Il 15 giugno si scelgono i finalisti del Premio Strega. Chi sono gli aspiranti?

Nel salotto di Goffredo e Maria Bellonci

Dopo la presentazione dei dodici autori in gara del 27 aprile scorso a Benevento, mercoledì 15 giugno il “seggio elettorale” di Casa Bellonci a Roma sceglierà i cinque finalisti di questa edizione del Premio Strega, secondo un rito che – tra successi e polemiche – si ripete da sessant’anni.

Nato all’interno del salotto letterario di Goffredo e Maria Bellonci dove si riunivano gli “Amici della Domenica”, questo nome ancora oggi designa la giuria composta da oltre 400 membri appartenenti a vario titolo al mondo della cultura. A questi si aggiungono in questa edizione anche trenta lettori segnalati da altrettante librerie distribuite sul territorio italiano.

Ecco i dodici candidati:

L’energia del vuoto, Bruno Arpaia (Guanda). Un padre è in fuga con il figlio, pur senza sapere da cosa. La moglie e madre dei due, responsabile di un importante esperimento, è invece sparita nel nulla il giorno prima. Originale l’idea dell’autore, che osa con il materiale scientifico per portare poi il lettore a interrogarsi sulle grandi domande dell’esistenza, riscoprendo il dilemma di sempre tra scienza e arte.

Malabar, Gino Battaglia (Guida). Il gesuita Matteo Ricci è mandato dai superiori alla ricerca di un antico missionario. Romanzo sull’India, sulla sua irresistibile capacità di seduzione, ma anche sulla necessità di dialogo e confronto.

Nina dei lupi, Alessandro Bertante (Marsilio). Il romanzo narra una storia che, attraverso l’originalità della vicenda e della sua protagonista, percorre i miti ancestrali della natura in uno scenario post-apocalittico ed esplora il dissidio inevitabile tra le sciagure di mondi perduti e le indispensabili speranze di nuovi mondi possibili.

La scoperta del mondo, Luciana Castellina (Nottetempo). L’autrice, giornalista de “Il Manifesto” e con un passato da militante comunista, ricorda le fasi della sua vita e la sua scoperta del mondo fra sogni e forti ideali, unendo alla voce della ragazza prima e dell’adulta poi quella del Paese alle sue spalle.

Ternitt, Mario Desiati (Mondadori). L’eternit, promessa di lavoro per migliaia di migranti, porta la protagonista adolescente a lasciare con il padre la Puglia per lavorare in una fabbrica svizzera. Anni dopo, di nuovo nella regione d’origine e a sua volta con una figlia adolescente, Mimì cercherà un riscatto finale per sé, per la sua vita turbata e per la sua gente. Una denuncia sociale, capace però al contempo di intrecciarsi anche ai grandi temi della vita.

Settanta acrilico trenta lana, Viola Di Grado (E/O). Camelia è una ragazza che vive un’esistenza piatta segnata da un trauma passato. L’incontro con un ragazzo cinese, Wen, la riconcilia attraverso gli ideogrammi con la bellezza della vita, prima però di essere respinta da lui senza alcun motivo. Dietro c’è un mistero, forse più di uno.

Nel mare ci sono i coccodrilli, Fabio Geda (Dalai). L’autore racconta qui la storia vera di un bambino, quella di Enaiatollah Akbari, e della sua fuga dall’Afghanistan fino all’Italia, nel tentativo di riconquistare un pezzo di infanzia negata. Una vicenda che getta luce sul presente mentre – appunto – è ancora presente.

Il confessore di Cavour, Lorenzo Greco (Manni). Al centro di questa proposta letteraria sta una figura inedita all’interno della Chiesa, quella di Padre Giacomo da Poirino che, contravvenendo alla scomunica comminata da Pio IX, diede i sacramenti a Camillo Benso Conte di Cavour in punto di morte. La scomunica, inflitta allo statista a causa delle sue azioni politiche in favore dell’Unità d’Italia, e la scelta del religioso di rispondere prima di tutto a un’istanza morale, gettano nuova luce su uno degli scontri eterni della storia, quello tra potere temporale e religioso.

Storia della mia gente, Edoardo Nesi (Bompiani). Un libro che riunisce in sé più generi per ritrarre la perdita delle illusioni italiane – specie quelle della provincia – attraverso lo smascheramento della bugia della globalizzazione e del miraggio di un benessere diffuso, sullo sfondo dell’irreparabilità della crisi economica e di una rovina che sembra sempre più collettiva.

La città di Adamo, Giorgio Nisini (Fazi). Un’immagine durante un telegiornale costringe un imprenditore agricolo di successo a un viaggio a ritroso nella propria storia, alla ricerca della verità su se stesso e sul padre. Il pericolo è l’ambiguità latente che caratterizza l’esistenza, in cui ognuno può essere vittima o carnefice, colpevole o innocente.

A cosa servono gli amori infelici, Gilberto Severini (Playground). Prima di un delicato intervento chirurgico, un uomo scrive tre lettere a tre persone fondamentali della sua esistenza: un collega d’ufficio, un sacerdote e un misterioso alter ego senza nome – reale o immaginario – che lo ha accompagnato per tutta la vita. Ecco affiorare allora, insieme alle riflessioni sulla sua esistenza, anche quelle su un intero Paese e soprattutto la paura di non aver preso il meglio dagli incontri e dalle occasioni.

La vita accanto, Mariapia Veladiano (Einaudi). Rebecca, figlia di genitori bellissimi, nasce brutta e viene nascosta al mondo, in un isolamento dal quale però può osservare ipocrisie e menzogne familiari. Il riscatto arriverà attraverso il talento musicale, a rappresentare le passioni capaci di salvare tutta un’esistenza.

Pennacchi brinda alla vittoria nel 2010

Dopo la vittoria di Antonio Pennacchi nel 2010 con Canale Mussolini, si è riproposta la polemica scaturita dall’alto numero di romanzi premiati riconducibili al colosso Mondadori, che è risultato vincitore di ben tre delle ultime quattro edizioni del premio (nel 2007 Come Dio comanda di Niccolò Ammaniti e l’anno successivo Paolo Giordano con La solitudine dei numeri prima, seguiti poi dalla vittoria di Einaudi – un altro dei nomi che dettano legge nell’ambiente – casa editrice di Tiziano Scarpa e del suo discusso Stabat Mater).

Non resta che attendere la cinquina di romanzi, autori e case editrici.

 

Marina Cabiati

FOTO via: www.nonsololibri.net; http://www.bibliotecasalaborsa.it;  http://www.iltempo.it


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