Il coach italiano? E’ donna e lavora al nord

Roma- Il coach in Italia è donna, lavora prevalentemente al Nord e al Centro ed ha un’età compresa tra i 44 e i 49 anni. Questo è il riepilogo che emerge dal primo sondaggio presentato ieri a Roma durante l’VIII congresso di ICF (International Coach Federation) Italia su “il talento come motore di sviluppo”. L’attività di coaching nel nostro Paese ha raggiunto un giro di affari di 15 milioni di euro. Ma chi è il coach? E’ un consulente qualificato, un trainer che fornisce gli strumenti e il metodo più adeguato per realizzare progetti di sviluppo personale e aziendale, stimolando le motivazioni. Si affianca al cliente (che spesso coincide con il manager aziendale) per trovare le soluzioni più idonee nei tempi più brevi. Il coach sa valutare i talenti e identificare i bisogni. Fornisce a chiunque sia in difficoltà o voglia sviluppare le proprie potenzialità, gli strumenti e il metodo per individuare e raggiungere i propri obiettivi, sia nella vita privata, che professionale (manager, professionisti, imprenditori, gruppi di lavoro).

“I coach sono professionisti che guidano i clienti verso il raggiungimento dei propri obiettivi, verso la consapevolezza di sé e verso lo sviluppo delle proprie attitudini personali e professionali”. Così ha spiegato il presidente di ICF Italia, Daniele Bevilacqua, che tiene a sottolineare anche quanto il talento di ognuno diventi un capitale irrinunciabile e il primo fondamento di successo, sia come crescita professionale sia come potenzialità professionale.

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E’ stato evidenziato come la figura del coach sia sempre più riconosciuta all’interno delle imprese, tanto che la quasi totalità dei clienti ripeterebbe l’esperienza con il proprio trainer. Dall’indagine, a cui hanno risposto circa 300 coach professionisti, è emerso che sono soprattutto i vertici aziendali e i manager (67%), seguiti da imprenditori (53,1%) e liberi professionisti (38,8%) a richiedere il sostegno di un coach per migliorare le proprie strategie e performance individuali (57,5%), le strategie dell’organizzazione cui appartengono per lo sviluppo della propria carriera e per rafforzare l’autostima e la fiducia in sé stessi.

Il sondaggio ha evidenziato che il 58%% dei coach possiede un bagaglio formativo considerevole, iniziato dopo aver raggiunto una posizione molto alta nel suo percorso di carriera. Nonostante sia alta la diffusione dei coach assunti all’interno delle aziende, in Italia quest’attività (nell’83,5% dei casi) si caratterizza come “esterna”.

Il coaching è un fenomeno relativamente nuovo. E’ nato negli Stati Uniti alla fine degli anni ’80, si è recentemente e rapidamente sviluppato anche in Europa e quindi in Italia. E’ una professione nella quale, come emerge dal sondaggio, c’è una forte prevalenza femminile che si riscontra anche nel mondo (56%). Fino qualche tempo fa il coaching era guardato con molta diffidenza in Italia, ma al momento operano già oltre 1000 professionisti, concentrati soprattutto in Lombardia (36,6%) e nel Lazio (19,5%). Chissà se quest’attività crescerà ancora?Oggi, nella vita privata come nel lavoro, la motivazione e l’autostima sono fondamentali per crescere…allora, probabilmente la risposta è si!

di Chiara Campanella

Foto via http://chrisdimeocoaching.com; http://lucastanchieri.it; http://plscoaching.it

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