I girasoli di Van Gogh stanno appassendo

L'opera di Van Gogh

L'opera di Van Gogh

I meravigliosi girasoli di Vincent Van Gogh, celebre pittore olandese, rischiano di appassire. La tonalità di giallo usata dall’artista infatti per dipingerli è risultata particolarmente sensibile alla riduzione della luce, di conseguenza sta andando inesorabilmente  scurendosi. A rivelarlo è stato uno studio condotto dal Cnr insieme all’Università di Perugia.

La serie di dipinti (in olio su tela) iniziarono ad essre creati dal grande maestro nel 1888, rappresentando le varie fasi della fioritura del girasole, dal bocciolo fino all’appassimento. Una di queste raffigurazioni andò anche in regalo ad un famoso amico francese del pittore, Paul Gauguin.

Adriano Ferrarato

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3 Risponde a I girasoli di Van Gogh stanno appassendo

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    Antonio De Robertis 15/02/2011 a 15:04

    IL VIZIO DELLA SOLITA DOPPIA DISINFORMAZIONE

    Già alcuni mesi fa lamentavo nei blog il fatto che i principali mezzi di (dis)informazione segnalavano il furto al Cairo di un quadro di Van Gogh accompagnando il testo con la foto di un altro quadro(giudicato oltretutto da tempo non autografo dai massimi studiosi al mondo) che si trova in un museo negli USA.Ora devo purtroppo ripetermi perchè il Corriere della Sera,la Stampa e altri giornali e blog annunciano in articoli molto documentati come l’alterazione del giallo di cromo verso il marrone si manifesti di più nella versione dei girasoli del museo Van Gogh rispetto a quella della National Gallery di Londra e poi allegano invece la fotografia della terza versione di Tokio(oltretutto stampata al rovescio!) senza ricordarsi che questo quadro è chiacchierato negli ambienti internazionali da più di 15 anni,da quando il sottoscritto ne denunciò la falsità in un memorabile articolo apparso proprio sulla terza pagina del Corriere della Sera del 27 gennaio 1994.Nei girasoli di Tokio il giallo tiene meglio perchè Gauguin,che ne è stato il vero esecutore(vedi mio blog http://www.vangoghiamo.altervista.org ),usava acquistare colori di qualità migliore di quelli di Van Gogh.Ora vi chiedo: per Van Gogh è più dannosa questa totale disinformazione o l’alterazione del giallo di cromo?Lascio a voi decidere.

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    Antonio De Robertis 15/02/2011 a 18:02

    L’ALTERAZIONE PROGRESSIVA DEL GIALLO DI CROMO IN MARRONE NEI QUADRI DI VAN GOGH.

    E’ di questi giorni la notizia dell’ultimo studio condotto sulle alterazioni delle gradazioni di giallo cromo nei quadri di Van Gogh da un gruppo internazionale di ricercatori coordinati da Letizia Monico dell’Università di Perugia e da Koen Janssens dell’Università di Antwerp, in Belgio, che ne riferiscono in un articolo pubblicato sulla rivista Analytical ChemistrySecondo questa ricerca il giallo cromo tende a scurirsi se esposto alla luce solare, ma non tutti i quadri che contengono quel colore sono affetti da un tale processo che inoltre si può sviluppare a velocità anche molto differenti.Per esempio è quello che sta succedendo nella versione dei girasoli esposta nel museo Van Gogh di Amsterdam,ma che non avviene per quella esposta alla National Gallery di Londra.Mi permetto qui di far rilevare che lo stesso Van Gogh si era già posto il problema proprio nei giorni in cui dipingeva i girasoli.Nella lettera 527 al fratello Theo dell’agosto 1888 scrive:”….Vorresti chiedere a Tasset la sua opinione sul problema seguente.A me sembra che più un colore è mescolato finemente,meglio viene saturato dal’olio….”.Era convinto che i colori di Tasset&Lothe fossero migliori di quelli del père Tanguy,da cui si riforniva di tanto in tanto,come pure dai f.lli Bourgeois.Usava tre tipi di giallo di cromo,indicati come 1°,2°,3°.Mi risulta che per entrambe le versioni di girasoli di Amsterdam e di Londra,sebbene realizzate a circa 6 mesi di distanza,utilizzò i tubetti di giallo di cromo di Tasset.Come mai i due quadri hanno reagito diversamente al tempo?Non sono uno scienziato ma posso dire che può aver influito la diversa ambientazione ed esposizione alla luce,forse anche il fatto che il quadro di Amsterdam dall’inizio del ‘900 ha viaggiato molto per esposizioni temporanee in Europa e in America,mentre quello di Londra non si è quasi mai mosso dalla casa dei Van Gogh(fu prestato per un certo tempo al pittore Isaac Israel nel 1917) nè successivamente dalla National Gallery,che lo acquistò direttamente dalla vedova di Theo Van Gogh nel 1923.E’ una cosa che deve far riflettere se sia opportuno mandare i quadri in giro per il mondo come avviene spesso oggi piuttosto che invogliare la gente a spostarsi.Il problema della luce è devastante anche per altri pigmenti,i rossi della lacca geranio per esempio contengono eosina,che cogli anni sbiadisce e tende verso l’azzurro/viola.Se ne sono accorti i tecnici dei Laboratoires de France,collegati col museo del Louvre,quando nella preparazione della mostra sul dott.Gachet nel gennaio 1999,presero a confrontare tutte le opere di Van Gogh donate dal medico alla Francia con le copie fedeli all’acquerello che lo stesso aveva fatto realizzare dalla sua giovane governante Blanche Derousse all’inizio del ‘900.Ebbene risultò che i colori dei quadri di Van Gogh erano sbiaditi mentre gli acquerelli conservavano ancora la freschezza e la verità di un tempo.Questo in particolare per i rossi.Quando poi si tolsero le cornici dei quadri,in particolare quello di una delle due versioni quadrate dei due bimbi ritratti a Auvers ci si accorse a conferma di quanto la luce fosse nociva che la parte di circa uno-due cm.che era nascosta dietro la cornice aveva i colori originari,perchè non era stata intaccata da anni di esposizione alla luce come il resto.

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    Adriano Ferrarato 16/02/2011 a 13:24

    Gentile De Robertis,
    La ringrazio vivamente per la dotta precisazione!
    Quello che però in questa sede mi preme sottolineare è che la foto del quadro che è stata scelta per quest’articolo era puramente dimostrativa. Nel nostro ambito di lavoro, esiste almeno un lettore che non ha mai visto la splendida opera del pittore olandese.
    Quello che tuttavia io e la redazione non gradiamo in nessun modo è stato il suo più che evidente “pubblicizzarsi” (vedere sopra il link del suo blog), dato che il nostro mestiere è fare informazione pura e non sponsorizzazione, e lei in pratica l’ha fatta in modo del tutto gratuita e onestamente poco opportuna. Un esperto d’arte come lei non ha bisogno sicuramente di questi mezzi per amare e “spiegare” gli splendidi capolavori di Van Gogh.
    Distinti saluti,
    Adriano Ferrarato

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