Il Giappone “accusa” Fukushima per l’aumento delle emissioni

Il disastro nucleare di Fukushima ha prodotto effetti sull'intero clima mondiale

Il disastro nucleare di Fukushima ha prodotto effetti drammatici sull’intero clima mondiale

Varsavia – C’era un giorno il Giappone che, in pompa magna, prometteva entro il 2020 di ridurre del 25% le emissioni inquinanti. Ora c’è un Giappone che, trincerandosi dietro il disastro nucleare di Fukushima seguito al terremoto dell’11 marzo 2011, annuncia che le sue emissioni, da qui a sei anni, aumenteranno del 3% rispetto al 1990.

GELO SU VARSAVIA - La notizia ha raggelato il Cop 19, la conferenza mondiale sul clima che si tiene in questi giorni a Varsavia, in Polonia. La decisione delle autorità nipponiche di fermare tutti e 50 i reattori nucleari del paese, che contribuivano per oltre il 30% al fabbisogno energetico nazionale, infatti, ha costretto il paese a un rapido incremento nelle importazioni petrolio, carbone e gas liquefatto, le tre fonti di energie a maggior impatto ambientale. Così, dopo l’allarme sugli oceani sempre più acidi, arriva questa ulteriore stoccata alla tutela dell’ambiente.

COSA SUCCEDERÀ? - Shinzo Abe, primo ministro del Giappone, ha annunciato che presto il paese tornerà a produrre energia attraverso i reattori nucleari, al centro di un piano di tutela strutturale (molti di questi impianti, infatti, ha superato la vita garantita, e/o è posto in luoghi ad alto rischio sismico, come peraltro era quello di Fukushima), sebbene l’influenza dell’atomo verrà ridotta in maniera progressiva. Tutto ciò, manco a dirlo, a discapito di un ambiente sofferente, dove buona parte del Giappone centro-settentrionale è contaminato, con i mari che restituiscono cambiamenti ambientali insostenibili, e una Fukushima ancora fuori dal normale controllo.

LA CONFERENZA - Anche la Cina, tramite il suo delegato Si Wei, si è detta «costernata» per l’annuncio giapponese. Il dragone cinese, maggiore inquinante del mondo, ha tuttavia contenuto l’aumento delle emissioni, facendo ricorso a enormi piani per la costruzione di impianti idroelettrici, e riducendo l’uso del carbone. La segretaria dell’UNFCCC (United Nations Framework Convention on Climate Change), Christiana Figuerez, ha definito «criticabile» la scelta nipponica, aggiungendo che «sebbene si comprendano le catastrofi che ha subito il Giappone, il Governo deve comprendere che la conversione alle energie rinnovabili può aiutare l’ambiente e creare nuovo lavoro». Il Regno Unito, inoltre, ha annunciato che il G8 farà pressione sul paese asiatico affinché riprenda a lavorare con maggiore coscienza ambientale, come fece l’ex premier Yukio Hatoyama, dell’annuncio della riduzione di un quarto delle emissioni.

GLI AMBIENTALISTI - «Ritirarsi dai negoziati per la salvaguardia dell’ambiente è come prendere a schiaffi chi ne soffre gli effetti, come le Filippine», ha accusato Wael Hmaidan, direttore del Climate Network, che ha anche “premiato” idealmente il Giappone con il Premio Fossile, un riconoscimento in negativo dei mancati sforzi ambientalisti delle nazioni, consegnato finora per due volte all’Australia, un paese dal forte impatto ambientale (1,5% delle emissioni mondiali) pro capite, e che persegue, come il Giappone, una politica di conservazione e negazionismo nelle responsabilità ambientali dell’uomo, che tutti gli studi hanno dimostrato contribuire per il 95% al climate change.

Stefano Maria Meconi

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews