I problemi di Berlusconi: magistrati spioni e donne in rivolta

Milano – Sbraita e scalcia il premier. Non ci sta ad essere preso di mira. Non gli piace per niente che la sua vita privata sia messa sotto la lente del microscopio. Nel videomessaggio settimanale ai promotori della libertà, ha affermato che in Italia «alcuni magistrati perseverano nell’intromettersi in modo illegittimo nella vita privata dei cittadini e i giornali – ha detto Berlusconi- appaiono concentrati solo a guardare queste vicende come dal buco della serratura», una perdita di tempo di fronte ai «cambiamenti epocali in atto nel mondo». Mal comune mezzo gaudio, verrebbe da dire. Il capo del Governo dimentica, quando gli fa comodo, la posizione che ricopre nel paese, i reati che gli sono stati imputati e la totale mancanza di intenti di presentarsi davanti ai magistrati. Non è da tutti. La maggior parte degli italiani non deve né nascondere né giustificare i propri atti, e  il capo di Governo è uno solo.

La villa di Arcore dove si sono svolte alcune delle cene hard

Dietro il buco della serratura di molti italiani, si vede la disperazione di chi non riesce a sbarcare il lunario, di chi aspetta una mossa del governo per avere una manovra economica che dia speranza nel futuro. In pochi si possono permettere di sollazzarsi con minorenni e non, per allietare le proprie cene tra amici pagandole migliaia di euro a serata.  Lo dimostrano gli scontri avvenuti domenica scorsa davanti alla villa di Arcore, quando centinaia di manifestanti hanno urlato “dimettiti”, mentre il premier era asserragliato al suo interno. Tafferugli inutili se non addirittura dannosi, che poco hanno a che vedere con una protesta degna di un paese democratico. È vero che in tanti vorrebbero vedere Silvio Berlusconi a casa, se non dietro le sbarre, ma in una democrazia è necessario usare mezzi democratici. Altrimenti l’Italia diventa come l’Egitto di Mubarak, il fantomatico zio di Ruby. Nel mentre la magistratura sta decidendo quando rinviare a giudizio immediato il premier per i reati che gli sono stati contestati, concussione e istigazione alla prostituzione minorile.

Il berlusconismo è duro a morire. Ancora in tanti credono nel premier. Ancora in tanti lo giustificano. Fintanto che una parte degli italiani lo vorrà come capo del Governo a poco serviranno le battaglie in piazza,  e ancora meno servirà la “presa della Bastiglia” paventata da Di Pietro. Se le statistiche dicono il vero, Silvio Berlusconi ha ancora dalla sua parte un quarto dell’elettorato italiano. Una cifra non da poco di cui bisogna tener conto. E bisogna anche riflettere sul fatto che le preferenze dell’elettorato perse dal premier non si sono spostate verso l’opposizione. Probabilmente perché il Pd continua a non avere un leader credibile che rappresenti un’alternativa degna alla leadership berlusconiana.

Il 13 febbraio scenderanno nelle piazze italiane, per protestare contro il berlusconismo e tutto ciò che esso rappresenta, le donne che non si riconoscono nel modello femminile che dopo gli scandali, sembra quello prevalente nel nostro paese. Un modello che vede le donne costrette a prostituirsi pur di avere un posto al sole, rappresentate dalle ragazze in abiti succinti che calcano i palcoscenici delle reti televisive e dalle escort che frequentano le ville del premier. Una gran parte delle donne italiane dicono basta e hanno deciso di manifestare il loro dissenso. Voci femminili autorevoli parlano di una battaglia senza armi contro le pubblicità che relegano la donna dietro ai fornelli, a trasmissioni televisive che costringono le donne a mostrare il loro corpo con pochi veli. Le donne scendono in piazza per difendere la loro dignità e per far si che le lotte femminili degli anni ’70 non sono state vane.

Sabina Sestu

Foto: 1.bp.blogspot.com; milocca.files.wordpress.com; profile.ak.fbcdn.net

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Una risposta a I problemi di Berlusconi: magistrati spioni e donne in rivolta

  1. avatar
    Paolo 30/04/2011 a 16:03

    nella foto non è rappresentata la villa di Arcore

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