Il diavolo veste Prada, ma i brutti, vecchi e grassi no

È polemica in Giappone sulla griffe Prada a causa di un’accusa di discriminazioni e molestie sul lavoro per un look non adeguato alla casa di moda milanese

di Laura Guerrato

Una boutique di Prada

GIAPPONE – Fanno molto discutere le accuse mosse alla Maison Prada, di Patrizio Bertelli e della consorte Bianchi Maria, meglio nota come Miuccia Prada, da Rina Bovrisse, ex direttrice generale in Giappone. La donna infatti ha accusato di molestie e discriminazioni sul lavoro la casa di moda italiana.

Tutto ha avuto inizio nel maggio 2009 quando Davide Sesia, ceo di Prada nel paese nipponico, ha incaricato la Bovrisse di licenziare 15 dipendenti perché “brutti, vecchi e grassi e troppo lontani dallo stile Prada”.

Inoltre, come afferma il sito del Japan Times, il direttore delle risorse umane, Hiroyuki Takahashi, su esplicita richiesta di Sesia, ha riferito alla manager che se avesse voluto continuare a lavorare per il Gruppo avrebbe dovuto dimagrire e cambiare pettinatura, perché era troppo brutta per poter accogliere i visitatori italiani della casa di moda. La Bovrisse ha dichiarato però di non essere assolutamente d’accordo con gli ordini dell’amministratore delegato.

Ciò le ha causato, prima una retrocessione di livello, poi una sospensione obbligata e temporanea dell’attività lavorativa durante la quale l’ex direttrice generale ha presentato una denuncia al tribunale distrettuale di Tokyo, tentando nel frattempo di raggiungere, senza successo, un accordo con la casa di moda italiana.

Tacchi a spillo

La manager non solo ha chiesto il risarcimento per lo stress emotivo subito, ma soprattutto di essere reintegrata nel suo ruolo. Invece lunedì 8 marzo il Gruppo Prada ha deciso di licenziare la Bovrisse per le sue “false accuse nei confronti della società”, facendo sapere che il tribunale di Tokyo ha respinto tutte le accuse della dipendente, confermando che il licenziamento della Bovrisse è stato conforme alle legge.

La storia rischia di compromettere l’immagine di Prada in Giappone, anche perché l’ex direttrice generale, che lavorava per la casa di moda italiana da ben 18 anni e che fino allo scorso novembre gestiva circa 500 dipendenti nei 40 negozi di Prada sparsi in tutto il Giappone, ha dichiarato che non si arrenderà e presenterà una nuova azione legale contro la maison, più dettagliata e ricca di nuove testimonianze.

La manager infatti afferma che diverse persone avrebbero subito il suo stesso trattamento per la stessa motivazione: troppo brutte, vecchie e grasse per lavorare per Prada, alla faccia di chi continua a ripetere che l’impegno e il duro lavoro pagano sempre.

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