I Rolling Stones al Circo Massimo: polemiche sterili, errori ingenui

Il concerto dei Rolling Stones al Circo Massimo porta con sé le solite polemiche all'italiana. Ma Marino sul suolo pubblico un errore lo ha fatto...

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Il palco dei Rolling Stones al Circo Massimo (Facebook The Rolling Stones)

Il giorno dopo il concerto dei Rolling Stones al Circo Massimo a Roma, come prassi da buona Italietta culturale e politica che si rispetti, è il giorno delle polemiche. L’abitudine di farci del male da soli vanificando la rilevanza economica, turistica e di immagine che certi eventi possano rappresentare per l’Italia è dura a morire (il caso Springsteen a piazza del Plebiscito a Napoli, tra gli altri). Soprattutto quando (vedi Pompei) al netto di determinati eventi le nostre aree culturali fanno acqua da tutte le parti, in tutti i sensi.

TANTE POLEMICHE STERILI, POCHE DISCUSSIONI PRODUTTIVE - Il problema è distinguere dove finisca la polemica sterile e dove inizi invece la discussione produttiva. La cavalcata dell’onda del malumore populista era iniziata ieri nel peggiore dei modi possibili. Due le questioni principali in ballo: disagi correlati all’evento e suolo pubblico “svenduto” (su cui torneremo alla fine). La prima delle due ha rasentato il ridicolo: un concerto con 70 mila persona in pieno centro a Roma crea disagi e traffico. Perché invece, notoriamente, quando c’è una partita di cartello o un concerto allo stadio Olimpico le strade sono perfettamente libere e fruibili e si arriva a casa o alla metro in 5 minuti. Anche in occasione della giornata di beatificazione dei due papi il dispositivo per il traffico e la sicurezza aveva funzionato perfettamente, no?

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Le vie d’accesso a piazza San Pietro invase dai pellegrini il giorno della canonizzazione dei due papi (foto Massimo Sestini per la Polizia di Stato)

“TRAFFICO E DISAGI” - Per il concerto dei Rolling Stones al Circo Massimo era stato predisposto un piano del traffico alternativo che, al netto di alcuni inevitabili rallentamenti, ha funzionato egregiamente. Transito garantito per residenti e aventi diritto nella cosiddetta “zona rossa”, prolungamento dell’orario di apertura della metropolitana ed ampia pubblicizzazione su percorsi alternativi.  Ha poco da sbattersi il petto anche il Codacons per i provvedimenti adottati che “appaiono eccessivi e soprattutto in vigore con troppo anticipo rispetto l’orario del concerto”. Provino una volta nella vita ad andare ad un concerto dei Rolling Stones 2 ore prima dell’inizio, e ci dicano quanto tempo impiegano per arrivare alla location e com’è la posizione da cui vedono il palco. Tempistica organizzativa corretta, affermazioni semplicemente inadeguate.

RIFIUTI E TRASPARENZA M5S - Il giorno dopo, lo “scandalo” dei rifiuti. Chi va ad un concerto mangia, beve, e sporca. Il problema sarebbe magari verificare che tutti i venditori ambulanti nell’area interna ed esterna del concerto siano muniti di regolare licenza, mentre l’attenzione viene spostata sui cumuli di spazzatura lasciati al Circo Massimo. Brutto spettacolo da vedere, certo, ma difficilmente in eventi di tale portata (non solo in Italia), a causa del vero e proprio “stipamento da sardine” in cui il concerto viene vissuto, tutti gli spettatori raccolgono i propri rifiuti e se ne vanno a casa con un cumulo di spazzatura nello zainetto. Sempre tornando alla giornata di canonizzazione di Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII, l’inciviltà non è solo dei rocker…

 

Fortunatamente ai costi di pulizia provvede sempre e comunque l’organizzazione: come riferito da Marino, «l’intero costo delle spese sostenute per gli straordinari della polizia locale, la pulizia dell’area e il prolungamento degli orari dell’attività della metro B verrà sostenuta dagli organizzatori del concerto». Il Movimento 5 Stelle dal suo canto, al netto delle ennesime sterili polemiche sul “disagio arrecato ai cittadini”, chiede in un’interrogazione di Marcello De Vito che vengano resi pubblici gli incassi per Roma Capitale e per le aziende municipalizzate, gli eventuali costi sostenuti e il rendiconto dei costi dell’occupazione del suolo pubblico. In una giustificata e corretta opera di trasparenza.

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L’interrogazione di Marcello De Vito, del Gruppo Capitolino Movimento 5 stelle

SUOLO PUBBLICO, TARIFFA IRRISORIA - Ebbene, il nodo spinoso è probabilmente proprio quello del suolo pubblico. Il sindaco di Roma Ignazio Marino ha riferito di aver applicato l’attuale tariffa vigente (poco meno di 8 mila euro), mentre nelle propedeutiche al bilancio 2014 ha già provveduto “ad aumentare l’importo dell’occupazione di suolo pubblico per gli eventi a scopo di lucro di 2,5 volte”. Cambio che dovrà essere approvato “dall’Assemblea capitolina che potrà verificare se ci sono miglioramenti da apportare alla nostra proposta. Toccherà poi affrontare anche la questione di come le tariffe vengono applicate alle superfici”. La domanda è: poteva accelerare i tempi? E la risposta è sì, per un semplicissimo motivo. I Rolling Stones non hanno scelto il Circo Massimo e sono andati a bussare da Marino, ma è stato Marino a proporre l’area del Circo Massimo.

L’ERRORE DI MARINO: HA PROPOSTO LUI L’AREA - Marino doveva essere consapevole delle attuali tariffe, e consapevole quindi di aver concesso un’area storica per un evento a scopo di lucro che, di soli biglietti, ha fruttato a Rolling Stones e organizzatori circa 5 milioni di euro. E allora avrebbe potuto benissimo imporre alla giunta un’accelerazione dei lavori in merito. Non perché si debba lucrare necessariamente su un evento di tale rilevanza, ma perché è giusto mandare il messaggio che Roma  - e così tutti i comuni italiani dotati di tali potenzialità – possa offrire palcoscenici naturali di suggestione assoluta (i Rolling Stones quasi sicuramente produrranno un dvd con le riprese fatte dalla troupe al Circo Massimo, ndr) ad un costo ragionevole per il giro d’affari che l’evento produce.

L’ESEMPIO LONDRA (MIGLIORABILE) - A Londra per Hyde Park è in vigore una tassa (preventiva) di 2,5 sterline per ogni potenziale ingresso, quindi calcolata sulla capienza orientativa dell’area data in gestione. Si può fare di meglio: costo fisso dell’occupazione di suolo pubblico (legata all’importanza storico-culturale della location) e tassa di ingresso di valore minimo (2 euro?, ndr) su ogni biglietto effettivo venduto. Se lo si fa con la abbastanza ridicola tassa di soggiorno per i turisti, non si vede perché non lo si possa fare con un evento in un’area cittadina di grande valore culturale. Fermo restando che il Circo Massimo non è l’Olimpico e quindi non può – per posizione e conformazione – reggere ogni anno decine di eventi stile Rolling Stones, vedere l’antichissimo circo romano (prime strutture risalenti addirittura al 329 a.C.) riempirsi di musica e gioia 3, 4 o 5 volte all’anno, non sarebbe certo un dramma per i cittadini romani. A patto che viabilità e conservazione delle aree di rilevanza diventino prassi rodate e consolidate.

Francesco Guarino
@fraguarino

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