Il Governo è morto, viva il Governo! E ora?

Berlusconi

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi

Roma – Berlusconi-tre, Fini-zero. Anche così si potrebbe leggere il responso conclusivo della partita istituzionale che da un mese tiene con il fiato sospeso la stampa nazionale ed internazionale. E malgrado l’intellighenzia di sinistra si affanni da ieri a sostenere che oramia il Governo è allo stremo, il Cavaliere ha segnato con quei 3 voti di scarto alla Camera (314 sì, 311 no, 2 astenuti) una notevole vittoria sugli avversari a partire dal presidente, Gianfranco Fini. Quest’ultimo, nella sfiducia, riponeva tutta la sua avversione per il premier nonché la reputazione. Gli è andata male. Quindi, ora l’avversione è alle stelle mentre la sua reputazione è già da tempo alle stalle.

Tuttavia – come ogni stratega sa, figuriamoci se non lo sa il Cavaliere che in fatto di strategie non è secondo a nessuno – vincere una battaglia non significa vincere la guerra e questa è appena cominiciata. Così, anche se il futuro è nel grembo di Giove, qualche ipotesi la si può fare.

Il dato più evidente è semplice – Silvio Berlusconi da oggi in poi reggerà con una strettissima minoranza composta di banderuole pronte a cambiare direzione al primo vento contrario. Succederà. Certamente, ogni provvedimento alla Camera solleverà la bora del mercimonio, del favore, dello sgarro di tutte le parti in causa. A partire da quella di Futuro e Libertà che, pur essendo un gruppetto di solito noti, sgangherato e privo di essenza politica, farà di tutto per ostacolare Berlusconi, tentando una nuova bastonata. Prova ne è che Fini, subito dopo la fiducia, ha ribadito la volontà di rimanere ben piazzato sullo scranno di Montecitorio. Né potrebbe fare diversamente, perché dimettersi significherebbe morire politicamente. Stando così le cose per il Parlamento legiferare con garanzia di maggioranza è impossibile e l’effetto sarà il seguente: Camera ferma. A questo punto, per il premier si aprono 2 strade.

La prima – sono la destituzione tanto agognata dalle opposizioni, cosa che sarebbe assurdo dare adesso tanto più per ottenere il medesimo risultato di pre-voto: una crisi al buio e un governo tecnico di tutti e di nessuno che – peraltro – non durerebbe 6 mesi. Unica soluzione per il PDL e la Lega è aprire ad un governo d’intesa con l’amico-nemico Pier Ferdinando Casini, leader UDC, il quale però di non sembra apprezzare il progetto più volte ricusato. Se, tuttavia, le circostanze dovessero evolvere verso un sodalizio, non solo Casini potrebbe accettare la vicinanza politica delle forze governative in cambio di una maggiore importanza decisionale, ma permetterebbe a Berlusconi di dimettersi con ampi margini di sicurezza. Il premier potrebbe, così, riorganizzare un altro governo senza i bastonatori Fini-Italo Bocchino, incamerando magari tutti i finiani poco entusiasti, garantendo loro un giaciglio sicuro a Montecitorio sotto l’ala del PDL. Dunque, una grande ammucchiata felice fino al giorno in cui Lega e UDC non si troverebbero a discutere di immigrazione e federalismo, i temi cardine del disaccordo tra i 2 partiti.

Fini

Il presidente della Camera e leader di Futuro e Libertà, Gianfranco Fini

La seconda ipotesi – è la più auspicabile: attendere che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sciolga le Camere e rimandi tutti al voto elettorale. Peccato che L’uomo del Colle – lo stesso che dice di maneggiare la Costituzione come la Bibbia ma che non ha nulla da obiettare a un presidente della Camera che rinnega il proprio dovere di figura super partes e propone la sfiducia al presidente del Consiglio rimanendo barricato nella Camera – stia giocando a nascondino da settimane e di elezioni anticipate non voglia sentir parlare. Se, però, Napolitano – in mancanza di altre soluzioni – dovesse farsi vivo e sciogliere l’esegutivo, i primi a doversi preoccupare (e forse già lo sono) sarebbero il Pd-IDV e Fli. I primi per la solita assenza di qualsiasi alternativa valida al Governo Berlusconi. I secondi per lo stassa ragione ma con l’aggravante di apparire al popolo degli elettori di destra come un manipolo di traditori, maneggioni e azzeccagarbugli della politica.

Tutto sommato, se Fini non è uno stupido o non è ancora completamente succube dell’odio nei confronti di Berlusconi, dovrebbe mettere da parte l’orgoglio e sperare che l’attuale Governo non cada. In caso contrario, il Gianfry potrà dire addio alla sedia, a Montecitorio e, forse, anche a Bocchino, il quale non tarderebbe a scaricarlo con qualcosa di meglio a cui aggrapparsi. Non resta che fare gli auguri a Fini. Comunque vada, da oggi in poi, ne avrà bisogno.

Chantal Cresta

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

2 Risponde a Il Governo è morto, viva il Governo! E ora?

  1. avatar
    Anonimo 15/12/2010 a 20:14

    hai detto proprio un sacco di cavolare..vai a zappare la terra

    Rispondi
  2. avatar
    Chantal Cresta 16/12/2010 a 11:59

    Mah, lei dice? Può essere, ma quello che conta è ciò che si coltiva. Un saluto, caro lettore.

    Rispondi

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews