Il Barcellona ne fa sette al Leverkusen, l’Apoel elimina ai rigori il Lione

Barcelona-Leverkusen 7-1
Apoel Nicosia-Lione 5-3 (d.c.r)

Dopo l’entusiasmante match di Londra tra Arsenal e Milan, torna questa sera il grande spettacolo della Champions League con i campioni in carica del Barcellona che ne fanno addirittura sette al malcapitato Bayer Leverkusen eguagliando il record di gol in una partita della fase eliminazione diretta del trofeo più ambito del vecchio continente (il record era, purtroppo per i tifosi della Roma, il 7-1 rifilato ai Giallorossi dal Manchester United).

Nell’altra gara in programma trionfo storico per l’Apoel, che dopo aver vinto 1-0 nei tempi regolamentari grazie alla rete al 9′ di Manduca, conquista i quarti di finale dal dischetto. Fatali per i francesi gli errori di Lacazette e Bastos.

Barcellona - Dutt aveva probabilmente un solo obiettivo per questa partita: cercare di limitare i danni ed evitare sconfitte troppo punitive. Purtroppo per l’allenatore tedesco i suoi uomini hanno dovuto pero’ affrontare un Barca decisamente in palla, desideroso di sfoderare una grande prestazione che potesse scacciare le critiche piovute in questi mesi sui campioni d’Europa rei di avere, secondo qualcuno, la pancia piena dopo le tante vittorie di questi anni.

Le Formazioni:

Barcellona (4-3-3): Valdes; Dani Alves, Piquè, Mascherano, Adriano; Xavi, Busquets, Iniesta; Messi, Fabregas, Pedro.
Panchina: Pinto, Bartra, J. Dos Santos, Keita, Sergi, Tello, Cuenca.
Allenatore: Guardiola.

Bayer Leverkusen (4-2-3-1): Leno; Schwaab, Friederich, Toprak, Kadlec; Reinartz, Bender; Castro, Renato Augusto, Schurrle; Kiessling.
Panchina: Giefer, Corluka, Rolfes, Bellarabi, Sam, Derdiyok, Oczipk.
Allenatore: Dutt.

Il Barcellona ritorna a far paura a tutta Europa attraverso una prova di forza impressionante e soprattutto attraverso il proprio giocatore migliore. La pulce stasera riesce addirittura a superarsi, mettendo a segno cinque reti e regalando spettacolo a scena aperta per tutti i 90 minuti. L’asso argentino segna in tutte le maniere; di sinistro, di destro, in pallonetto, da fuori area. Sono già 12 le reti segnate nelle sette presenze collezionate in questa edizione della Champions League. Una nuova ipoteca sul titolo di capocannoniere e perché no sul Pallone d’oro del 2012.

La cronaca della gara ha quasi poco senso. Un monologo durato 90 minuti in cui gli avversari tedeschi non sono mai riusciti, a differenza della gara d’andata, a creare il benché minimo grattacapo a Victor Valdes. Il vantaggio blaugrana arriva al 25′ con Messi che perfettamente imbeccato da Xavi beffa con un tocco sotto l’incolpevole Leno. Il raddoppio arriva ancora con Messi che parte da destra, si accentra e con un sinistro velenoso chiude il discorso qualificazione.

Nella seconda frazione di gara i giocatori del Barca fanno accademia e Guardiola lascia spazio a qualche elemento della sua gloriosa cantera: in campo entrano Muniesa e Tello. In 17 minuti arrivano addirittura quattro reti: due sono opera del giovanissimo Tello, all’esordio ufficiale in Champions League, gli altri due di Messi (splendido il pallonetto di destro con cui sigla il 3-0).
Sul 6-0 i padroni di casa diminuisco il ritmo e sembrano non voler più affondare il colpo. C’è comunque il tempo per il sigillo finale di Messi che da fuori area pesca l’angolino alla destra di Leno. Nei minuti di recupero il gol del 7-1 firmato da Bellarabi con uno splendido destro a giro.

Davide Lopez

 

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