I caschi blu dell’ONU e gli abusi, una realtà che si ripete

Un report umiliante per l'ONU afferma quello che nessuno vorrebbe leggere: i militari abusano di donne e minori

Militari ONU impegnati ad Haiti (http://www.rets.org.br/)

Militari ONU impegnati ad Haiti (rets.org.br)

New York -  I militari ONU non garantiscono solo la pace ma scambiano anche beni per ricevere prestazioni sessuali. Questa è la notizia rilasciata da Reuters, la quale ha analizzato il rapporto dell’Office of Internal Oversight Services (OIOS) ovvero l’Ufficio ONU per la Supervisione dei servizi interni. Centinaia di donne nei Paesi più poveri del mondo, da Haiti alla Liberia si concedono per ottenere beni come cellulari, gioielli o più semplicemente denaro.

IL RAPPORTO – Sono state accertate 480 denunce tra il 2008 e il 2013 per abusi e violenze sessuali. L’organizzazione non governativa AP ha realizzato 231 interviste ad Haiti con donne che assicurano di avere avuto rapporti con soldati ONU in cambio di beni materiali. Secondo la OIOS le denunce sono comunque in diminuzione nonostante l’aumento delle missioni di pace nel mondo.  Difficile sapere se il dato sia confortante o sia soltanto il risultato di una inutilità generale della denuncia, se non in varie occasioni, della convenienza che queste donne hanno nel prostituirsi, laddove la povertà non da molte scelte.

DIFFICILE SANZIONARE – D’altronde è difficile, una volta ricevuta la denuncia, punire i caschi blu che hanno commesso questi reati. Normalmente i generali non si assumono nessuna responsabilità nel punirli e tutto si avvolge in una burocrazia internazionale che permette come unica punizione il rientro a casa del militare e l’impossibilità per il soggetto di partecipare ad una missione ONU in futuro.

Ban Ki-Moon (Archivo EFE, http://www.wunitv.com/)

Ban Ki-Moon (Archivo EFE, wunitv.com)

LA CONDANNA DI BAN KI-MOON – Il segretario generale dell’ONU ha usato il classico termine che usano i politici in situazioni come questa: “Tolleranza zero contro l’abuso sessuale”. Ma la realtà è molto diversa dalle parole vuote del segretario generale. Si ipotizza l’istituzione di una nuova inchiesta esterna per verificare se vi siano stati abusi, anche su minori e minorenni; si parla da anni infatti di abusi compiuti dai soldati francesi nella Repubblica Centroafricana. Malgrado tutto, se non si pone fine all’impossibilità di sanzionare davvero e alla povertà assoluta presente nei luoghi delle missioni, difficilmente si otterrà l’ombra del risultato auspicato nelle parole del segretario.

Domenico Pellitteri

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