I tesori sommersi del Canale di Sicilia

Continua il tour “U mari nun si spirtusa”, manifesto della nuova campagna ambientalista di sensibilizzazione contro il rischio di trivellazioni nel mediterraneo siciliano. Eventi dimostrativi, ma soprattutto monitoraggi e  osservazioni scientifiche, con l’obiettivo di collezionare nuovi dati da aggiungere a quelli raccolti nel 2009 che furono a loro tempo determinanti a respingere la richiesta di esplorazione petrolifera della Audax Energy a nord di Pantelleria.

In questi giorni, a testimoniare il meraviglioso mosaico di biodiversità custodito da queste acque, sono arrivate le immagini che corredano il rapporto I tesori sommersi del Canale di Sicilia compilato da Greenpeace in collaborazione con l’Ispra. Durante la spedizione a bordo della nave oceanografica Astrea, attraverso uno speciale  veicolo filoguidato dotato di telecamera – ROV – , in soli due giorni gli studiosi hanno identificato più di 96 specie diverse. Sono già 11 le autorizzazioni concesse alla trivellazione: tutelare l’enorme ricchezza e fragilità di questi fondali, con le loro «grandi foreste di coralli arborescenti e risorse ittiche di grande interesse commerciale» è una priorità condivisa.

«Sono tantissimi i comuni costieri che, in queste settimane, si sono schierati con noi contro le trivelle, appoggiati dalla stessa Giunta di governo regionale» afferma Giorgia Monti, resposabile della campagna Mare Greenpeace. «La richiesta della Sicilia al ministero dell’Ambiente è chiara: istituire una Zona di Protezione Ecologica nel Canale e creare delle aree protette in zone sensibili come i banchi per fermare la folle corsa all’oro nero».

Ad una profondità fra i 35 e i 50 m gli studiosi hanno per ora concentrato l’attenzione sul Banco Avventura e sul Banco di Graham, parte di un complesso vulcanico ancora attivo situato al largo delle coste di Sciacca non lontano da Pantelleria. L’esplorazione è giunta fino a 160 metri di profondità, svelando  e permettendo di fotografare splendidi pesci, comunità di gorgonie di profondità e tutte e quattro le specie di corallo nero conosciute nel Mediterraneo.

L’Appello lanciato da Greenpeace al Ministero dell’Ambiente ha già raccolto l’adesione di circa 40 comuni, associazioni di pescatori e comitati locali. No trivelle tour 2012 si concluderà a Catania domenica 5 agosto, ma per tutti coloro che sono lontani dal mare, è possibile seguire le ultime tappe online.

A questo punto non possiamo fare altro che invitarvi a visitare l’album di Greenpeace Italia: le parole, sott’acqua, non servono più.

Arianna Fraccon

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