Il fascino discreto del quarantenne

Woody Allen e Mariel Hemingway nel film "Manhattan", in cui lo scrittore 42enne Isaac ha una relazione con la 17enne Tracy. Sullo sfondo, la Manhattan che Allen ama follemente e le musiche di Gershwin

Roma – Rieccoci, come ogni venerdì, all’appuntamento con la rubrica più piccante di WakeUpNews. La scorsa settimana Lo.Lee.Ta ci ha edotti sui vantaggi e gli svantaggi dello “scopamico” e del corrispettivo femminile. Oggi invece parliamo degli affascinanti quarantenni.

Care amiche – si questo post è per le donne, ma consiglio vivamente di leggerlo anche ai maschietti – sono certa che a molte di voi è capitato di avere una storia di qualche tipo con un quarantenne o giù di lì, perché – ammettiamolo – quando si è a metà strada tra i venti e i trent’anni gli uomini di quaranta esercitano su di noi un fascino incredibile.

Vuoi perché i nostri coetanei sono ancora lì a masturbarsi sulla Coniglietta del mese, spesso incapaci di sostenere una conversazione che non tocchi il calcio, vuoi perché il quarantenne, così pieno di esperienza, così colto, così libero dalla fretta giovanile che rende gli uomini simili a coniglietti in calore quando siamo sotto le lenzuola, sembra un’oasi nel deserto, fatto sta che il quarantenne è una preda ambita, oltre al fatto che, come mi ripete spesso un caro amico gay, il quarantenne fa curriculum.

E di quarantenni interessanti in giro ce ne sono tanti e di tanti tipi diversi. Il peggiore, a mio avviso, è il quarantenne convinto di avere ancora venticinque anni, cosa che lo rende un po’ patetico e inaffidabile, tanto che sarebbe forse meglio evitarlo e ripiegare su carne più fresca, come direbbe saggiamente mia madre “è meglio lasciar perdere la merce avariata”.

Il quarantenne ideale, invece, è un uomo affermato, non necessariamente ricco, con  un lavoro che gli piace abbastanza e lo appaga, divorziato – salvo rare eccezioni, se a più di quarant’anni non sei ancora sposato quasi sicuramente sei un serial killer oppure hai tre occhi di cui uno sulla nuca – possibilmente senza figli.

Ragazze, se dovesse capitare di imbattervi in un simile esemplare, buttatevi a (sul) pesce, senza pensarci due volte. Avere una relazione con un uomo di circa quindici anni più grande di te ha una serie infinita di vantaggi.

In primo luogo ha passato la fase della possessività, quindi non starà lì ad ammorbarvi con scenate di gelosia, ma apprezzerà la vostra anima indipendente, soprattutto se poi a letto da anima diventate animali. Il secondo vantaggio è che hanno superato e super ammortizzato la paura di fare brutte figure – oltre al fatto che iniziano a fare il conto alla rovescia per quando saranno, forse, costretti a ricorrere alle pilloline blu – quindi non perdono tempo e non esitano a manifestare il proprio apprezzamento nei vostri confronti. Il terzo vantaggio, decisamente più prosaico, è che finalmente dopo anni di perfezionamento, a letto sono – quasi sempre, secondo quello che mi riferiscono amiche e conoscenti – semplicemente da urlo.

C’è poi un vantaggio per così dire intellettuale, anche se questo si riscontra solo nei casi più fortunati e non a tutte interessa. Potreste trovare un uomo che, mentre versa un bicchiere di vino e vi bacia il collo, sussurrando all’orecchio vi chiede che ne pensate di Epicuro e della presidenza Obama. In quel caso avete fatto tombola, avete trovato il Santo Graal: l’uomo colto!

Il quarantenne però ha un grande svantaggio – escludendo il bagaglio emotivo che si trascina dietro per cui potrebbe rendersi necessario sgombrare una stanza del vostro appartamento per fargli spazio – avendo avuto qualche anno per perfezionare la tecnica, sarà bravissimo a non farsi coinvolgere (se non vuole, non può o ha paura, scusa che spopola a prescindere dall’età) mentre voi sarete emotivamente in svantaggio e il vostro cuoricino inizierà a battere per lui con molta facilità. In questo caso avete il 50% di possibilità che vi molli con una scusa del tipo “le nostre vite viaggiano su due binari diversi” e il 50% che finiate col fare coppia fissa.

In ogni caso godetevi la storia a cuor leggero, del resto i quarantenni amano di noi il nostro brio, la nostra gioia di vivere e, naturalmente, il fatto che siamo l’essenza del disimpegno.

Ma allora, direte voi, sono uguali ai venticinquenni? Bè, che vi aspettavate? Alla fine, sono uomini…!

Per suggerimenti, consigli, episodi, idee, contattateci all’indirizzo nonsolosesso@wakeupnews.eu

Lady G.odiva

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

4 Risponde a Il fascino discreto del quarantenne

  1. avatar
    Veronica 27/05/2011 a 17:57

    Quanti luoghi comuni! Ma ragazze, non è l’età a fare l’uomo.
    A parte il fatto che ormai sono frequentissimi i rapporti con differenza d’età significativa, che una 25enne stia con un 40enne mi sembra alquanto normale (considerando anche l’immaturità e l’insicurezza di tanti rappresentanti di quella generazione…).
    Molto più interessante invece, dal mio punto di vista, una 40enne che sta con un 25enne, o una di trent’anni con uno di sessanta, magari.
    Mi permetto di dire, infine, che molto spesso è il 40enne di turno a rimanere “fregato”, più che il contrario.
    Lolita docet.

    Un saluto

    Rispondi
  2. avatar
    Anonimo 27/05/2011 a 19:54

    Cara Veronica,
    grazie per il tuo commento a cui rispondo punto per punto.
    Per quanto riguarda i luoghi comuni, ti assicuro che sono – anche in questo caso – tragicomicamente veri e lo affermo con convinzione perchè lo spirito con cui abbiamo creato questa rubrica è ridicolizzare fatti e circostanze che accadono sovente e molta parte di quello che scriviamo si ispira a fatti reali, personali o raccontati da amici, conoscenti e da chi si è rivolto a noi attraverso l’indirizzo email che abbiamo attivato (nonsolosesso@wakeupnews.eu). Nessuno mette in dubbio la normalità di una relazione 25-40 o 25-43 e nemmeno 26-48, giusto per dare un po’ di numeri. Ma prendersi poco sul serio quando – come sempre – l’incognita è in agguato è importante.
    Per quanto riguarda invece la storia al contrario (lui più giovane, lei più matura) ci sarà spazio anche per quello, ma lasciamo il campo a un redattore uomo che darà il suo punto di vista (tra di noi non ci sono redattrici donne nella fascia d’età interessata e, visto che abbiamo impostato la rubrica sulla soggettività per parlare con cognizione di causa di cose che davvero conosciamo, per il momento dobbiamo rinunciare a quell’interessante punto di vista).
    Concordo: Lolita docet, ma la maggior parte delle esperienze che conosco, leggo, raccolgo, mi dicono invece che spesso ci andiamo sotto noi donne, travolte dalla nostra tendenza a idealizzare.
    Un caro saluto e continua a seguirci, magari troverai anche tu qualcosa di tuo gusto… del resto lo scopo di Nonsolosesso e dare voce a tutti, con una strizzatina d’occhio e un sorriso sulle labbra…
    Lady G.odiva

    Rispondi
  3. avatar
    Veronica 27/05/2011 a 22:13

    Grazie per l’esaustiva replica, cara Lady G.odiva.
    Sebbene non mi sia riconosciuta nel profilo dell’ipotetica 25enne – da un lato perché ho qualche anno di più (non troppi, però), dall’altro perché ho vissuto esperienze con un diverso epilogo – mi sono soffermata sull’articolo perché il confronto è sempre e comunque stimolante.
    Dissento, però, da chi ritiene che la tendenza ad idealizzare sia una prerogativa femminile. Forse le conclusioni a cui si arriva sono da attribuirsi al fatto che nel mondo maschile è ancora diffuso un certo pudore nell’affrontare il tema della delusione sentimentale. Sarà questo, chissà. Ma ti assicuro che, pur nella mia limitata esperienza, molto spesso ho assistito ad uomini “dal fascino discreto” (giovani, maturi, borghesi o squattrinati) in preda a profonde sofferenze amorose, talvolta in modo del tutto inaspettato.

    Complimenti alla redazione,
    una strizzatina d’occhio e un sorriso,
    alla prossima

    Rispondi
  4. avatar
    Anonimo 28/05/2011 a 00:11

    Cara Veronica,
    hai centrato in pieno il punto: il pudore maschile nel manifestare una sofferenza amorosa, anche se poi i famosi quarantenni di cui parliamo, specie se reduci da certe esperienze, sono fragili come bambini.
    Ho parlato di idealizzazione partendo da un presupposto piuttosto personale – anche se generalmente condiviso – cioè che avendo a che fare con un uomo già realizzato, magari colto e con un certo senso di responsabilità, tendiamo naturalmente a idealizzarlo un po’, a prescindere dall’età che l’uomo in questione può avere.
    Certo anche gli uomini hanno il cuore spezzato e spesso i frammenti del loro cuore sono ancora più piccoli dei nostri, ma è anche vero che quando una storia finisce – e se è stata davvero una storia – si soffre in due.
    In ogni caso, di venticinquenni ce ne sono tante e anche di quarantenni, inimmaginabili quindi le infinite combinazioni dei due fattori.
    Il principe azzurro, poi, c’è chi lo vuole sul cavallo bianco, il mantello e il cappello con la piuma, chi lo vuole in giacca, cravatta e 24ore e chi lo vuole in anfibi e mimetica.
    Anche qui infinite combinazioni… e risultati imprevedibili e – si spera, altrimenti come rubrica non sapremmo più che scrivere – tragicomici!
    Sorrisi e strizzatine d’occhio e alla prossima.
    Grazie ancora per il tuo intervento e per i complimenti alla redazione,
    Lady G.odiva

    Rispondi

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews