Il boom della pasta italiana nel mondo. Coldiretti: ‘Export al +27%’

pastaRecord storico e internazionale. Mai come in questo periodo sono stati consumati così tanti spaghetti, pennette, fusilli, rigatoni, tortellini e tagliatelle targati “Made in Italy”. La pasta italiana sembra aver vestito i panni del piatto della crisi diventando così l’alimento più economico e consumato al mondo.

I dati parlano chiaro. Secondo un’analisi resa nota da Coldiretti, le esportazioni di pasta italiana sono aumentate del 27% nel 2013, qualificando così il settore alimentare come uno di quelli che non solo resistono alla crisi, ma che sono anche in grado di trainare la ripresa dell`economia nazionale.

Secondo quanto riferisce Coldiretti nella sua indagine, «i due terzi della pasta esportata sono finiti sulle tavole dei consumatori dell’Unione Europea dove si è registrato un incremento medio del 16%, con valori che variano dal +22% in Germania al + 19% in Inghilterra, ma gli aumenti sono sensibili anche nei paesi più in difficoltà dell’Eurozona, come la Grecia (+21%)».

Il successo più sbalorditivo della pasta italiana nel mondo è quello che si registra sul «mercato statunitense, dove – evidenzia Coldiretti – gli arrivi sono cresciuti del 61% e, ancora, sulla piazza canadese che ha avuto un incremento del 47% nel consumo di pasta made in Italy. Ma, se si guarda all’intero continente, America Latina compresa, si arriva ad un +78%». Non a caso – anche grazie a un chiaro riferimento salutista della dieta mediterranea – nella maggiore catena di farmacie americane, la Walgreens, con 8 mila punti vendita in tutti gli Stati federali, viene venduta la pasta biologica a marchio Delish, prodotta dall`italianissima pasta Ghigi.

Esportazioni a gonfie vele anche in Asia, con un aumento complessivo del 38%. «Se il Giappone resta il principale acquirente (+36%) – sottolinea Coldiretti – la pasta made in Italy spopola anche in Cina con un +36%, e in India (+86%), due mercati dalle enormi potenzialità. E poi, penne e spaghetti piacciono sempre di più anche in Africa, dove le esportazioni sono aumentate del 140% e in Russia dove sono più che raddoppiate (+127%)».

«La qualità, il legame con il territorio, la nostra tradizione e, in generale, l’italianità delle produzioni, rappresentano una leva competitiva straordinaria per affermare i nostri prodotti sui mercati e per far tornare a crescere l’economia – ha affermato il presidente della Coldiretti, Sergio Marini – L’Italia costruirà il proprio futuro tornando a fare l`Italia, ovvero valorizzando al meglio quello che ha già di unico e di esclusivo, a cominciare dal cibo».

Chiara Piselli

(Foto: italiasquisita.net, myartprints.co.uk)

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