Il miliardario che vuole andare su Marte nel 2017

La missione di Tito dovrebbe sorvolare Marte a 160 km di distanza dalla superficie

La missione di Tito dovrebbe sorvolare Marte a 160 km di distanza dalla superficie

Washington – C’era una volta la Luna, satellite naturale della Terra, ispirazione per scienziati e romantici, e il sogno di raggiungerla che fu finalmente coronato, per la prima volta, nel 1969. Sono passati quasi cinquant’anni, l’uomo è tornato nello Spazio, ma non sulla Luna. Infatti, il nuovo obiettivo è Marte, il pianeta rosso. E a raggiungerlo, prima di chiunque altro, vuole essere un miliardario statunitense.

IL PROGETTO DI DENNIS TITO - Dennis Tito è un personaggio particolare. 73 anni (ben portati), una laurea in astronautica, dottorato in ingegneria, laurea honoris causa in scienze ingegneristiche, nel 2001 pagò la somma astronomica (è il caso di dirlo) di 20 milioni di dollari per divenire, primo uomo nella storia, un “turista spaziale”, cioè un astronauta non di professione, ma per diletto. Oggi, vuole organizzare la prima spedizione su Marte, e ha presentato il suo progetto alla Space Commission della Camera dei rappresentanti statunitense, dal nome “Inspiration Mars”, Ispirazione Marte, che prevede non l’atterraggio sulla superficie marziale, ma il sorvolo a 160 km di distanza dal pianeta.

IL DA FARSI - «La missione su Marte non deve più essere speculazione. Può essere portata a termine. Non in tantissimo tempo, ma in pochi anni», dice Tito, che preme sulla possibilità che «la Cina possa superarci», e annuncia una strategia basata sul movimento dei pianeti nello spazio, ovvero «sfruttare la minore distanza orbitale tra Terra e Marte», una eventualità che si registra ogni quindici anni, e che consentirebbe una significativa diminuzione sia nella durata del viaggio, sia nel consumo di carburante da parte del SLS, Space Launch System, il super-razzo che la Nasa dovrebbe iniziare a utilizzare proprio nel 2017. Il viaggio, dal costo di 1 miliardo di dollari, verrebbe finanziato al 30% dai privati (Tito compreso) e al 70% dal governo di Washington e, nelle intenzioni dell’ingegnere, dovrebbe partire tassativamente, proprio per sfruttare l’allineamento dei pianeti, tra il 25 dicembre 2017 e il 5 gennaio 2018, la finestra più favorevole per raggiungere Marte in un periodo complessivo (andata e ritorno) di 501 giorni, con rientro previsto per la metà del 2019.

LA RISPOSTA DELLA NASA - Nessun accordo preliminare, ma una richiesta di collaborazione, che arriva dallo stesso Tito. «Afferriamo questa opportunità, o dovremo aspettare il 2033», ha detto il miliardario alla commissione parlamentare, chiedendo l’ovvia collaborazione della Nasa, annunciando l’utilizzo della capsula Cygnus (elaborata da una compagnia privata specializzata in viaggi orbitali), e invitando a fare in fretta. Marte può aspettare, la concorrenza dei paesi in via di sviluppo (India, Cina, Russia e via discorrendo) no.

Stefano Maria Meconi

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