I colori del mondo

Joel Sartore, "In volo"-un'ara giacinto nella regione brasiliana del Pantanal

Roma – Azzurro, bianco, rosso e verde. Sono “I colori del mondo”, un affascinante viaggio fotografico realizzato con gli scatti dei più grandi fotografi che lavorano e collaborano con il magazine National Geographic Italia. L’esposizione rimarrà al Palazzo delle Esposizioni di Roma fino al 1 maggio 2011 e l’ingresso è gratuito. La rassegna comprende novantacinque immagini, inedite per il magazine e di grande impatto visivo ed emotivo, che sono declinate attraverso quattro colori. Azzurro è il colore dell’acqua e del cielo, dei mari e dei suoi abitanti, della gioia di esistere e della tranquillità. Bianco è l’immacolato dei luoghi colpiti dal riscaldamento globale, degli animali a rischio di sopravvivenza, dell’innocenza, della purezza. Rosso è, invece, il colore della terra, del fuoco, della comunità, degli usi e costumi, delle donne, dei bambini, degli uomini. E’ anche il colore del cuore, del sangue e della passione. Infine, il verde rappresenta il mondo green in tutte le sue espressioni, come colore dell’oggi e del domani, il verde della speranza.

 

Sono i quattro colori che descrivono il presente e il futuro del mondo, la forza e la debolezza della natura e degli animali, l’umiltà, l’orgoglio, il dolore e la felicità degli esseri umani. In un’intervista, Guglielmo Pepe,  curatore della mostra ed editorialista di National Geographic Italia, spiega che l’esposizione è nata dal desiderio di illustrare come i fotografi siano riusciti e riescano ad interpretare la vita sul nostro pianeta facendone risaltare i colori. Si tratta di immagini forti, coinvolgenti e molto espressive, capaci di catturare immediatamente l’occhio del visitatore. “Attraverso i colori – continua nell’intervista Guglielmo Pepe- capiamo come vivono donne, bambini, uomini in tanti paesi vicini e lontani da noi; ancora, qual è la condizione dell’esistenza per chi deve combattere contro fame, povertà, guerra e malattia; come gli animali riescono a resistere alle trasformazioni del loro habitat; cosa succede all’ambiente sotto i colpi dei cambiamenti climatici. E’ possibile vedere anche la Terra, nella sua unicità, le persone in momenti felici, le altre specie nella loro fantastica diversità, la natura e la sua straordinaria bellezza”.

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Sono quarantotto i fotografi in mostra, tra cui quattro italiani: Sam Abell, Lynsey Addario, William Albert Allard, Stephen Alvarez, Ira Block, Robert Clark, Jodi Cobb, Bill Curtsinger, Peter Essick, Melissa Farlow, Alessandro Gandolfi, George Grall, David Alan Harvey, Chris Johns, Lynn Johnson, Ed Kashi, Karen Kasmauski, Tim Laman, Brian Lanker, Sarah Leen, Gerd Ludwig, Pascal Maitre, Manoocher, Steve McCurry, James Nachtwey, Michael Nichols, Paul Nicklen, Flip Nicklin, Randy Olson, Carsten Peter, Antonio Politano, Reza, Jim Richardson, Sandro Santioli, Joel Sartore, Shaul Schwarz, Stephanie Sinclair, Brian J. Skerry, James L.Stanfield, George Steinmetz, Brent Stirton, Amy Toensing, Tomasz Tomaszewski, Stefano Unterthiner, Alex Webb, Steve Winter, Cary Wolinsky, Michael S.Yamashita.

L’esposizione, ad ingresso libero, è realizzata con il contributo di Barilla, Levissima e con il contributo tecnico di Artiser ed è aperta al pubblico dal martedì al giovedì dalle 10 alle 20, il venerdì e il sabato dalle 10 alle 22.30 e la domenica dalle 10 alle 20.

Se avete voglia di andare a vedere qualcosa di suggestivo, questa è sicuramente l’occasione ideale… affrettatevi!

di Chiara Campanella

 

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