I russi invadono la Crimea. È scontro diretto tra Usa e Russia

Nuove tensioni e vecchi timori esplodono in tutto il mondo dopo che la Russia ha deciso di invadere la Crimea

Crimea

La penisola della Crimea invasa in queste ore dalla Russia

Com’era ampiamente prevedibile, la difficile situazione politica in Ucraina è ben lontana dall’essere risolta. Anzi, in queste ore l’ingerenza della Russia nel processo di democratizzazione del Paese sta creando sgomento nella comunità internazionale e all’interno della stessa Ucraina.

IL NODO DELLA CRIMEA - Dopo che l’opposizione ha deposto l’ex presidente Viktor Yanukovich, il nodo cruciale da sciogliere rimane la Crimea, una repubblica autonoma annessa nel 1954 all’Ucraina. La penisola che si affaccia sul mar Nero è tradizionalmente legata alla Russia per lingua, cultura e legami commerciali. Secondo accordi stipulati in passato, i Russi mantengono in Crimea una base militare che conta una flotta di navi, mezzi blindati e uno stormo di caccia-bombardieri. Fino a qui tutto bene, visto che questa presenza è contemplata dagli accordi bilaterali. Il fatto preoccupante è che la Russia sta aumentando le unità da combattimento nella penisola, portando al massimo il livello l’allerta. Ad acuire la tensione, l’arrivo presso l’aeroporto militare di Gvardiisk – vicino alla capitale della Crimea Sinferopoli – di tredici aerei che trasportavano circa 2000 paracadutisti russi. Questo contingente ha subito occupato i due aeroporti presenti nella penisola, bloccando tutto il traffico aereo. Inoltre già da alcuni giorni truppe militari filo-russe avevano occupato la sede del parlamento a Sinferopoli. Non si sa molto riguardo quest’ultimo gruppo armato, in quanto sulle loro divise non compariva alcun simbolo che permettesse di capire a quale Paese appartenessero, ma alcuni testimoni hanno dichiarato che parlavano un russo senza le inflessioni tipiche della Crimea.

paracadutisti russi

Alcuni dei paracadutisti russi inviati in Crimea

L’INVASIONE RUSSA - Si tratta quindi di una vera e propria invasione condotta dalla Russia verso un Paese che stenta ancora a rialzarsi, dopo che la rivoluzione ha creato un vuoto nella sua leadership. Il governo provvisorio ucraino ha infatti dichiarato di non voler schierare l’esercito per evitare di innalzare la tensione con Mosca, ma ha fatto appello affinché i parà russi rientrino immediatamente nella loro base. Dal canto loro i russi affermano per voce del ministro degli Esteri Sergey Lavrov, che le operazioni militari in Crimea rispettano gli accordi stipulati con l’Ucraina. Inoltre l’intervento russo è stato chiesto dallo stesso  Yanukovich, esule in Russia, che ha tuonato:  «La Crimea deve rimanere parte integrante dell’Ucraina pur mantenendo legami con la Russia. Quanto sta accadendo è una reazione naturale aun colpo di stato attuato da banditi». Sulla stessa linea anche Sergiy Aksyonov, capo del principale partito filorusso in Crimea che ha dichiarato: «Tenendo conto della mia responsabilità per la vita e la sicurezza dei miei concittadini, chiedo al presidente russo Vladimir Putin di contribuire a garantire pace e tranquillità sul territorio della Crimea».

UNA SITUAZIONE ESPLOSIVA - Nel frattempo il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha rilasciato un comunicato dai toni estremamente duri, con il quale ha affermato che le azioni intraprese da Mosca potrebbero avere conseguenze molto gravi. Minacce neanche tanto velate che hanno il sapore di un ultimatum. Occorre ricordare che gli Stati Uniti avevano schierato una flotta di navi militari sul mar Nero per prevenire possibili attentati terroristici in concomitanza con i giochi olimpici di Sochi. Ora le flotte russa e statunitense si scrutano da vicino attendendo gli esiti di una situazione potenzialmente esplosiva.

Andrea Castello

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