I 130 anni di Virginia Woolf

La scrittrice con il padre, Sir Leslie Stephen

Virginia Woolf nasce a Stephen, vicino a Londra, il 25 gennaio 1882, in una famiglia dove la cultura e la frequentazione con intellettuali sono pane quotidiano. È scrittrice, saggista e attivista impegnata nella lotta per i diritti delle donne. Tra i suoi più celebri romanzi La signora Dalloway (1925), Gita al faro (1927) e Orlando (1928). Tra le opere di saggistica emerge invece Una stanza tutta per sé (1929) alla quale darà successivamente una dimensione più prettamente politica (Le tre Ghinee, 1938).

Con le stesse tecniche operate da James Joyce in Irlanda, Marcel Proust in Francia e Italo Svevo in Italia, Virginia Woolf abbandona le tecniche espositive tradizionali per dare pieno sviluppo allo  stream of consciousness, interiorizzando attenzione e movimento narrativi nel monologo intrattenuto dal personaggio con se stesso. La narrazione procede attraverso spostamenti avanti e indietro nel tempo, che si fondono a pensieri e ricordi suscitati dall’ambiente circostante. Virginia Woolf è in grado di rappresentare lo scorrere del tempo in dodici ore (La signora Dalloway), in pochi giorni (Tra un atto e l’altro), in diversi anni (Gita al faro) o addirittura in tre secoli (Orlando). 

Si traduce così nella scrittura la fugacità delle impressioni, dissolvendo le forme tradizionali del racconto nel flusso di coscienza e realizzando un seppur momentaneo – e non potrebbe essere altrimenti -  “attraversamento delle  apparenze”, incerto come l’esistenza stessa. Fino all’ultima delle sue dieci opere romanzesche, l’autrice cercherà di affinare la tecnica, adeguandosi alle aritmie degli atti percettivi, dando voce alla speciale alchimia creata dalle sensazioni e restituendo con incredibile fedeltà le ellissi del monologo interiore.

The Hours: nel film le protagoniste sono legate dal romanzo Mrs Dallaway, di Virginia Woolf

In ambito saggistico ma anche di impegno civile, Una stanza tutta per sé (1929) rappresenta un bruciante guanto di sfida lanciato coraggiosamente contro l’ordine culturale maschile, cronistoria della quasi totale assenza delle donne sulla scena letteraria la cui marginalizzazione trova spiegazione nella repressione secolare della scrittura e della parola femminili.

La sua vita sarà tristemente segnata da crisi depressive e turbe psichiche che la porteranno, sotto i bombardamenti tedeschi, ad annegarsi nel fiume Ouse il 28 marzo 1941. Così, in questo “attraversamento delle apparenze”, in questa morte cercata e trovata nell’acqua, c’è la tensione verso un completamento tanto auspicato quanto impossibile, un’eco di quella fluidità che la sua opera ha sempre cercato di cogliere.

Marina Cabiati

FOTO nanopress.it; http://3.bp.blogspot.com ; http:www.moviepalyer. com

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