I migliori album hard rock del 2013: dagli Alter Bridge, ai Motorhead

ab-fortress - truemetal it migliori album hard rock del 2013

‘Fortress’, quarto disco in studio degli Alter Bridge (truemetal.it)

Manca solamente una manciata di ore alla chiusura di questo 2013. E’ tempo quindi di fare dei bilanci riguardo a quanto accaduto durante il corso dell’anno da un punto di vista di uscite discografiche. Dopo una selezione dei dischi più significativi dell’anno solare, vi proponiamo una Top 5 di quelli che secondo noi sono stati i migliori album hard rock del 2013. La scelta è difficile, data la mole di dischi pubblicati in ambito hard rock/heavy metal, ma alcune pubblicazioni, per un motivo o per l’altro si distinguono, elevandosi a un livello superiore rispetto alle altre.

ALTER BRIDGE – E’ il caso di Fortress, la quarta fatica in studio degli Alter Bridge: la premiata ditta Kennedy, Tremonti, Marshall, Phillips ha sfornato un disco roccioso, compatto, probabilmente il migliore della loro intera discografia. L’impressione è che la band nata dalle ceneri dei Creed abbia trovato la sua dimensione e il suo equilibrio musicale tra ballate rock e brani di violento e moderno heavy metal. E il successo di vendite è la conferma ulteriore della qualità di Fortress, un album il cui valore non può essere negato nemmeno da coloro i quali non apprezzano lo stile musicale del quartetto di Orlando.

MOTORHEAD – Altro disco che rappresenta una conferma e al tempo stesso una piacevole sorpresa è stato il recente Aftershock, il ventunesimo album dei Motorhead. Una conferma in quanto Lemmy e soci hanno sempre sfornato prove discografiche di buon livello, senza variare di molto la ricetta della loro musica. Nella loro vastissima discografia spiccano tuttavia alcune prove discografiche meglio riuscite, più complete e ispirate. E’ il caso appunto di Aftershock, un disco massiccio e veloce, impreziosito da ottimi brani schiacciasassi, alcune piacevoli virate nell’hard blues e una sensazione generale che tutti i membri del trio fossero particolarmente ispirati in fase di registrazione e composizione. Aftershock è il miglior disco dei Motorhead degli ultimi dieci anni. In questo sta la sorpresa: che una band sulle scene da quasi 40 anni riesca ancora a sfornare ottime prove discografiche, quando ci si aspetterebbe una lenta e inesorabile discesa in una sciatta mancanza di ispirazione, caratteristica principale di molte band coetanee dei Motorhead ancora in attività.

motorhead_aftershock_cover migliori album hard rock del 2013

La copertina di ‘Aftershock’ (classicrockmagazine.com)

ALICE IN CHAINS – Un’altra pubblicazione che deve essere segnalata obbligatoriamente è The Devil Put Dinosaurs Here, quinto Lp in studio degli Alice In Chains. L’avvicendamento al microfono tra William DuVall e il compianto Layne Staley aveva fatto storcere il naso a molti, convinti dell’insostituibilità del bravissimo cantante morto di overdose nel 2002. Certo, la potentissima voce di Staley rappresentava il più importante marchio di fabbrica della band di Seattle, ma già il precedente Black Gives Way to Blue aveva mostrato una band in salute e desiderosa di proseguire un discorso musicale ormai iniziato a metà degli anni ’80. The Devil Put Dinosaurs Here è un album completo, senza cali di tono, che mostra una band ancora affiatata, un Jerry Cantrell che in termini di songwriting possiede ancora numerose frecce al suo arco e un William DuVall che canta con personalità senza temere il confronto con il suo più illustre predecessore.

BUCKCHERRY – Dopo tre mostri sacri del rock duro spazio a due band “minori” che meritano, secondo noi, maggiore attenzione e rispetto. Una di queste band risponde al nome di Buckcherry: ormai in attività dalle fine degli anni ’90, la band capitanata da Josh Todd ha sfornato l’ennesimo buon album, Confessions: una prova ispirata, potente, dove ottimo hard rock marcio e potente si alterna con alcune ballate di ottima fattura. I Buckcherry stanno mantenendo in vita l’hard rock di stampo Usa con passione e costanza e meriterebbero una considerazione maggiore di un pubblico che li considera troppo spesso ancora una band di serie B.

VISTA CHINO – Concludiamo questa Top con un piacevole e attesissimo ritorno: quello dei Kyuss, sotto il nome di Vista Chino. La reunion del 2010, con svariati cambi di nome per questioni legali ha riportato lo stoner rock dei Kyuss sui palchi di tutto il mondo, prima dell’entrata in studio, sotto il nome di Vista Chino per la registrazione di un nuovo album di inediti. Josh Homme non c’è più, ma poco importa: la coppia Bjork-Garcia riprende il mano il discorso interrotto con …And the Circus Leaves Town datato 1995, e sforna un album pesante come un macigno, psichedelico, desertico e sabbioso. Peace è un album che ha riportato la musica dei Kyuss nei negozi come se fossero passati pochi mesi da quel ..And the Circus Leaves Town ormai vecchio di 20 anni, in un continuum musicale che risulta ancora attuale e al passo con i tempi.

Alberto Staiz

@AlStaiz

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