‘I clienti di Avrenos’, un nuovo romanzo inedito di Georges Simenon

'I clienti di Avrenos', una storia appassionante di amore e perversione firmata da Georges Simenon

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I clienti di Avrenos – la copertina (unoenessuno.blogspot.com)

Adelphi torna a pubblicare un romanzo inedito di Georges Simenon, I clienti di Avrenos. Una storia appassionante che, citando Francesco Guccini, potrebbe essere definita «quasi d’amore», basata sulla relazione morbosa tra Jonsac, funzionario dell’ambasciata francese in Turchia e Nouchi, perversa ballerina di un night club.

LA STORIANouchi è giovane, non particolarmente bella nel suo viso asimmetrico, ma certamente accattivante e pericolosa. Lavora come entraîneuse in un locale di Ankara, un night club noto anche ai politici più potenti della Turchia come luogo in cui procacciare ragazze disponibili per laidi e prolungati festini. Una sera incontra Jonsac, un francese non più giovane e diretto a Istanbul per tornare all’ambasciata a svolgere il suo lavoro. In solo due ore la giovane lo circuisce fino ad averlo in pugno e lo convince a portarla con sé a Istanbul.

AVRENOS – Nouchi si rende conto ben presto che il ruolo di Jonsac non è quello di un uomo ricco e potente: è un banale e grigio galoppino, al servizio della diplomazia francese in terra turca. Anche la sua vita è banale: passa il tempo libero in compagnia di nobili decaduti ed ex uomini di successo di ogni tipo in cerca di una nuova collocazione sociale nella Turchia di Mustafa Kemal, fumando hashish, bevendo alcolici e discorrendo di inutilità nel ristorante di Avrenos, abbinando lunghe scorribande notturne nei luoghi più malinconici della notte di Istanbul.

PERVERSIONE - La giovane si annoia inizialmente, ma molto presto non ha solo in pugno Jonsac, ma tutta la sua compagnia di amici, ciascuno innamorato di lei, la quale, senza concedersi a nessuno, riesce a disporre delle loro volontà con candore perverso. Anche importanti uomini politici e d’affari cadono presto ai piedi di Nouchi, senza ottenere nulla in cambio. Persino Jonsac, il quale arriva addirittura a sposarla per garantirle la possibilità di restare in Turchia e con la speranza che lei si innamori, non riesce a ottenere che un crogiuolo di desideri e rimpianti. Fino a provare a sedurre una giovane e fragile nobile turca, sobillato da Nouchi stessa, che agisce sulla volontà del protagonista come un moderno Iago dell’Otello di Shakespeare, spingendola a un gesto disperato che sfiora la tragedia.

Georges Simenon

Georges Simenon (www.minimaetmoralia.it)

I PERSONAGGI – La scrittura e la capacità di Georges Simenon di entrare nelle vite che ha dipinto nella sua lunga carriera sono impareggiabili. Non è possibile non provare imbarazzo nell’immedesimarsi in Jonsac, solo e fragile contro il fascino capriccioso e seducente di Nouchi. Ma anche quest’ultima, nel suo ruolo di perversa manipolatrice, altro non è che una vittima del proprio destino: il lettore non è in grado di provare odio per una persona cresciuta in estrema povertà e che compie azioni dettate più dal desiderio di un riscatto morale e sociale che da vera malvagità. Persino tutti i personaggi malinconici, decadenti e lussuriosi che popolano il quadro, perché questa è la vera essenza del romanzo, sono a loro modo figli di un contesto storico in cui si trovano a vivere quasi senza colpa e dal quale non hanno saputo, o forse voluto, cogliere le opportunità nuove e diverse fuggite sotto i loro occhi inerti.

L’AUTORE – Ancora una volta Simenon raffigura al lettore una storia semplice, mai banale, in cui si muovono personaggi ordinari, aggettivo da intendersi riferito al fatto che potrebbero essere dentro ciascuno di noi, con le nostre malinconie, paure e solitudini. Il rapporto morboso tra Jonsac e Nouchi altro non è che lo specchio di relazioni quotidiane tra persone comuni che vivono dei loro slanci, dei loro vuoti e delle loro banalità. Ma la penna di Simenon riesce ancora una volta a rendere tutto questo straordinario nella sua inquietante normalità. Proprio perché quanto accade ai protagonisti potrebbe succedere, o essere già avvenuto, a chiunque tra i suoi lettori, persino a quasi un secolo di distanza. Le dinamiche psicologiche dipinte da un autentico Maestro della letteratura come l’autore belga, altro non sono che un quadro di debolezze e arroganze comune a ogni epoca e luogo, anche laddove sia mascherato da sovrastrutture sociali e religiose. E’ tutto questo a rendere straordinario qualunque componimento di Georges Simenon e a lasciare l’incontrollabile desiderio nel lettore che molto presto possa trovare sullo scaffale di una libreria un altro dipinto in cui perdersi e identificarsi.

Daniele Leone
@DanieleLeone31

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