I fronti caldi di un’Europa che non c’è

europa immigrazione

Ancora 300 migranti inghiottiti dalle acque nell’indifferenza europea (intelligonews.it)

Bruxelles – Europa delle nazioni o dei popoli? La domanda sembrerebbe retorica e magari priva di senso in quanto nazione e popolo non sono concetti  - in se stessi – escludenti. E tuttavia assistiamo al paradosso di una scelta illogica e inaccettabile.

MARE NON NOSTRUM – L’orrore nel Mediterraneo con la morte di oltre 300 immigrati inghiottiti nelle acque dell’indifferenza europea sta tutto nella sciagurata sostituzione di mare nostrum – che ha salvato in un anno quasi duecentomila naufraghi – con il ridicolo Triton il quale costa quattro volte meno in termini puramente economici, ma non in morti. Tanti, troppi per chiunque abbia anche un minimale senso della coscienza. Incredibile la riflessione ex post di queste ore come se non fosse chiaro a tutti che l’operazione voluta dal governo Letta avesse chiaro – per quanto costoso e sulle spalle della sola Italia – il solo intento di salvare vite umane. Accorgersi solo adesso che mare nostrum non pagava in termini politici ma vinceva sul piano umanitario è penoso oltre che scandaloso; e anche in questo caso si è scelta l’europa delle nazioni prive dei popoli, come trovare il guscio vuoto perfetto. Ci si chiede che senso possiede l’europa delle sue nazioni senza i suoi popoli e senza i valori vissuti dalla gente. Sembrerebbe incredibile eppure è successo persino che Frontex, l’agenzia per il controllo delle frontiere esterne, ammoniva qualche settimana fa l’Italia, colpevole di prestare soccorso ai barconi in difficoltà anche in aree al di fuori dalle zone di competenza della missione Triton. E il suo  direttore lamenta come, sulla base di chiamate di telefoni satellitari, gli italiani intervengano immediatamente con pattugliatori d’altura. Un’azione che è ritenuta «non necessaria né conveniente sotto il profilo dei costi».

GRECIA IN RIVOLTA – L’attuale situazione greca – poi – è un ulteriore segno di questo bivio illogico da rigettare poiché per quanto sia vero che la Grecia abbia tutto il dovere di pagare i propri debiti, è altrettanto sacrosanto il diritto del popolo greco a determinare la propria sovranità di governo con una pianificazione di rientro dal debito non disgiunto da politiche di crescita e di sostegno sociale: in tutto il paese mancano medicinali essenziali, gli stipendi sono sotto la soglia della dignità, la povertà dilaga mangiandosi il ceto medio. Anche in questo caso la Grecia sembrerebbe solo uno scarno foglio excel, una polis senza i cittadini e senza che vengano presi in considerazione le istanze sociali di un popolo allo stremo. Nella terra dei classici che hanno inventato la tragedia, ecco il consumarsi di un delitto contro l’ideale dei padri europei e contro il reale vissuto dei cittadini che si affidano alla politica. L’europa è cosi germanocentrica da imporre sempre e comunque il suo vocabolario in cui la parola «debito» assume i connotati semantici criminali ( Schuld in tedesco significa debito ma anche colpa, reato). Da qui la confusione perversa – quasi isterica – fra etica ed economia dove i numeri travalicano i cittadini, dove le percentuali sono più importanti della vita reale. Quello che per noi europei era un vanto persino rispetto agli Stati Uniti – cioè lo stato sociale e solidale –  adesso viene rinnegato senza peraltro una prospettiva di crescita. Una lesione dei principi del progetto di sussidiarietà europea che con la crisi ucraina raggiunge il suo apice autodistruttivo.

PAURA UCRAINA – E Mentre a Minsk Hollande e Merkel provano a salvare il continente dallo spettro di una guerra con Putin, pochi minuti fa voci parlavano di un cessate il fuoco nelle zone dell’est ucraino. Ma la situazione è gravissima sul piano delle responsabilità di Bruxelles, così come si chiede – e noi con lui – il direttore Enrico Mentana su Facebook:

Domande facili facili: perché a trattare con Putin per scongiurare la guerra in Ucraina sono andati la Merkel e Hollande? Chi li ha delegati? A nome di chi parlavano? Perché non c’erano altri leader europei? Perché non c’era il presidente della commissione UE Juncker? O quello del consiglio dei premier Tusk? O l’alto rappresentante per la politica internazionale e la sicurezza Mogherini? Presidente Renzi, è tutto normale?

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Il cancelliere tedesco Angela Merkel e il primo ministro greco Alexis Tsipras (Parapolitika.it)

Si spera che Minsk plus – cosi come viene chiamato l’accordo di queste ore – porti ad una soluzione più efficace rispetto a mesi fa dentro il quale ci siano non solo la fine dei bombardamenti ma anche reciproco rilascio dei prigionieri, controllo delle frontiere, ritiro delle armi pesanti, aiuti alla popolazione. Rimane l’amaro in bocca per l’invisibilità di Juncker e della Mogherini, le voci afone di un’europa pavida e anonima. il premier Matteo Renzi è pregato di uscire dal gioco del nascondino e dire qualcosa alla Telemaco  in questo momento di grande anonimato politico da parte dell’UE. Anche perché la misura è colma dentro le nostre coscienza di cittadini davvero innamorati del sogno europeo che – via via – si sta trasformando sempre più in un incubo dal quale svegliarsi e fuggire immediatamente.

Giuseppe Trapani

Foto || parapolitika.it; intelligonews.it

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