La notizia, davvero epocale, circolava già da ieri ma, qualche minuto fa, è arrivata direttamente dal Cern l’ufficialità: la velocità della luce è stata superata. Con buona pace di Albert Einstein che, proprio dell’impossibilità di superare la velocità della luce, aveva fatto uno dei capisaldi della sua teoria della relatività.
I risultati, raccolti presso i laboratori del Gran Sasso dell’Istituto nazionale di Fisica nucleare rischiano dunque di rivoluzionare la fisica contemporanea: i neutrini sono in grado di superare di almeno 60 nanosecondi la velocità della luce. Arrivati i dati ufficiali, resta da capire quali saranno le loro implicazioni.
Già ieri, mentre era ancora in attesa di valutare l’attendibilità delle prime voci circolate all’interno della comunità scientifica, l’astrofisica Margherita Hack esprimeva tutta la sua perplessità: “Se fosse vero, cadrebbe la teoria della relatività di Einstein”. La Hack ha infatti spiegato come, secondo le previsioni del fisico per eccellenza, solo corpi con masse infinitamente grandi potrebbero abbattere il muro dei 299.792, 458 km al secondo. E non è certamente questo il caso dei neutrini.
I dati arrivati dal Cern sarebbero dunque la prima vera bocciatura di Einstein. E come osservato dalla Hack: “Finora tutte le previsioni della teoria della relatività sono state confermate”. O, almeno, così era stato fino a questa mattina quando, per la prima volta, si è palesata una contraddizione tra la teoria della relatività ristretta, secondo cui è appunto impossibile viaggiare oltre la velocità della luce, e quella della relatività generale.
Si tratta cioè di riscrivere la storia della scienza. E, forse, persino quella della fantascienza, spostando l’attenzione sulle possibili applicazioni pratiche. Proprio per questo, il direttore scientifico del Cern Sergio Bertolucci invita innanzitutto alla cautela: “Se questa misura fosse confermata, potrebbe cambiare la nostra visione della fisica, ma dobbiamo essere sicuri che non esistano altre, più banali, spiegazioni”.
Mara Guarino
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