I marò tornano in India: Terzi spiega e non si dimette

marò (lettera43.it)

I due militari italiani, diretti in India (lettera43.it)

Roma – Alla fine i due marò hanno ripreso la via dell’India. Massimiliano Latorre e Salvatore Gironi, accusati dell’omicidio di due pescatori indiani, stanno facendo ritorno in India in queste ore per partecipare alle prossime fasi del processo a loro carico e affrontare l’eventuale sentenza; il tira-e-molla dei governi e dei tribunali è finalmente giunto a una svolta, obbligando i due militari italiani a modificare di nuovo i loro programmi.

La notizia è giunta nel tardo pomeriggio di ieri, attraverso i canali della Farnesina; è stato il sottosegretario agli Esteri, Staffan De Mistura a spiegare la scelta del governo: «la parola data da un italiano è sacra – ha dichiarato il sottosegretario – avevamo sospeso il loro rientro in attesa che New Delhi garantisse alcune condizioni». Garanzie che, stando a quanto sostiene il nostro governo, sarebbero arrivate; quantomeno la garanzia che ai nostri due marò, se riconosciuti colpevoli, non sarà applicata la pena capitale, ancora in vigore nel paese asiatico.

I due militari italiani risiederanno in ambasciata e «non correranno alcun rischio di arresto», ha spiegato il ministro degli Esteri indiano Salman Khurshid, aggiungendo anche che «il loro processo in India non rientra nei rarissimi casi in cui è prevista l’applicazione della pena di morte». Latorre e Gironi risiederanno nella nostra ambasciata e saranno liberi di circolare, come ha spiegato anche De Mistura, e, in caso di condanna, è probabile che scontino la pena nelle carceri italiane.

Le polemiche politiche e civili si sono susseguite per tutta la serata e la nottata, con commenti spesso infuriati di molti per questo improvviso cambiamento di linea di comportamento, letto come troppo prossimo a una resa su tutta la linea con il sacrificio dei due marò. Per l’India sembra effettivamente un successo diplomatico su tutta la linea, in conclusione di un braccio di ferro che sembrava potersi concludere in tutt’altra maniera, tanto da spingere i pescatori della regione del Kerala a festeggiare per la decisione del governo italiano.
«Qualcuno in maniera inqualificabile, parlo del governo italiano, ha detto a Girone che poteva non rispettare l’impegno preso con l’India – ha dichiarato il sindaco di Bari, Michele Emiliano – gli ha detto che poteva restare a casa e che tutto era stato risolto dal governo che così ha avuto momenti di visibilità a cavallo delle elezioni».

Un’accusa precisa e pesante per il comportamento del ministro Terzi e del presidente Monti, che ha subito smosso altre dichiarazioni da parte dei politici interessati. «La situazione si sta normalizzando e non stiamo mandando i nostri militari allo sbaraglio», ha detto Terzi a Repubblica; senza lo strappo «non avremmo potuto contrattare con il governo indiano le condizioni attuali, che prevedono per loro condizioni di vivibilità quotidiana nel paese e la garanzia che non verrà applicata la pena massima» ha spiegato, aggiungendo che non si dimetterà.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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