentata agli albori della crisi economica per essere immediatamente accantonata al presentarsi dei primi segnali di ripresa. “La finanza si è globalizzata, perché non le si dovrebbe chiedere di contribuire al riequilibrio del Mondo?”, questi gli argomenti del politico d’Oltralpe, che ha contemporaneamente annunciato che nel corso della Presidenza francese del G8 e del G20 promuoverà strumenti di finanziamento innovativi. Inoltre l’Eliseo si è impegnato ad  aumentare del 20% i suoi contributi al Fondo Mondiale di lotta contro l’AIDS, la tubercolosi e la malaria (il contributo attuale secondo lo stesso Fondo Mondiale della Francia equivale a 318 milioni di dollari).

Nicolas Sarkozy, presidente della Repubblica francese

A supportare l’intervento e la richiesta di Sarkozy vi sono Paesi come Giappone, Brazile, Norvegia, Germania e Spagna. A proposito di quest’ultimo, il Premier Zapatero dando il suo parere positivo all’utilizzo delle TFT, ha anche annunciato che la Spagna è stato il Paese che ha maggiormente aumentato il suo contributo in aiuti durante la crisi economica, passando dallo 0,2 allo 0,45% del PIL, promettendo inoltre di raggiungere lo 0,7% previsto nell’Obiettivo 8  dei MDGs nel 2015.

Qualche dato economico sulla proposta avanzata dal Presidente Francese. L’ipotesi al momento più acclamata è di un’imposta su tutte le operazioni finanziarie dello 0,05%: un numero così piccolo, secondo alcuni tecnici, garantirebbe ogni anno un gettito di 655 miliardi di dollari, avendo il merito di scoraggiare gli speculatori, favorendo invece le operazioni finanziarie di media e lunga durata. E seppure un dato economico cosi rassicurante non dovrebbe presentare alcuna controindicazione, i dubbiosi esistono. Tra questi i Paesi Anglosassoni, Stati Uniti e Canada in testa, che si presentano infatti scettici, preferendo l’ipotesi di una tassa patrimoniale sui profitti bancari, dai connotati sicuramente più liberali.

Due scuole di pensiero a confronto, che nell’incertezza di una risposta certa, corrono il rischio di ritardare il perseguimento di obiettivi, che non riguardano il singolo, ne una nazione, ma l’umanità intera. Voi da che parte state?

Foto: www.wikipedia.org; www.thehindu.com; www.fantom-xp.org

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