Id-Leaks: arrivano i The Black Beat Movement, maestri del nu funk

id-leaks

La copertina di Id-Leaks, primo album full-lenght dei The Black Beat Movement (pagina ufficiale facebook dei The Black Beat Movement)

Un sound accattivante sboccia dall’underground milanese, emanato dal graffiante Id-Leaks, disco d’esordio dei The Black Beat Movement.

ID-LEAKS: L’ARRIVO IN POMA MAGNA DEI THE BLACK BEAT MOVEMENT - Il talentuoso sestetto, fondato nel 2012, ha già popolato i palchi italiani e internazionali affiancandosi ad artisti del calibro degli Africa Unite e dei Sud Sound System, protraendo la loro indomita aura sino al Sziget Festival di Budapest nel 2013. Al seguito della pubblicazione di un EP nel 2013, i The Black Beat Movement hanno da poco sfornato Id-Leaks, il loro primo album full-lenght che si avventura impavido nei meandri del nu funk.

SOTTO IL SEGNO DEL BEAT - Trasformandosi in tenaci guerrieri di una “beat odyssey”, la frizzante band milanese cavalca circa quarant’anni di musica non mostrando neanche una goccia di sudore. Indirizzati verso la potente ondata nu funk, i The Black Beat Movement attraversano i mari impervi del jazz per sconfinare nello smooth, plasmando a loro piacimento le dure argille dell’r’n’b e della dub.

DENTRO IL DISCO - Id-Leaks si affaccia su orizzonti eterogenei ed entusiasmanti, superando i limiti di genere in favore della predominanza di un beat autoritario e prepotente che guarda al futuro pur non tralasciando il retaggio dell’old school.

Un’atmosfera dai toni post-industriali catapulta l’ascoltatore nel tunnel sonoro di Break It, un brano dal sapore onirico che corre all’impazzata sopra un groove incalzante. Incontrando fumi dal vago ricordo psichedelico, Break It abbraccia una commistione armoniosa fra bossa nova futuristica e un funk scintillante. Una voce calda dirige il mood con sapienza, raggiungendo un ritornello in cui esplodono i fiati con vigore.

DAL FUNK ALL’OLD SCHOOL - Pla(y)ces mostra una ricca collezione di immagini sonore, estrapolate da un funky scanzonato che si sovrappone agli sfondi dove regna un irriverente beat di strada. La padronanza di un ritmo volubile ma sensuale approda in spunti vocali che donano carisma al sound generale. Nella complessa struttura del brano spunta a sorpresa un duetto di “a solo” fra sax e tastiere che con disinvoltura viaggiano in un tempo in cui l’aria degli hotclubs americani era così calda da far ribollire il sangue.

Una voce che graffia l’anima sino al suo angolo più recondito viene anticipata da un intro di ottoni che rievocano lo spirito dell’old school durante lo scorrere di The Trick, un brano vestito con l’abito buono della domenica proiettato in un mondo del domani.

UN SOUND AMMALIANTE - I The Black Beat Movement cambiano ancora quadro con Gipsy Lady,  scostandosi verso orizzonti addolciti da un soul-funky che non molla la presa emozionale, svelando una carezzata di smooth jazz lungo il suo cammino.

I membri del sestetto “funkeggiante” : Naima Faraò (voce), Jacopo Boschi (chitarra), Luca Bologna (basso), Luca Specchio (sassofono), Riccardo Bruno (batteria) e Dj Agly (scratches)
(fonte: pagina ufficiale facebook della band)

Gloomy viene presentata dall’eco di suoni lontani e fascinosi, i quali tessono la storia di un jazz che cattura l’orecchio nel mentre si muove fra i fumi della città. Voce e batteria si intessono con eleganza nell’intreccio sonoro per poi amplificarsi nel ritornello. Un ritmo secco e coinciso lancia pugni decisi contro una voce bianca che muta progressivamente in nera, risvegliando i paesaggi superati durante la lunga corsa del brano in un’apoteosi di gusti e colori estatici.

L’atmosfera s’incupisce in F-Love, un brano presentato con una nostalgica tromba in sordina che, come in un sogno visionario, viene seguita da una voce che si snoda fra i fili di pensieri profondi e intensi. Scevra da ogni luogo comune, l’amore viene raccontato con limpidezza. Il sound generale è sottile e leggiadro   e si ridesta sul finale dentro un tripudio di sovrapposizioni vocali.

DALL’R’N’B AL REGGAE - All Trapped propone una spruzzata di r’n’b che conferma la validità della band anche nell’arte del crossover. Il suo groove coinvolgente arricchisce il  funk primordiale del sestetto con degli abbellimenti sonori raccolti per strada o riesumati dall’Apollo Theater.

Il gran finale di Id-Leaks chiude il disco con un piatto gustoso che profuma di un reggae-dub coinvolgente e ben cadenzato. Un sospiro spagnoleggiante si destreggia fascinoso in una danza animata con un sound metropolitano.

UN DISCO CAMALEONTICO - All’interno di Id-Leaks si scovano leccornie musicali che connotato i The Black Beat Movement come una band eclettica, portentosa ma dall’anima fresca e camaleontica. Il disco non rientra nell’ampio calderone del generico nu funk ma si apre a infinite sfaccettature, investendo lo spirito della band di una verve carismatica che agglomera influenze passate e future con eleganza e caparbietà.

Lo spettro del jazz risorge in una mise dai tessuti futuristici che si abbinano con gusto al più grinzoso r’n’b, componendo una figura totale che riesce con oculatezza ad armonizzare l’imponente patrimonio passato con le stravaganti mode dell’oggi.

Voto: 9

Foto preview: pagina ufficiale facebook dei The Black Beat Movement

Rachele Sorrentino

@rockeleisrock

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