I vip nelle pubblicità? Non aiutano a vendere

Tiger Woods: poco successo come testimonial della Nike

In Italia siamo talmente assuefatti dalla presenza di personaggi famosi negli spot pubblicitari, che quasi non ci facciamo più caso. Il campanello d’allarme sull’influenza negativa delle star sui messaggi pubblicitari che le vedono protagoniste arriva dall’America, ma non fa altro che confermare i sospetti della maggior parte dei consumatori.

Ad occuparsene è stato il sito AvertisingAge che attraverso un sondaggio, ha analizzato tutte le pubblicità del 2010 che vantavano la presenza di testimonial famosi, riscontrando che queste hanno ottenuto risultati inferiori o talvolta pari agli altri spot pubblicitari. In un quinto dei casi i vip hanno un effetto dannoso sulla réclame.

Ma non sono le celebrità ad aver perso il proprio fascino, sono i consumatori ad essere cambiati. Il successo di Facebook  ha infatti contribuito alla nascita di un nuovo tipo di consumatore non più facilmente influenzabile, sempre informato e più propenso a lasciarsi consigliare dalle persone appartenenti alla propria rete di amici, piuttosto che da un volto noto dello spettacolo.

Secondo la ricerca, nelle pubblicità lanciate dalle star si dà poca importanza alle informazioni legate al prodotto pubblicizzato, valore invece fondamentale per il consumatore moderno.

Negli USA il risultato peggiore del 2010 si è rivelata essere la scelta di Tiger Woods da parte della Nike come sponsor per la propria pubblicità che ha ottenuto un successo del 30% inferiore alla media. Nello spot sono state messe in scena le esperienze personali del famoso giocatore di golf, trascurando i dettagli legati al prodotto Nike sponsorizzato e lasciando i consumatori più che confusi.

Ma non c’è bisogno di andare oltreoceano per cercare gli aspetti negativi delle réclame: in Italia sono tanti gli spot che hanno fatto parlare di sé per la scelta dei testimonial. Basti pensare allo scandalo legato a Belen Rodriguez che veste i panni di un’agente speciale per la Tim, per non parlare dell’onnipresenza di Fiorello.

Il dubbio rimane: ma se queste star non meritano davvero tutti gli investimenti fatti su di loro, come mai uno spot su due vanta ancora la loro presenza?

Sara Mariani

Foto via:  http://www.flickr.com; http://corrieredibologna.corriere.it

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