Hypno-pop. Canzoni al sapor di synth firmate La Griffe

Da Roma arrivano i La Griffe a dimostrare come struttura cantautorale e sperimentazione elettronica possono essere due facce della stessa medaglia

La copertina di "Hypno-pop", l'ep d'esordio dei La Griffe

La copertina di “Hypno-pop”, l’ep d’esordio dei La Griffe

Cosa accomuna la musica elettronica più selvaggiamente sperimentale in termini di scelta di suoni e la predisposizione al formato canzone di matrice pop rock? Semplicemente la comune intenzione di rendersi artefici, insieme, di un corpus sonoro ben costruito laddove a destreggiare le strumentazioni sono persone perfettamente consapevoli dei propri mezzi. La dimostrazione di un simile e importante atteggiamento sta tutta in Hypno-pop, notevolissimo ep d’esordio del trio romano La Griffe.

DERIVAZIONI – L’Italia, nella sua più recente storia musicale, ha visto passare sotto i riflettori personalità artistiche assolutamente non di poco conto – quando non indispensabili – per la salvaguardia di un’impostazione tecnica e stilistica capace di oltrepassare con scaltrezza le eventuali staccionate di delimitazione di generi prediletti, magari opposti o comunque divergenti nel loro intendere il concetto di composizione musicale ma di certo volenterosi di operare una pur minima ricerca di soluzioni sempre differenti, nuove, anticonformiste (fin dove e quando possibile) e dedite a inclinazioni di natura trasversale. Tornano alla memoria, dunque, nomi quali Bluvertigo, Soerba o La Sintesi, tanto per fare un esempio: tutte menti creative non archiviabili unicamente al suono di uno o due cicli di circuito radiofonico, bensì artefici di (anche poche) opere da considerare imprescindibilmente come tali, contenitori di tasselli che nulla hanno da invidiare ai più altisonanti nomi della scena internazionale. In tutto questo, anche un astro nascente come quello su cui dimorano i La Griffe (Riccardo Vinciguerra alla voce, Daniele Perticaroli alle chitarre e Dj Max Stanzione alla console) può benissimo dimostrare come debba necessariamente esistere, per forza di cose, una corposa e inscindibile convivenza tra acculturazione melodico-cantautorale e capacità sperimentali al fine di dare forma (e contenuto) a produzioni di fattura pregevole e, soprattutto, capaci sia di affascinare l’udito dei più attenti alle stratificazioni sonore che di soddisfare il palato acustico di chi opta per un più facile consumo.

I La Griffe

I La Griffe

SEMPLICITÀ APPARENTE – Ciò che emerge, allora, da un mini album come Hypno-pop è una proposta musicale tanto semplice quanto, al contempo, ricca di spunti intuitivi perfettamente in grado di dimostrare come la caratura di Vinciguerra e soci non sia affatto da sottovalutare al cospetto di esimi colleghi di settore. Anzi, è proprio con diversi simili di più altisonante nomenclatura che bisogna fare i conti quanto ad essere messo in gioco è un innato talento insito nella costante voglia di manipolare suoni e architettare strutture melodiche (o anche meno melodiche) di portata più che consistente. Se si passa attraverso un incipit come quello offerto dalle aperture di Deserto, per l’appunto, si ha subito la dimostrazione di come arrangiamenti marcatamente elettronici possano, senza alcun ostacolo di sorta, contribuire alla costituzione, mattone dopo mattone, di una corporatura canzonistica pregiata e tutt’altro che trascurabile. Meglio ancora, poi, se proprio quelle aperture regolari e lineari preparano sufficientemente il terreno emotivo per l’addentrarsi successivo delle più granitiche incursioni synth pop alla New Order di matrice più digitale (Suoni). E se le più corpose sfumature techno ed electrohouse possono egregiamente andare a braccetto con strutture metriche estremamente precise e profondamente dotate di cognizione di senso (Altrove), allora anche cenni di psichedelia possono tramutarsi in sfaccettature dark alla Depeche Mode o Bluvertigo provenienti da Zero (Where are you going), non a caso due situazioni perno di una concezione prettamente e saggiamente elettronica del formato canzone. Si tratta di frammenti di oscurità sonica che arano il campo per la corretta nascita ed evoluzione di approcci dark ambient e rave con sperimentazioni ritmiche degne del miglior Aphex Twin meno forsennato e degli M83 di Hurry up, we’re dreaming, tanto per citarne un paio.

I La Griffe

I La Griffe

FUTURIBILITÀ – La sostanza, in fin dei conti è più che evidente e non può che essere assorbita e condivisa nel migliore dei modi. Ci si trova dinanzi ad una proposta più che pregevole e – guardando all’altra sponda – assolutamente (e legittimamente) in grado di arrivare ad un pubblico tanto vasto quanto eterogeneo. L’augurio, dunque, è quello di conoscere Hypno-pop come trampolino di lancio per una carriera non difficilmente futuribile visto l’enorme potenziale di crescita e ultrriore maturità messo in campo fin da subito.

Voto: 7,5

Stefano Gallone
@SteGallone

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