I metodi più bizzarri per combattere l’influenza

Paese che vai, rimedio della nonna che trovi. Questo quanto emerso da un recente studio della Hong Kong Polytechnic University che ha preso in esame un campione di over 65 enni provenienti da nove Paesi del mondo

di Claudia Vallini

Anche quest’anno la temuta influenza è alle porte e potrebbe già accoglierci a braccia aperte entro poche settimane, se non addirittura attenderci sotto l’albero di Natale. Ai nastri di partenza anche la campagna di vaccinazione antinfluenzale consigliata ai soggetti a rischio, come anziani, bambini, ragazzi, adulti affetti da malattie croniche,  famigliari di persone a rischio, medici e personale ospedaliero, addetti ai pubblici esercizi. Nonostante le raccomandazioni dei medici, tra la maggioranza della popolazione la reticenza verso il vaccino è ancora piuttosto alta. Dallo studio dei ricercatori di Hong Kong, condotto su centinaia di over 65 enni provenienti da Cina, Brasile, Nigeria, Indonesia, Turchia, Grecia, Corea del Sud, Canada e Gran Bretagna, è emerso che chi sceglie di vaccinarsi lo fa per il timore delle complicazioni che l’influenza porta con sé, ha già subito vaccinazioni in passato senza risentire degli effetti collaterali, ha facile accesso agli ambulatori dove le vaccinazioni vengono effettuate e può permettersi di pagare il vaccino o di usufruirne gratuitamente o a basso costo grazie al servizio sanitario nazionale del proprio Paese. Al contrario chi sceglie di non vaccinarsi ritiene inutile il vaccino a scopo preventivo, non teme gli eventuali effetti collaterali del virus influenzale e considera sufficienti uno stile di vita sano e una corretta alimentazione,  non ha facile accesso alle strutture sanitarie nel proprio Paese,  ritiene che i vaccini siano solo un modo per riempire le tasche delle industrie farmaceutiche e preferisce ricorrere ai metodi naturali e omeopatici, se non addirittura ai cosiddetti “rimedi della nonna” verso i quali la medicina ufficiale non può che storcere il naso.

Tra i 9 Paesi analizzati è emerso che quello in cui ci si vaccina di più è il Canada con il 93% della popolazione, mentre all’ultimo posto c’è la Nigeria con il 31%. Ma quali i metodi tradizionali più utilizzati? In Indonesia il kerokan, in cui una moneta viene strofinata sulla schiena, ritenendola idonea a stimolare l’afflusso del sangue sulla superficie cutanea, a guarire le ferite e a liberarsi degli spiriti cattivi che ci fanno ammalare, ritenendo che tali spiriti siano attratti, guarda caso,  dal denaro. In Corea del Sud si mangiano pere cotte al vapore, la cui efficacia antinfluenzale è ancora da dimostrare ma che sicuramente male non fanno, in Canada si ingurgita aglio a go-go e in Grecia il classico aglio, yogurt e miele. In Turchia, Brasile e Nigeria ci si affida a bevande calde con zenzero e limone, la prima è infatti una spezia spesso usata in caso di faringiti, sinusiti, tracheiti e bronchiti e ha proprietà antinfiammatorie, mentre il limone è una preziosa fonte di vitamina C.

L’Italia, pur non rientrando tra i 9 Paesi presi in esame dalla ricerca, non è certo da meno in quanto a rimedi della nonna. Ecco che dai noi è in voga il vino cotto con zucchero e cannella, per non parlare del tanto acclamato latte e cognac, sicuramente più allettante delle tonnellate di aglio dei canadesi. E poi le pappette di farina di riso sul petto, il miele di eucalipto, i suffumigi con erbe balsamiche e i rimedi naturali come la propoli e l’echinacea. Si consiglia anche di bere tanti liquidi, minestre e brodi caldi che aiutano a fluidificare il muco in caso di raffreddore, di fare gargarismi con il succo di limone diluito in acqua e sale, e se presente il mal di testa di tagliare a fette una patata e di applicare le fette sulla fronte con un foulard per tenerle ferme. C’è proprio da augurarsi che il metodo funzioni e non solo, sarebbe preferibile adottarlo quando si è soli in casa! Addirittura il succo di cipolla viene ritenuto un ottimo antinfiammatorio e antisettico per le vie respiratorie, se e quando si riesce a trovare il coraggio di berlo! Per fortuna si può cercare di prevenire l’influenza anche con un’alimentazione corretta, per questo la natura ci ha fornito ottimi prodotti di stagione, e in autunno e inverno bisogna dare via libera a frutta e verdura come broccoli, zucche, agrumi e minestre. Quale scusa migliore nel Bel Paese per prevenire e combattere l’influenza che mettere le gambe sotto al tavolo e mangiare quanto di meglio la nostra cucina ci offre, accompagnato da un buon bicchiere di vino? Cin cin e buona influenza a tutti!

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