E i francesi che si incazzano… ma Nibali è monsieur le Tour

Vincenzo Nibali in giallo a Parigi: un sogno diventato realtà, nonostante le malilingue francesi

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Vincenzo Nibali e il team Astana all’inizio dell’ultima tappa (hdnux.com)

Parigi – Lasciamo che i francesi si incazzino pure. E lasciamo pure che abbiano riservato i titoli di ieri ai due connazionali sul podio, perché su quel podio ci sono saliti al fianco di Vincenzo Nibali, vincitore del Tour de France 2014. Per loro non succedeva dal 1984, ma noi nel frattempo di Tour ne abbiamo vinti due, uno più bello dell’altro.
Tra giornali che tacciono o parlano a sproposito, dominio sulla strada e invidia francese, ecco il nostro racconto dell’ultima tappa del Tour de France e della grande festa.

UN DOMINIO – Vincenzo Nibali al Tour de France 2014 è stato un dominatore: l’irritazione può forse provenire da questa sottomissione della strada, nell’anno in cui i due grandi favoriti hanno dovuto rinunciare lungo il percorso e i francesi si son trovati a un passo – lungo quasi otto minuti – da un trionfo che manca dai tempi di Hinault. Eliminati Contador e Froome dalle cadute, forse qualcuno in Francia può aver sperato che Valverde e Nibali non fossero forti come sembrava allora: sullo spagnolo avevano visto giusto, su Nibali hanno dovuto ricredersi.

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La copertina – digitale – dell’Equipe di ieri (gazzetta.it)

RABBIA & INVIDIA – E, tutto sommato, forse qualcuno in squadra spera ancora di vedere un francese vincitore postumo del Tour. Nelle conferenze stampa e negli articoli dei giornali d’Oltralpe, il dubbio del doping (di squadra) per Nibali e la Astana rimangono una costante, come l’accostamento al dottor Ferrari, uno degli stregoni del ciclismo vietato del decennio passato. Ma, come dimostrano gli atti giudiziari, Nibali non ha mai avuto a che fare con questi soggetti e possiamo dire la sua vittoria pulita e serena.
Il distacco inflitto ai rivali, poi, risponde alle velate critiche, ai tentativi di sminuire la vittoria di Nibali sottolineando l’assenza dei due grandi favoriti: gli assenti, nello sport, hanno sempre torto e, dopotutto, non cadere fa parte del gioco almeno quanto staccare i rivali in montagna: Nibali sul pavé ha preso il volo, mentre Contador a stento rimaneva in bici.

DIMENTICANZE GIORNALISTICHE – Succede così che i titoli di giornale della domenica mattina – la domenica in cui finisce il Tour – si concentrino più su Peraud e Pinot che su Nibali. Addirittura le testate tedesche titolano di Martin, vincitore della cronometro, ma relegano a sottotitolo la prestazione della maglia gialla.
Non sono poi da meglio i giornali italiani, che hanno dedicato ampio spazio al calciomercato, dimenticandosi di un italiano in maglia gialla per 19 tappe su 21. Proviamo anche solo per un istante a immaginare cosa sarebbe accaduto se la cavalcata vincente fosse stata quella della nazionale di calcio ai mondiali o della Juventus in Champions league: trovare uno dei motivi per la carenza di fondi e sponsor nel ciclismo italiano diventa allora facile.

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Vincenzo Nibali a Parigi (repubblica.it)

VILLE LUMIERE – La capitale francese anche quest’anno ha ospitato, come tradizione vuole, l’ultimo traguardo del Tour de France; la tradizione, nel ciclismo, è tutto, e l’arrivo sugli Champs-Élysées è un rituale che si ripete fin dal 1975. Traguardo solitamente per velocisti, con nobili eccezioni – qui Hinault vinse in maglia gialla, con una fuga a due – è comunque gara vera e si corre a velocità altissima, in attesa dello sprint o dello scatto vincente.

GRAN FINALE Giungiamo così all’ultimo capitolo della storia, un ennesimo capitolo di pioggia, che anche oggi ha colpito il Tour de France di Vincenzo Nibali. La volata promessa c’è stata e, come tutti pronosticavano, la vittoria è stata anche sul traguardo di Parigi di Marcel Kittel, come l’anno scorso. Un podio per due campioni, ma Parigi oggi è davvero tutta per Vincenzo Nibali.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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