I problemi da spogliatoio, i fastidi più comuni che toccano gli sportivi

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Chi pratica sport è spesso soggetto a delle patologie tipiche e oggi in questo articolo parleremo della micosi inguinale e della pubalgia, due problemi che se messi sotto controllo possono essere ridimensionati.

La prima patologia è la micosi inguinale detta tinea cruris, che si manifesta con un arrossamento e con un forte prurito nelle parti intime. Sembra strano a dirlo ma la popolazione maschile sembra quella più soggetta a questo fungo. Ma come si manifesta questa micosi? Arrossamento della piega inguinale con prurito e nei casi più gravi anche la formazione di vesciche, l’infiammazione all’inguine e all’interno coscia può estendersi fino ai glutei e anche proseguire fino alla parte bassa dell’addome creando un vero e proprio fastidio durante l’allenamento.

L’attività sportiva tende a favorire la comparsa di una micosi a causa dell’eccessiva sudorazione che altera il ph della pelle e anche per la promiscuità degli spogliatoi. Infatti l’ambiente che favorisce il proliferarsi di questo fungo Trichophyton rubrum è un ambiente caldo umido che si crea perfettamente nelle parti inguinali e in più l’uso di tessuti sintetici che non fanno traspirare la pelle.

La micosi inguinale si può controllare senza problemi, è una patologia fastidiosa ma che può essere eliminata con un trattamento topico e con degli accorgimenti di stile di vita. Prima di tutto è consigliabile applicare una pomata o una crema a base di clotrimazolo o di bifonazolo facilmente reperibili in farmacia e che non hanno bisogno di alcuna prescrizione medica.  In più è preferibile utilizzare tessuti di cotone per far trasparire la pelle e asciugare dopo la doccia la zona inguinale con un asciugamano, per evitare la formazione di un ambiente umido.

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Un altro tipo di micosi tipica dello sportivo è il cosiddetto piede dell’atleta, anch’esso favorito da un ambiente umido come una scarpa da ginnastica che non fa traspirare. Anche in questo caso il trattamento topico è il medesimo della micosi inguinale ed è facilmente risolvibile.

L’altro problema che si manifesta a chi pratica molto sport è la pubalgia; comincia con un dolore nella zona del pube che si irradia presto fino all’interno coscia. Si tratta di una sindrome dolorosa che insorge soprattutto nei casi di soggetti che praticano sport quali il calcio, la scherma, il pattinaggio, il ciclismo, il tennis e che spesso si manifesta anche nei ballerini. Oggi vi spiegheremo quali sono le cause e, soprattutto, come si cura questo fastidioso dolore che spesso può diventare invalidante.

È ormai chiaro che le origini della pubalgia siano riconducibili ad un uso eccessivo dei muscoli adduttori della coscia che sia associato a microtraumi ripetuti. In caso di pubalgia, si avverte un dolore muscolo-tendineo che si presenta con diversi gradi di lesione dei muscoli della zona frontale e bassa dell’addome e della sinfisi pubica.  In genere, il dolore si manifesta subito al risveglio e si acuisce non appena si comincia a far attività fisica. Subito dopo la fase di riscaldamento, però, scompare. È per questo che molti, nonostante l’infiammazione, proseguono nell’allenamento, contribuendo a negare il riposo al muscolo del quale avrebbe bisogno.

Nelle fasi più acute, accade che proprio durante l’attività sportiva, il dolore si manifesti all’improvviso, impedendo il normale prosieguo dell’allenamento. La pubalgia, che è dunque, può portare ad una cronicizzazione del dolore ed è pertanto di fondamentale importanza intervenire in tempo sia con un trattamento fisioterapico, sia con un trattamento farmacologico, entrami inevitabilmente sostenuti da un forzato periodo di riposo assoluto.

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Coloro che vengono colpiti dalla pubalgia sono, in genere, atleti che si concentrano su un allenamento specifico che interessa alcuni muscoli in particolare che vengono sottoposti ad uno sforzo eccessivo attraverso movimenti ripetuti. Si tratta, dunque, di una patologia da sovraccarico che interessa i punti di inserzione sull’osso pubico di più di un muscolo.

Il sovraccarico funzionale che genera l’infiammazione e, di conseguenza, il dolore invalidante, è causato da diversi fattori. Ad esempio, lo sbilanciamento funzionale tra i muscoli addominali deboli e i muscoli adduttori forti, oppure una debolezza dei muscoli addominali o inguinali o, ancora, la contrattura di alcuni muscoli, in particolare i flessori dell’anca, che generano anche una alterazione della postura, alla base di una curvatura lombare o di patologie congenite dell’anca.

Ma, in realtà, vi sono anche altri fattori che possono contribuire alla patologia e che sono esterni. Spesso, in caso di pubalgia è utile prendere in esame il terreno su cui si praticano gli allenamenti: se questo si presenta troppo cedevole o, peggio, particolarmente irregolare, è molto probabile che, sia la causa dell’infiammazione. È necessario fare molta attenzione anche al tipo di calzature che si utilizzano per allenarsi. Anche queste, infatti, potrebbero essere alla base di un’infiammazione.

Foto via staibene.it, bimbisaniebelli.it, mbamutua.org

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