Il console americano a Napoli e le prostitute nei palazzi sicuri

Dandl Moore, console statunitense a Napoli, è stato accusato di aver organizzato un giro di prostituzione nel suo consolato: gli Usa negano ma lo spostano

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Ronald Moore, ex console Usa a Napoli (giornalettismo.com)

Napoli – Il caso del console statunitense a Napoli e del sospetto andirivieni di ragazze alle porte del consolato ha scosso le carte in patria ma da noi è arrivato con ritardo; troppo impegnati a seguire i bunga bunga o gli ambasciatori accusati di pedofilia, la ricostruzione della vicenda di Donald Moore scritta da Newsweek può essere illuminante.

PROSTITUTE? – L’accusa è esplicita: il console Moore avrebbe trasformato il consolato di Napoli in un bordello o poco meno. La «sfilata costante di prostitute con codici di accesso sicuri» sarebbe addirittura stata un pericolo per la sicurezza del consolato stesso, come spiega la rivista statunitense. Addirittura, Newsweek scrive che «nel ricordo di molti dipendenti, il diplomatico avrebbe trasformato il consolato in un bordello personale», con l’allarme di molti dipendenti preoccupati per la sicurezza.

SICUREZZA – Newsweek scende poi nei dettagli: «le prostitute di Napoli, molte delle quali importate illegalmente dalla Russia e dall’est Europa, sono solitamente sotto il controllo della mafia locale, nota come camorra, che avrebbe tutto l’interesse di rubare i segreti americani». L’Italia non ne esce bene ma il console statunitense ne esce peggio.

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Sicurezza a rischio nel consolato Usa di Napoli? (newsweek.com)

DONNE E CANDITI – Se i latin lover sono reali, hanno trovato ottimi allievi negli Stati Uniti: «Le donne sono come caramelle: sono fatte per essere mangiate e poi gettate». Questa sarebbe una frase del console Moore, come riportata da Newsweek, raccolta da un ex dipendente di nome Kerry Howard. Un suo collega si sarebbe spinto a definire Moore «malato» di sesso. Il console Moore avrebbe avuto addirittura una relazione con l’insegnante di italiano, che sarebbe anche stata costretta ad abortire in conseguenza dei rapporti avuti con lui; a questo si aggiungerebbero le minacce ai dipendenti, affinché tacessero sul comportamento del console, un comportamento che ha spinto la signora Howard, moglie di un altro funzionario del consolato, a sporgere denuncia.

NEGARE, NEGARE SEMPRE – La linea del Dipartimento di stato riguardo il console a Napoli è stata netta: negare ogni realtà dei fatti. Secondo il ministero statunitense, a supportare le accuse ci sarebbe solo la denuncia di Kerry Howard e nessun fatto. Poco altro si potrebbe fare di fronte a un console che fornisce codici di sicurezza e ascensori interni a un giro di prostitute, dopotutto, quindi la strategia, in assenza di ulteriori denunce, potrebbe essere anche vincente.

TRASFERIMENTO – Eppure l’accusa non demorde, forte anche di decisioni interne del Dipartimento di stato che sembrano avvalorare la tesi: l’ormai ex console, infatti, sarebbe stato trasferito ad altro incarico proprio per sottrarlo a questi problemi e, in parte, per punirlo per quanto commesso. Moore presta ora servizio all’Air war college di Montgomery, in Alabama, un precipitoso rientro in patria che solletica molte fantasie.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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