“Il lavoro non è un diritto”. Bufera sulla Fornero.

Elsa Fornero (vanityfair.it)

Roma – «Il lavoro non è un diritto. Va guadagnato, anche con il sacrificio». Questa uscita di ieri del ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ha fatto divampare le polemiche e le critiche, proprio nello stesso giorno in cui c’è stato il via libero definitivo della Camera alla Riforma del Lavoro.

Critiche puntuali da tutti gli schieramenti politici. il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro ha dichiarato: «A quanto pare la badessa Fornero ha riscritto la Costituzione». Gianvittore Vaccari della Lega ha aggiunto: «Fornero ha giurato sulla Costituzione o su Topolino?». Ieri sera, da Bruxelles, il premier Mario Monti ha fortemente ribadito la fiducia al ministro Fornero.

Intanto ieri c’è stato il via libera definitivo della Camera alla riforma del mercato del lavoro, che ora è legge. L’Aula ha approvato le quattro fiducie richieste dal governo sul ddl lavoro e ha consegnato a Mario Monti la riforma alla vigilia del Consiglio Ue, come richiesto dallo stesso premier nei giorni scorsi.

Tuttavia i partiti, che hanno concesso il via libera all’esecutivo non senza malumori, si aspettano ora che sulla questione degli esodati, sugli ammortizzatori e sulla flessibilità in entrata, il governo intervenga a breve. Protestano i sindacati, con la Cgil che organizza a piazza Montecitorio un “grande presidio” contro un provvedimento che giudica “dannoso”. Raffaele Bonanni della Cisl ritiene che la riforma «non risponde a quello che si era detto dall’inizio, e cioè che da queste norme ci sarebbero stati più posti di lavoro».

Il Presidente della Confindustria, Giorgio Squinzi, invita il Governo a modificare la norma: «Una volta terminato il procedimento della fiducia bisogna cominciare a pensare a come migliorarlo».

Per il leghista Roberto Cota, presidente della regione Piemonte, «la riforma del lavoro invece di diminuire il cuneo fiscale lo aumenta». Bankitalia intanto ha lanciato l’allarme: «Le opportunità di lavoro per le fasce di età più giovani continuano a deteriorarsi in tutte le regioni. Nel mezzogiorno il tasso di disoccupazione delle persone con meno di 30 anni è oltre il doppio di quello complessivo».

Alberto Staiz

Foto copertina: http://attualita.tuttogratis.it

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