Il calcio: insostituibile alleato della nostra salute

Il calcio è un elemento indispensabile per la vita di animali e vegetali, la cui carenza non produce sintomi evidenti nel breve periodo, ma  se prolungata può portare ad aritmie cardiache e convulsioni

di Claudia Vallini

Il 99% del calcio presente nel corpo umano si trova nelle ossa, il restante 1% nei tessuti molli e nel sangue. Questa seppur piccola parte svolge funzioni indispensabili per il buon funzionamento dell’organismo. Agevola la coagulazione del sangue, è utile alla salute del cuore, interviene nella contrazione dei muscoli, nel trasporto degli impulsi nervosi periferici al cervello e di numerosi enzimi e sostanze attraverso le membrane cellulari, neutralizza la tossicità del piombo, partecipa al buon funzionamento dell’ormone paratiroideo e al metabolismo della vitamina D. Ma non solo, alla corretta assimilazione del calcio da parte del corpo umano concorrono, oltre alla vitamina D, il magnesio, il fosforo, le vitamine A, C e tracce di rame.

La carenza di calcio nel sangue può derivare da un insufficiente apporto dietetico e da un malassorbimento intestinale. Questa carenza, entro certi livelli, è difficilmente diagnosticabile in quanto le ghiandole endocrine concorrono a colmare eventuali carenze a discapito del patrimonio osseo. L’ipocalcemia riscontrabile nel sangue si ha in presenza di malattie particolari, quali ad esempio l’insufficienza renale, ustioni, malassorbimento delle vitamine, tumori.

I sintomi che possono fare ipotizzare una carenza di calcio sono: dolori alle ossa, alle articolazioni e ai muscoli, crampi ai piedi, lacrimazione degli occhi (specie d’inverno e al mattino) che spesso viene confusa con una allergia, insonnia, vertigini, denti fragili e carie, dolori alla schiena, svenimenti, fiato corto. La carenza di calcio può portare all’osteoporosi nell’età senile e a un generale indebolimento osseo. Il calo degli estrogeni, presente nelle donne in menopausa o anche in presenza di anoressia nervosa con conseguente amenorrea, diminuisce il patrimonio minerale osseo e la capacità di assorbimento del calcio.

Una corretta alimentazione e una costante attività fisica riducono notevolmente il rischio di osteoporosi, in quanto l’attività fisica non agonistica migliora la salute delle ossa e aumenta il volume della massa scheletrica.  Una carenza di calcio è anche più facilmente riscontrabile tra i vegani, ossia i vegetariani più rigorosi che non assumono nemmeno gli alimenti animali derivati, come uova, latte e formaggi, e tra gli individui intolleranti al lattosio o che presentano carenze vitaminiche.

Per le persone sane, una corretta alimentazione e una regolare attività fisica sono sufficienti ad assicurare un ottimale apporto di calcio e buona salute all’apparato scheletrico. Nemmeno si deve temere di assimilarne troppo, in quanto un corpo umano sano è perfettamente in grado di utilizzare il calcio di cui ha bisogno e di eliminare il resto attraverso feci, urine e sudore.  Le fasi in cui il fabbisogno di calcio è maggiore sono l’infanzia, l’adolescenza e la gravidanza. Il picco dello sviluppo osseo si raggiunge tra i 20 e i 30 anni, successivamente al quale e qualunque sia la quantità di calcio ingerita, inizia una graduale riduzione della densità ossea. Per questo  motivo il calcio è indispensabile nelle fasi della crescita e dello sviluppo in quanto è auspicabile riuscire a raggiungere una maggior densità ossea possibile prima che inizi il calo fisiologico. I cibi che contengono una maggiore quantità di calcio sono latte, formaggi, tuorlo d’uovo e verdure. Nello specifico vi è alto contenuto di calcio anche nel lievito, nel basilico essiccato, nella salvia fresca e nell’origano. Non dimentichiamo però che per essere assimilato è necessario anche il fosforo (soia, crusca di grano, tuorlo), il magnesio (crusca di grano, cioccolato, salvia, prezzemolo, origano), vitamine  A (fegato, frutta e verdura), D (pesce, latte e uova) e C (agrumi, meloni, kiwi, peperoni, spinaci, pomodori e patate).

Prima di ricorrere a eventuali integratori è bene sapere che i formaggi a pasta dura, come il parmigiano, contengono molto calcio e poco lattosio e che 50, 70 grammi di parmigiano al giorno coprono già il fabbisogno giornaliero di calcio di un individuo. Gli integratori possono essere necessari in gravidanza, per le persone intolleranti al lattosio o per le donne in menopausa o post menopausa, ma non devono certo essere intesi come un sostituto di una corretta e sana alimentazione.

È importante farsi consigliare dal proprio medico di famiglia o dal farmacista sui modi e i tempi di una corretta somministrazione, su eventuali controindicazioni e interazioni con i medicinali contemporaneamente assunti, senza farsi condizionare da spot pubblicitari o dalle mode del momento in quanto gli integratori alimentari, se malamente assunti, possono essere dannosi. È sempre bene rivolgersi a un medico in grado di consigliarci il modo migliore per conservare o riconquistare la nostra salute.

Foto: www.sxc.hu; www.integratoriproaction.com

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3 Risponde a Il calcio: insostituibile alleato della nostra salute

  1. avatar
    Alek@gmail.com 04/10/2010 a 11:27

    Pessimo articolo…. pessima informazione…
    E soprattutto questa :
    “Una carenza di calcio è anche più facilmente riscontrabile tra i vegani, …….”
    dove l’avete trovata?
    Certe cose andrebbero documentate onde cadere nel ridicolo.

    Rispondi
  2. avatar
    Fabrizio Giona 04/10/2010 a 12:00

    Mi spiace per questo giudizio negativo sull’articolo.

    Purtroppo però mio caro Alek il mondo della dieta vegana è ancora sconosciuto a molti ed inoltre la nostra cultura alimentare (quella italiana intendo) riserva ancora tanti pregudizi nei confronti di una simile dieta.

    C’è anche da dire però (come in altri campi) che non tutti i vegani lo sono per vocazione. Molti lo fanno solo per seguire una moda, una tendenza del momento e così facendo non prestano attenzione alla loro alimentazione, non integrando ad esempio tutte quelle sostanze che non assumono evitando carni e derivati. E questo è nocivo per la salute.

    Comunque nei prossimi giorni affronteremo il tema della dieta vegana, ascolteremo vegani e specilisti e cercheremo di dare qualche informazione in più su questa tipologia di dieta. Spero tu sia uno dei nostri attenti lettori e possa esprimere anche in quell’occasione il tuo pensiero (speriamo più buono!). Saluti

    Fabrizio

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  3. avatar
    Claudia Vallini 04/10/2010 a 14:05

    Ringrazio Fabrizio per la brillante spiegazione, ma mi permetto di aggiungere che sarebbe sicuramente più appropriato motivare le proprie critiche.
    Come anticipato da Fabrizio, e sostenuto anche da Andrea Ghiselli, ricercatore dell’Istituto italiano per la ricerca e la nutrizione, quando la dieta è vegetariana ma include prodotti di origine animale ed è variata non ci sono particolari pericoli, ma un vegano dovrebbe preferibilmente pianificare la propria dieta con un nutrizionista, consumare alimenti di origine vegetale arricchiti di vitamine, in particolare del gruppo B, così da evitare il rischio di incorrere in deficit di elementi nutritivi essenziali(calcio e ferro tra gli altri) per la salute e poter traquillamente continuare questo regime alimentare, quello vegano, che più degli altri rispetta l’ambiente, gli animali e riduce notevolmente il rischio di ipertensione, problemi cardiaci e obesità.
    Con la speranza che le informazioni fornite siano così diventate un po’ meno pessime, porgo i miei ossequi.

    Rispondi

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