Il fardello ecologico dei mercati globali

Il fardello ecologico

Il fardello ecologico

Il WWF è come sempre all’opera per studiare al meglio cosa può aiutare la natura a sopravvivere alla continua minaccia del surriscaldamento globale e dell’inquinamento. Dopo l’approfondita ricerca che ha portato alla compilazione di un interessante quanto preoccupante quadro delle aziende italiane che consumano (o per dirla meglio, sprecano) carta, stavolta è il turno del mercato globale e della vendita di merci e prodotti ottenuti sfruttando le risorse offerte da Madre Natura, come ad esempio il caffè o il cotone, la carta stessa e l’olio di palma.

L’analisi del massimo organo mondiale di protezione del’ambiente ha svelato come tutti questi prodotti costano ben mezza tonnellata l’anno, in risorse, per singolo italiano. I dati sono stati elaborati dallo studio ”Market Transformation: Sostenibilità e mercati delle risorse primarie“, gestito dal WWF e Sustainable Europe Research grazie anche al supporto di Unicredit.

Secondo i dati raccolti, lo sfruttamento delle risorse naturali per la lavorazione dei prodotti per il mercato mondiale vedono il consumo di ben 8 miliardi di metri cubi di acqua (pari quasi a ben 34 milioni di tonnellate di CO2), 8,5 milioni di ettari di terra sottratti alla coltivazione agricola e alla biodiversità, insieme a 20 milioni di tonnellate di biomassa coltivata. Concludendo con i 38 milioni di tonnelate di rocce, minerali e sedimenti che vengono sfruttate durante le fasi della lavorazione.

Uno spreco incredibile che è costato alle isole Galapagos , ai bacini del Congo, in numerose aree del Mar Mediterraneo e dell’Artico un impoverimento complessivo di tutte le risorse indispensabili per la sopravvivenza dell’uomo.

Un problema di non facile soluzione a cui tuttavia il WWF sta tentando di dare una soluzione attraverso delle semplici linee guida che dovrebbero invertire questo trend così negativo a favore di una ripresa e un maggior controllo degli eccessi sulla produzione totale.

I dati del wwf

I dati del WWF

I punti chiave di questo rilancio sono facilmente sintetizzabili in consumi consapevoli, aderimento a standard internazionali di approvigionamento responsabile, certificazioni di sicurezza, il puntare su fonti sostenibili e ridurre l’impatto ambientale sulle risorse come base futura dell’economia mondiale.

Piangiamo purtroppo da ieri il grandissimo Lucio Dalla, che oltre che come artista è stato un grande amante della natura con le sue collaborazioni con IL WWF, il forte sostegno alla FAI (Fondo Ambiente Italia) e il forte contributo che diede alla LIPU con la bellissima canzone “Le Rondini” che fece parte di un importante cofanetto con cui l’associazione sensibilzzava l’opinione pubblica al drastico calo della specie delle rondini. Prendendo esempio da lui, che tanto si è impegnato per contribuire a creare un modno migliore, facciamo il nostro dovere ecologico da subito.

Adriano Ferrarato

 

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