Il clamoroso caso degli E-Sport

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Il gioco online sta diventando una consuetudine a cui noi tutti ci stiamo abituando. Da molti anni esistono siti web che offrono di fruire (nella maggior parte dei casi gratuitamente) di varie tipologie di gioco: si va dagli arcade come bubble bubble, che Facebook ha saputo riproporre in varie versioni ed evoluzioni, a giochi matematici, a giochi di ruolo capaci di creare vaste comunità di giocatori, fino ad arrivare ai casinò online dove si possono trovare giochi gratis e vari intrattenimenti come le slot Book of Ra.

Molti ritengono il videogame un intrattenimento stupido e nient’affatto produttivo: ma sarà veramente così?

Gli E-sport

Se, da un lato, possiamo ritenere vero che una gran parte dei videogiochi che si possono giocare online siano del tutto inutili e superficiali, dall’altro lato stiamo avendo esempi che negli ultimi anni stanno guadagnando il rispetto e l’attenzione di organizzazioni importanti a livello internazionale.

Parliamo degli E-sport, cioè vere e proprie competizioni che vedono vari utenti da tutto il mondo – spesso organizzati a squadre – sfidarsi nella vittoria nei propri giochi preferiti. Negli ultimi tempi stiamo davvero assistendo a esempi clamorosi (ne tratteremo, più avanti, uno nello specifico): il livello di abilità e di competizione che i videogiocatori devono dimostrare all’interno di queste competizioni, è tale che persino il CIO – cioè il Comitato Olimpico Internazionale, che si occupa dell’organizzazione dei Giochi Olimpici – sta valutando se introdurre ufficialmente gli E-sport all’interno delle Olimpiadi. Già solo il fatto che il CIO prenda in considerazione questo aspetto, rende l’idea di come in certi casi il gioco online non sia affatto una cosa stupida e di nicchia.

Il primo esempio che possiamo fare è quello di Fifa: ci riferiamo al ben noto videogame calcistico, nato ormai molti anni or sono e che ora, tramite l’utilizzo di internet, permette agli utenti di tutto il mondo di sfidarsi con le proprie squadre preferite (cosa che rappresenta anche un certo business, dato che per, poter essere competitivi, gli utenti spesso si trovano ad acquistare pacchetti di giocatori che arrivano anche a un certo costo, oltre a quello originario del gioco).

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Gran Turismo

Tra gli sport più seguiti e competitivi al mondo sappiamo esserci le gare di auto, su tutte – ovviamente – la Formula 1. In parallelo, anche nei videogame esiste un gioco, divenuto molto famoso nel corso degli anni, che porta le corse in versione videoludica: parliamo di Gran Turismo.

Gli sviluppatori di questo videogame curano sempre moltissimo tutti gli aspetti del gioco, dalla simulazione estremamente realistica della fisica, alla trasformazione digitale delle prestazioni dei diversi tipi di auto (tanto da essere noto col soprannome di “Real Driving Simulator”). Va da sé che, con queste caratteristiche di straordinario realismo e col fatto ormai acclarato negli ultimi anni di potersi sfidare online, questo videogame è diventato terreno di grandi sfide tra utenti di tutto il mondo, sul filo dei millesimi di secondo, come nella reale Formula 1.

Per dare risalto e una giusta nobilitazione al proprio prodotto, Polyphony Digital – creatrice del gioco – organizza degli eventi mondiali che hanno tutte le caratteristiche di un vero torneo, in cui diversi giocatori da tutto il mondo, selezionati in base ai tempi migliori registrati da loro stesso durante le loro sessioni di gioco casalinghe, vengono invitati a sfidarsi in gare di gruppo, proprio come nelle competizioni automobilistiche reali (qui un esempio di questi eventi). Il livello della competizione è tale che ovviamente questi eventi destano l’interesse di molti appassionati – gamer e non – e i numeri di questo comparto sono clamorosi: l’intero indotto degli E-sport viene calcolato attorno agli 1,1 miliardi di dollari su scala globale, con oltre 450 milioni di spettatori. Numeri straordinari che sono diretta espressione dell’appeal e della grande competitività che questi sport sanno esprimere.

Foto via YouTube – CTV News, pexels.com

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