I repubblicani conquistano la Camera, ma il Senato resta ai democratici

Barack Obama

Barack Obama

Stati Uniti – Il presidente Obama nella sua notte più lunga, insieme ai suoi più stretti collaboratori, ha appreso nello Studio Ovale l’inevitabile notizia. I repubblicani hanno conquistato la maggioranza alla Camera dei rappresentanti, ma non sono riusciti ad ottenere la guida del Senato che resta nelle mani dei democratici, sebbene con una maggioranza più ristretta. Débâcle irrimediabile dunque o rovescio politico che rientra nel tradizionale ciclo elettorale statunitense? Anche Ronald Reagan, Bill Clinton e George W. Bush persero la maggioranza alle elezioni di Midterm, addirittura in entrambe le ali del Congresso. Obama e il suo establishment si aspettavano di perdere il controllo della Camera, ma ovviamente ciò non è sufficiente ad evitare preoccupazioni e tensioni in seno all’attuale amministrazione. Questa sera alle 18 ora italiana, il presidente Usa parlerà alla propria nazione per annunciare la linea d’azione della presidenza nei prossimi due anni di coabitazione con i repubblicani. Sono già stati convocati Nancy Pelosi e John Boenher, la speaker democratica uscente della Camera e il repubblicano che quasi sicuramente la sostituirà, al fine di trovare un comune terreno di intesa e lavorare insieme con profitto per il bene del popolo americano.

In due anni i consensi intorno al presidente sono stati progressivamente erosi da una situazione economica che ha soffocato la fiducia infusa dal presidente ai tempi della sua vittoria nel 2008. Obama ha perso numerosi voti quale risultato di due spinte contradditorie. Da un lato ha perso il sostegno di numerosi giovani, donne, ambientalisti e pacifisti che hanno rimproverato il presidente per non essere stato abbastanza audace nelle riforme. Dall’altro lato ha subito l’effetto dello spostamento a destra di molti elettori centristi e moderati che sotto la propaganda del Tea Party si sono convinti che l’attuale amministrazione abbia contribuito ad aggravare il deficit pubblico con le manovre di spesa pubblica decise per contrastare la crisi.

Tea Party
Tea Party

Prospettive future – Il risultato elettorale inevitabilmente aprirà una nuova fase nell’amministrazione al potere. C’è chi l’ha definita “Obama 2”. Alla Casa Bianca è di fatto in atto una sfida per le prossime elezioni del 2012. Attualmente il presidente si trova di fronte ad un bivio e dovrà fare una scelta: lavorare insieme ai repubblicani, cercando un costante compromesso con la nuova maggioranza alla Camera per evitare lo stallo legislativo oppure abbandonare la via moderata, rinunciare al dialogo bipartisan per assumere un atteggiamento più duro e audace. Is it time to learn the hard way”?

È probabile che il destino delle scelte dell’attuale amministrazione sia legato a doppio filo con l’andamento del ciclo economico, quasi a dire che sarà l’economia a decidere tutto. La popolazione reclama una ricetta che permetta loro di avere più posti di lavoro, che faccia uscire l’America dalla più grande recessione mai sentita dal lontano 1929. Se questi obiettivi strutturali non verranno raggiunti, molto probabilmente se ne attribuiranno le colpe ad Obama, ritenendolo responsabile di una fase di declino e atteggiamento low profile della nazione. Ma il presidente ha il carisma, le risorse e l’audacia per affrontare anche questa nuova sfida, l’importante è ricordare che per i miracoli non esiste ancora una ricetta efficace e rapida tra gli uomini.

Margherita Kochi


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