“I bambini di Cold Rock”, un thriller/horror camaleontico

I bambini di Cold Rock, primo film americano del regista francese Pascal Laugier (Saint Ange e Martyrs), è un thriller dalle tinte fosche che narra le vicende di Cold Rock, appunto, in cui la scomparsa dei bambini è all’ordine del giorno e la maggior parte della popolazione crede all’esistenza dell’ “uomo alto” che ne sarebbe il rapitore, il mostro designato. Il regista transalpino sembra fare chiaro riferimento a quelle ambientazioni tipiche degli Stati Uniti più rurali e al filone thriller/horror degli anni Settanta e Ottanta. Laugier può qui contare su un cast piuttosto azzeccato composto da Jodelle Ferland, Stephen McHattie, William B. Davis (l’indimenticabile uomo che che fuma nella serie televisiva X-Files) e una brava Jessica Biel che dà un’interessante prova recitativa tralasciando la sua bellezza per calarsi in un ruolo ambivalente per le fila del discorso filmico.

La Biel interpreta l’infermiera Julia che, a differenza degli altri cittadini di Cold Rock, non crede all’esistenza del cosiddetto “uomo alto” e ipotizza che ci possa essere una spiegazione più plausibile dietro alla scomparsa dei bambini della cittadina americana. Una notte, però, poco dopo essere rincasata, un individuo alto e vestito di nero fa irruzione in casa sua e rapisce suo figlio. Da qui inizia l’inseguimento e la ricerca del bambino, operazione che porterà ad un particolare e imprevedibile colpo di scena.

La scelta di Laugier di cambiare le carte in tavola a metà film potrebbe sembrare controproducente dato che la maggior parte dei registi, e degli sceneggiatori, l’avrebbero conservata per i minuti finali. Invece, al regista va dato atto di non calcare la mano su una storia che avrebbe accomunato la sua pellicola a molte altre dello stesso argomento e ha l’intuizione di distruggere quasi subito la figura del mostro per riportare il discorso filmico a questioni molto più reali e contingenti alla vita quotidiana di un paese, quello di Cold Rock, ormai flagellato dalla crisi economica dovuta alla chiusura della miniera che dava lavoro alla maggior parte degli abitanti. Laugier, infatti, sembra avere metabolizzato molto bene la lezione di certi film americani che facevano della povertà e del degrado la scintilla che dava vita a mostri – da Non aprite quella porta a Wrong Turn, per intenderci – e ne prende in prestito l’atmosfera angosciante e opprimente.

Queste caratterizzazioni, però, fanno solo da contesto ad una successione di eventi che spiazza lo spettatore che è costretto quasi immediatamente a cambiare il proprio punto di vista sulla vicenda e soprattutto sul ruolo di Julia, che passa da vittima a carnefice. Laugier, con questo ribaltamento di significato, cerca di sottrarsi alla aspettative del pubblico per incentrare la sua opera filmica su un discorso incentrato sulla sofferenza dei bambini che non sono in mano ad un mostro vero e proprio, ma sono affidati alle sorti di una cittadina ormai nel baratro, dove il degrado economico ha portato ad un degrado morale e quest’ultimo sembra non essere risolvibile.

I bambini di Cold Rock, in ultima analisi, sembra soffrire questa ambivalenza del racconto, e i fattori messi in scena sembrano sfocati e poco intelligibili: sia quando il film sembra il più classico thriller, sia quando, dopo il discreto colpo di scena, cerca di sollevare questioni morali che, sì, sono di indubbio valore, ma purtroppo affrontate con modestia e poco rigore. Se lo scopo di Laugier era quello di sollevare dubbi e interrogativi possiamo dire che vi è riuscito, ma questi sono tutti relativi alla bontà di questa sua opera filmica.

Emanuel Micali

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=Cqb058g1VRo[/youtube]

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews