Il cervello ascolta il silenzio, musica per le nostre orecchie

Un gruppo di studiosi dell’università dell’Oregon ha scoperto che suoni e silenzio sono elaborati da due canali cerebrali differenti, un risultato importante che porterà progressi nella cura della dislessia e di  patologie legate all’udito

di Claudia Vallini

Bright idea Il cervello percepisce il “suono del silenzio”. Questo il risultato della ricerca, pubblicata sulla rivista Neuron, condotta dal professore di psicologia dell’università dell’Oregon, Michael Wehr, coadiuvato da due brillanti studenti, Ben Scholl e Xiang Gao. L’esperimento è stato testato su alcuni topolini da laboratorio a cui sono stati applicati degli elettrodi sulla testa per monitorare le diverse reazioni cerebrali alle varie frequenze di suoni o al silenzio.

Dai risultati è emerso che suoni e silenzio sono elaborati da due canali cerebrali differenti (mentre in passato si riteneva vi fosse un unico condotto che trasportasse al cervello entrambe le informazioni) in quanto l’inizio di uno stimolo uditivo metteva in funzione un gruppo di neuroni e la sua fine, cioè la percezione del silenzio, un altro. Questi differenti canali finiscono poi per incontrarsi in una regione situata nel lobo temporale del cervello, chiamata corteccia uditiva. In passato, addirittura, si credeva che fosse unicamente il suono ad attivare i neuroni uditivi e che questi si “spegnessero” al subentrare del silenzio. Lo studio, che ha lo scopo di fornire una conoscenza generale delle funzioni svolte dalle varie parti del cervello, ha finito col confermare risultati già ottenuti da altre ricerche negli ultimi anni.

Il professor Wehr fa parte di un team di studiosi che tenta di scoprire le cause di autismo, dislessia e difetti di udito per poter arrivare ad una efficace cura di queste patologie. Da questa ricerca è dunque emerso un dato fondamentale e, cioè, che il nostro cervello è in grado di percepire il silenzio, la mancanza di suoni, e secondo Wehr essere in grado di percepire quando si arresta un suono è molto importante per l’elaborazione del linguaggio. Non si è infatti ancora ben capito come il nostro cervello riesca a percepire le pause tra le varie parole e questo recente studio sembra aver messo in luce i meccanismi cerebrali incaricati di tale funzione. Wehr cita la difficoltà che alcune persone hanno di seguire una conversazione ad una festa o in luoghi affollati in cui il rumore di fondo è molto elevato. Potrebbe sembrare quasi una banalità, ma riuscire a comprendere i meccanismi che rendono il cervello capace di individuare i confini tra le varie parole è una tappa importante e fondamentale al fine di poter arrivare ad un miglioramento della capacità uditiva e del linguaggio stesso. La scoperta dunque di diverse aree cerebrali preposte al riconoscimento dei suoni e del silenzio potrebbe essere d’aiuto a chi soffre di dislessia e di ausilio alla progettazione di apparecchi acustici più moderni e sofisticati.

In base ad una stima dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2005 le Listening to music persone affette da sordità grave o moderata nel mondo erano circa 278 milioni, di cui 7 milioni in Italia. Il 50 % dei casi di sordità sarebbero evitabili in base a diagnosi precoci e tempestive. La dislessia, ossia la difficoltà di lettura e scrittura di gravità variabile, colpisce circa il 5% della popolazione mondiale ed è nei maschi 4 volte più frequente che nelle femmine. Questo disturbo di apprendimento non deve essere ricondotto alla scarsa istruzione o a insufficienti capacità intellettive in quanto sembra invece essere di origine neurobiologica, legata cioè alla morfologia del cervello.

Recenti ricerche hanno confermato la sua origine genetica, dovuta all’alterazione del cromosoma 15. Studi condotti gli scorsi anni all’ospedale San Raffaele di Milano hanno dimostrato che adulti colpiti da dislessia mostravano le stesse attività di alterazione cerebrale anomala. Ecco quindi che lo studio del nostro cervello e dei meccanismi che sovraintendono all’attivazione dei vari gruppi di neuroni preposti a varie e diverse funzioni torna ad essere non solo di vitale importanza per la cura di numerose patologie, ma l’unica strada percorribile al fine di una possibile prevenzione e comprensione delle stesse. Una strada che porta speranza a milioni di persone nel mondo.

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